Paolini-Errani addio: l'Italia donna riprogetta il doppio agli US Open

Gli US Open 2026 si preannunciano come un punto di svolta nel doppio femminile italiano. La decisione di Jasmine Paolini di non scendere in campo nella specialità di doppio a New York rappresenta uno spartiacque nella stagione del tennis azzurro, segnando la fine di un'epoca caratterizzata da una coppia che, nel corso degli ultimi anni, ha incarnato le ambizioni più elevate del movimento tricolore sui palcoscenici internazionali. L'infortunio al piede della toscana, che l'ha costretta a limitare notevolmente i suoi impegni, è la causa diretta di questa scelta obbligata, una decisione che comunque non sorprende più di tanto data la necessità di gestire con prudenza una problematica fisica delicata.
Il panorama italiano nel doppio femminile si trasforma dunque significativamente. Mentre Paolini si concentra esclusivamente sulla prova singolare, Sara Errani si ritrova costretta a cercare una nuova compagna con cui affrontare il torneo newyorchese. La scelta è ricaduta su Lilli Tagger, giovane talento austriaco emergente che rappresenta una scommessa interessante per la veterana azzurra. Si tratta di una partnership costruita all'ultimo momento, lontana dalla consolidata intesa che Errani e Paolini hanno sviluppato negli ultimi anni, quando il loro connubio è diventato un punto di riferimento stabile per il tennis italiano femminile, capace di competere e vincere nei tornei più importanti.
Un cambio di prospettive per le ambizioni azzurre
La dinamica complessiva delle ambizioni italiane nel doppio femminile a Flushing Meadows subisce inevitabilmente un ridimensionamento. Senza il duo formato da Paolini ed Errani, il movimento azzurro perde quella coppia che negli ultimi anni ha rappresentato il suo traino principale, la formazione più solida e affidabile in grado di competere stabilmente per i titoli dei tornei del Grande Slam. Resta comunque presente una rappresentanza italiana con due coppie, ma le attese cambiano radicalmente. Piuttosto che pensare a obiettivi di carattere verticale, come il raggiungimento delle finali o della conquista dei trofei, l'Italia ripone le sue speranze in formazioni che dovranno provare a carving uno spazio significativo all'interno di un tabellone altamente competitivo e ricco di coppie affiatatissime.
Tra le due coppie italiane presenti, quella composta da Elisabetta Cocciaretto e Yulia Putintseva si ritrova di fronte a una sfida particolarmente complicata già al primo turno. Il sorteggio non ha concesso clemenza alle due giocatrici: al loro debutto nel torneo dovranno confrontarsi immediatamente con Katerina Siniakova e Taylor Townsend, coppia ceco-americana che detiene il rango di prima testa di serie e che si posiziona tra le principali favorite assolute per la conquista del titolo. Si tratta di un ostacolo formidabile, considerando che la formazione numero uno ha già dimostrato la sua solidità e il suo valore nel corso della stagione 2026, mettendo in bacheca due successi di primissimo livello: sia Indian Wells che Miami, completando così il prestigiosissimo Sunshine Double e consolidando ulteriormente la propria posizione tra le migliori formazioni del circuito mondiale.
Cocciaretto e Putintseva: dall'ostacolo all'opportunità
Sebbene la posizione di partenza sia decisamente sfavorevole, una vittoria al primo turno trasformerebbe completamente il percorso e le prospettive di Cocciaretto e Putintseva all'interno del torneo. Superare immediatamente le numero uno, infatti, non rappresenterebbe soltanto un successo tecnico, ma comporterebbe implicazioni psicologiche significative: la fiducia acquisita da un'impresa del genere funzionerebbe da catalizzatore per le fasi successive, potenzialmente aprendo un percorso molto più interessante e con margini di movimento più ampi. Naturalmente, le probabilità restano sfavorevoli, ma non è raro nel tennis che il primo turno di uno Slam riservi sorprese. L'obiettivo più realistico rimane comunque quello di superare inizialmente questo primo ostacolo, con la consapevolezza che il cammino successivo si rivelerebbe ben più gestibile e denso di opportunità.
L'altra coppia italiana presente nel torneo, quella formato da Sara Errani con la partner austriaca Lilli Tagger, si presenta con prospettive apparentemente più intriganti dal punto di vista del tabellone, sebbene la mancanza di una lunga e consolidata intesa rappresenti comunque un fattore di incertezza da non sottovalutare. La configurazione del loro percorso potrebbe offrire maggiori margini di manovra rispetto alla coppia Cocciaretto-Putintseva, beneficiando di un sorteggio inizialmente meno severo. Tuttavia, la sfida di creare una sinergia efficace tra due giocatrici che non hanno una lunga storia comune rappresenta una variabile che solo il campo potrà definitivamente risolvere.
Questo torneo rappresenta dunque un momento di transizione per il tennis italiano femminile nel doppio. Mentre Paolini guarisce dal suo infortunio e si concentra sulla battaglia singolare, il resto del movimento azzurro si adatta a una nuova realtà, dove le ambizioni devono necessariamente essere ricalibrare e gli obiettivi ridisegnati. Non è una crisi, ma piuttosto una ricalibratura dovuta a circostanze difficili da controllare. Le due coppie italiane presenti a New York avranno l'opportunità di scrivere la loro storia nel torneo, potenzialmente sorprendendo gli osservatori con prestazioni convincenti anche in assenza della coppia simbolo del movimento.