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Zverev soffre e resiste: Sonego lo trascinano al tie-break decisivo

2026-09-02 · Tennis Trade
Zverev fatica ma avanza agli US Open: Sonego lo spinge al quinto set in una battaglia epica

Un primo turno che poteva trasformarsi in un disastro, invece diventato una vittoria di sofferenza. Alexander Zverev, favorito numero uno del tabellone agli US Open 2026, ha dovuto scalare una montagna più ripida del previsto per superare Lorenzo Sonego in una maratona tennistica che ha lasciato senza fiato sia i protagonisti che gli spettatori di Flushing Meadows. Il punteggio finale di 6-4 3-6 6-7 7-5 6-4, maturato dopo quattro ore e cinquanta minuti di battaglia incessante, racconta di un match dove l'azzurro ha messo in seria difficoltà il campione tedesco in più di un'occasione, costringendolo a tirar fuori dal cassetto tutte le risorse tecniche e mentali a disposizione.

Per un giocatore del calibro di Zverev, abituato a dominare gli avversari grazie a una solidità tecnica e fisica senza pari, l'incontro con Sonego ha rappresentato una vera e propria incognita. L'italiano, che negli ultimi mesi ha attraversato un periodo di minor brillantezza rispetto ai picchi della sua carriera, si è presentato a New York con tutt'altro che le spalle curve. Anzi, ha mostrato quella tenacia e quella qualità tecnica che lo contraddistinguono, mettendo in grave imbarazzo il numero uno del seeding in diverse fasi del match. La partita è stata una perfetta rappresentazione di come il tennis agonistico, anche quando una gerarchia apparente esiste, possa sempre riservare sorprese e colpi di scena.

Un Zverev sotto pressione cerca il salvagente nel quarto parziale

Il momento più delicato per il tedesco è arrivato nel quarto set, quando Sonego lo ha spinto sull'orlo del precipizio. Con un tie-break sfiorato e la possibilità concreta di estendere la contesa a un quinto set ancora più incerto, Zverev ha dovuto attingere da quella riserva di esperienza e concentrazione che solo i campioni possiedono. È proprio in questi momenti che si vede la differenza tra un giocatore che ha raggiunto il vertice della disciplina e uno che ancora non vi si è pienamente affermato. Il tedesco, nonostante le evidenti difficoltà nel controllo del rovescio e qualche scatto mentale negativo, ha trovato il modo di chiudere il parziale 7-5 e poi dominare il quinto con uno stato psicologico completamente rigenerato.

Il quinto set è stata praticamente un'altra partita rispetto a quanto accaduto nei parziali precedenti. Con Sonego ormai fisicamente e mentalmente provato dalla battaglia prolungata, Zverev ha potuto finalmente esprimere il tennis pulito e dominante che lo caratterizza. Il 6-4 conclusivo è stato la naturale conseguenza di una rimonta psicologica che ha visto il numero uno del seeding tornare a giocare con quella calma e quella precisione che sono le sue armi migliori. Ma è significativo che questo momento di chiarezza arrivasse solo nel momento finale della contesa, a testimonianza di come Sonego lo abbia veramente costretto a soffrire dall'inizio alla fine.

Le parole di stima e l'ammissione delle imperfezioni

Nella conferenza stampa che ha seguito, Zverev non ha potuto fare altro che riconoscere il valore dell'avversario che aveva appena superato. Il tedesco classe 1997 si è espresso con genuine parole di ammirazione nei confronti di Sonego, definendolo "un giocatore incredibile" e sottolineando come l'azzurro abbia giocato con la sua caratteristica aggressività nonostante un anno che lo ha visto meno protagonista rispetto al solito. Zverev ha evidenziato in particolare due armi di Sonego che lo hanno messo davvero in difficoltà: il servizio eccezionale e il dritto travolgente, entrambi elementi su cui l'italiano costruisce il suo tennis offensivo e imprevedibile.

Un aspetto particolarmente interessante nel commento del numero uno del seeding riguarda il modo in cui Sonego ha attaccato il secondo servizio di Zverev. Il tedesco ha fatto notare come, nonostante possegga uno dei secondi servizi più rapidi del circuito internazionale, l'italiano lo ha continuamente messo sotto pressione con i suoi ritorni aggressivi. Questo dettaglio parla di una qualità tattica e tecnica che non dovrebbe passare inosservata: il tennis di Sonego è costruito su una lettura di gioco sofisticata e su un'aggressività controllata che lo rende pericoloso persino nei momenti in cui è sottodimensionato rispetto all'avversario. Zverev, in fondo, ha fatto bene a riconoscere questa realtà, perché solo così chi segue il tennis capisce veramente cosa sia accaduto nel corso di queste quasi cinque ore di battaglia.

Tuttavia, Zverev non ha nascosto nemmeno gli aspetti del suo gioco che dovrà migliorare se intende veramente competere per il titolo a Flushing Meadows. Ha ammesso di aver commesso più errori con il rovescio rispetto al solito, uno scenario che di norma non gli accade data la solidità tecnica che lo contraddistingue. Il tedesco, consapevole che gli step successivi del torneo saranno decisamente più impegnativi, ha indicato chiaramente la rotta: sistemare questi problemi tecnici marginali e tornare a esprimere il tennis dominante che è caratteristica della sua carriera. Questo atteggiamento riflessivo e autocritico è spesso il segno dei campioni che sanno come affrontare i tornei importanti, correggendo in corsa i problemi che emergono.

La vittoria su Sonego, quindi, non è tanto una conferma della supremazia di Zverev quanto piuttosto un avvertimento verso sé stesso che all'US Open servirà ben altro che sopravvivere agli avversari pericolosi. Il primo turno è passato, certo, ma il tedesco sa perfettamente che il tabellone di Flushing Meadows è ricco di insidie e che giocare al 70% della propria capacità potrebbe non essere sufficiente nelle fasi finali. La strada verso il titolo, almeno in questa edizione dell'Open americano, pare ancora lunga e carica di ostacoli. Sonego, dal canto suo, se ne torna a casa sapendo di aver lasciato tutto sul campo e di aver messo seriamente in difficoltà il numero uno del seeding, il che rappresenta comunque un risultato morale di tutto rispetto.

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