Maratone agli US Open: Khachanov e Van de Zandschulp raggiungono le semifinali

Gli US Open 2026 regalano emozioni di rara intensità nel tabellone maschile, con tre storie di resistenza e riscatto che definiscono il tennis nella sua forma più pura: quella della sofferenza, della volontà e della capacità di trasformare i momenti critici in opportunità. Mentre il match tra Alexander Zverev e Luciano Darderi rimane ancora da completare, gli altri tre incontri di giornata hanno già tracciato un quadro affascinante di quella che potrebbe diventare una delle edizioni più imprevedibili dello Slam americano degli ultimi anni.
Khachanov risorge dalle ceneri: il ritorno del russo che non mollava
Nel primo pomeriggio newyorkese, Mikhail Khachanov ha diretto una vera e propria lezione di tenacia contro il promettente giovane americano Learner Tien. Quello che sembrava potesse essere un match equilibrato si è trasformato in un'epopea lunga tre ore e cinquantatré minuti, terminata con il verdetto di 7-5 4-6 6-7 6-1 6-4 in favore del tennista russo. La cifra della competizione rivela come il primo set sia stato conquistato senza particolari drammi, ma poi il pomeriggio abbia preso una piega completamente differente, con Tien che è stato capace di portare il match ai set point e persino al tiebreak al terzo parziale.
Ma Khachanov possiede una qualità che i giovani talenti devono ancora metabolizzare: l'esperienza di chi ha già toccato le semifinali di New York, come accadde nel lontano 2022. Il russo, che recentemente era stato confinato fino al cinquantesimo posto della classifica mondiale, ha trovato in questa maratona una rinascita simbolica. Con il passaggio ai quarti di finale, Khachanov non solo si regala una settimana in più a Manhattan, ma si riporta in una posizione di prestigio nel ranking mondiale, rientrando nella Top-30 e dimostrando che l'assenza di risultati di spicco era stata temporanea, non definitiva.
Blockx scrive la storia del Belgio: il sogno continua contro Khachanov
Se il ritorno di Khachanov rappresenta un capitolo di riabilitazione personale, la storia di Alexander Blockx è tutt'altra cosa: è il racconto di una nazione intera che vede uno dei suoi rappresentanti raggiungere vette mai toccate prima negli US Open. Il belga ha battuto l'argentino Francisco Cerundolo con un convincente 6-3 4-6 7-5 7-5, impiegando tre ore e quindici minuti per conquistarsi un posto da protagonista nella settimana cruciale dello Slam newyorkese.
Quello che rende questa vittoria ancora più significativa è il contesto storico: Blockx è diventato il primo giocatore nella storia del tennis belga a raggiungere i quarti di finale degli US Open. Un primato che pesa come una montagna, che carica di responsabilità e, al contempo, di straordinaria libertà. Ora l'atleta belga si troverà di fronte a Khachanov in un incrocio affascinante: da un lato il russo che cerca il consolidamento del proprio ritorno ai massimi livelli, dall'altro il belga che non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare nel cementare il proprio status di giocatore emergente in grado di competere nei grandi tornei.
La vittoria su Cerundolo non è stata semplice: il secondo set ha visto l'argentino pareggiare i conti, costringendo Blockx a trovare risorse supplementari nei due set finali, dove la superiorità si è finalmente manifestata in modo inequivocabile. È il segno di un tennista che sa come gestire la pressione e trasformarla in motivazione.
Van de Zandschulp nella leggenda: primo Slam dopo un'impresa incredibile
Ma se Khachanov rappresenta un ritorno e Blockx un'affermazione emergente, Botic Van de Zandschulp incarna la categoria più rara nel tennis moderno: il giocatore che, sebbene non sia nella ribalta costante dei media, possedeva tutte le qualità necessarie per esplodere nei momenti opportuni. L'olandese ha appena conquistato il suo primo quarto di finale in un torneo del Grande Slam, e l'ha fatto affrontando una delle sfide più incredibili degli US Open 2026.
La batteria contro il francese Arthur Gea, entrato nel tabellone come lucky loser, è durata cinque ore e diciotto minuti: una durata che racconta di per sé l'equilibrio estremo tra i due contendenti. Il punteggio finale di 3-6 6-7 7-6 7-6 6-4 non restituisce adeguatamente il dramma che si è consumato sul campo. Van de Zandschulp ha dovuto annullare persino match point, rimontando da una posizione che sembrava compromessa per approdare ai set point nei tiebreak al secondo e terzo set. È la vittoria di chi sa soffrire, di chi comprende che nel tennis moderno la resistenza fisica e mentale è spesso il fattore discriminante.
Per l'olandese, questo rappresenta un momento di svolta nella carriera. Non si tratta solo di aver raggiunto i quarti di uno Slam, cosa di per sé straordinaria, ma di averlo fatto attraverso una sequenza di risposte positive ai momenti di crisi. Nei quarti, Van de Zandschulp affronterà il vincente tra Zverev e Darderi, un avversario che sarà uscito dal campo dopo la propria battaglia e che rappresenterà un banco di prova decisivo per confermare che questa non è una meteora temporanea, ma l'inizio di una fase nuova della carriera dell'olandese.
Questi tre match sintetizzano perfettamente cosa significhi il tennis ai massimi livelli: non è solo tecnica e potenza, ma resistenza, intelligenza tattica e capacità di leggere i momenti critici della partita. Gli US Open 2026 stanno costruendo un racconto affascinante, con protagonisti che provengono da angoli diversi del mondo del tennis, uniti dalla determinazione di lasciar traccia in uno dei tornei più prestigiosi dell'intero calendario.