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Doppio in crisi: Vavassori denuncia fondi ridotti e piano mancante

2026-09-28 · Tennis Trade
Vavassori accusa: il doppio soffoca tra tagli ai premi e assenza di visione strategica

Nel tennis contemporaneo, il doppio vive una stagione di transizione che genera inquietudine tra gli atleti professionisti che hanno scelto questa specialità come principale fonte di guadagno e di realizzazione sportiva. Andrea Vavassori, uno dei migliori doppisti italiani in circolazione e partner affidabile di Simone Bolelli nelle competizioni internazionali, ha deciso di rompere il silenzio affrontando pubblicamente una questione che agita il circuito da mesi: i cambiamenti strutturali che l'ATP e gli organizzatori dei tornei maggiori stanno pianificando per il 2028, ma che al momento non dispongono di una vera e propria strategia condivisa.

La voce dell'inquietudine: cosa teme Vavassori

Nel corso di un'intervista concessa a Fanpage, il tennista azzurro non ha nascosto la propria frustrazione riguardante le prospettive che si stanno delineando per il doppio nel prossimo quadriennio. Vavassori, che riveste anche il ruolo di membro del Player Advisory Council (il consiglio dei giocatori che dovrebbe rappresentare le istanze degli atleti presso le federazioni internazionali), ha sottolineato una preoccupazione ben precisa: le modifiche in discussione risultano totalmente sconnesse da una visione organica del futuro del doppio. Il tema centrale ruota intorno a una riduzione sia dei compensi economici che del numero di coppie ammesse a competere nelle principali competizioni. Tuttavia, secondo Vavassori, tali decisioni vengono prese senza che esista una strategia complessiva, un progetto che guardi oltre il semplice taglio dei costi. "Per il 2028 vorrebbero cambiare alcune cose, stiamo provando ad avere una conversazione per far sì che non vi siano cambi in negativo, ma in positivo," ha dichiarato il doppista, evidenziando così lo sforzo che lui e altri colleghi stanno compiendo affinché i cambiamenti vadano nella giusta direzione.

La situazione attuale, a giudizio di Vavassori, rappresenta una forma di gestione superficiale e opportunistica dei problemi del doppio. Non vi è un dialogo costruttivo tra gli organizzatori e i giocatori, bensì annunci di tagli economici che colpiscono direttamente chi ha costruito la propria carriera su questa specialità. L'atleta ha esplicitato il proprio disappunto con parole che non lasciano spazio a fraintendimenti: "Al momento si parla di una riduzione del prize money e delle coppie, ma non c'è ancora un progetto; devo dire che a me non è piaciuta molto questa situazione." Un commento che rivela una frustrazione profonda, quella di chi si sente abbandonato da un sistema che per anni ha promosso il doppio come parte integrante dell'ecosistema tennistico.

La frattura tra singolare e doppio: una disparità diventata insostenibile

Un aspetto cruciale emerso dalle dichiarazioni di Vavassori riguarda la spaccatura che caratterizza il trattamento riservato ai tennisti di singolare rispetto a quelli di doppio. Nel sistema attuale, la distribuzione delle risorse economiche favors massicciamente il singolare, con i premi del doppio relegati in posizioni subordinate. Il doppista italiano ha affrontato direttamente questo tema, denunciando come la tendenza sia quella di spostare ulteriormente i soldi destinati al doppio verso le competizioni di singolare, nella pressoché totale assenza di un progetto alternativo che salvaguardi l'integrità della specialità. Quando Vavassori menziona il rapporto "90-10" tra i premi destinati al singolare e quelli riservati al doppio, sottolinea come questa proporzione sia diventata estrema e insostenibile per chi pratica professionalmente questa disciplina.

La questione economica, dunque, non rappresenta meramente un aspetto secondario di una discussione più ampia: è il fulcro attorno al quale ruota l'intera preoccupazione del doppio contemporaneo. I doppisti vivono con la consapevolezza che ogni torneo, ogni competizione rappresenta un'occasione per guadagnare, e riduzioni dei premi significano rischi concreti per la sostenibilità della carriera. Vavassori, nel suo ruolo di membro del Player Advisory Council, sta cercando di catalizzare una risposta costruttiva, spingendo affinché la conversazione non rimanga confinata agli uffici delle federazioni, ma si sviluppi come dialogo serio e trasparente con i protagonisti del doppio.

"Stiamo vedendo per capire un po' che succede," ha aggiunto il doppista, rivelando così che i giocatori non hanno ancora visibilità totale sulle decisioni che verranno prese e sui tempi di implementazione. Questa opacità informativa alimenta l'ansia e genera diffidenza, creando un clima dove gli atleti si sentono meri spettatori passivi di scelte che li riguardano direttamente.

Il doppio azzurro e la stagione degli US Open

Nel mezzo di queste considerazioni strutturali, Vavassori ha anche ripercorso la propria esperienza recente negli US Open, dove ha competuto in coppia con Simone Bolelli. Il risultato ottenuto dalla coppia italiana non è stato disprezzabile: tre vittorie consecutive, culminate però con l'eliminazione ai quarti di finale quando è capitato loro di incontrare i successivi campioni del torneo. Vavassori ha definito il torneo newyorchese come "tutto sommato buono," un'analisi sobria che riflette la capacità di mantenere prospettiva anche quando le aspettative personali potrebbero essere diverse. La partnership tra Bolelli e Vavassori rappresenta uno dei punti di forza del doppio italiano, una coppia che ha dimostrato di poter competere ai massimi livelli, anche se i risultati rimangono condizionati dalla forma temporanea e dalle circostanze del torneo.

Questo aspetto specifico dei risultati ottenuti nel Grande Slam newyorchese serve a Vavassori anche come controprova della vitalità del doppio quando gli vengono date le giuste opportunità. La capacità di raggiungere i quarti di finale in uno dei quattro tornei più prestigiosi del calendario dimostra che il doppio, se supportato adeguatamente, continua a produrre competizioni avvincenti e atleti di alto livello. Tuttavia, tale evidenza contrasta marcatamente con le scelte economiche e strutturali che minacciano di erodere ulteriormente la base su cui poggia questo settore.

La battaglia intrapresa da Vavassori, insieme ad altri doppisti coscienti della fragilità della propria categoria, rappresenta un capitolo importante nella storia contemporanea del tennis. Non si tratta semplicemente di rivendicazioni economiche, bensì di una lotta per preservare lo spazio e la dignità del doppio all'interno di un ecosistema tennistico che sembra aver smarrito l'equilibrio. Il prossimo quadriennio, con le decisioni che verranno prese per il 2028, determinerà se il doppio potrà continuare a rappresentare una componente vitale del tennis mondiale, oppure se scivolerà progressivamente verso una marginalizzazione dalla quale potrebbe non tornare indietro.

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