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Cirstea stronca il cammino dell'italiana Paolini agli US Open

2026-09-04 · Tennis Trade
Cirstea ferma la corsa di Paolini a New York: l'azzurra eliminata al terzo turno degli US Open

Non bastano i sedici seeding e le speranze accumulate nei giorni precedenti a Jasmine Paolini per proseguire il proprio cammino agli US Open 2026. L'azzurra, che arrivava a Flushing Meadows con ambizioni legittime di profondità nel tabellone, viene fermata al terzo turno dalla romena Sorana Cirstea, numero 16 del seeding, in una sfida che non ha regalato margini di errore per l'italiana. Il verdetto è netto: 6-3, 6-3 per la rumena in appena un'ora e sedici minuti di gioco, cifre che raccontano una superiorità gestionale e mentale dell'avversaria lungo l'intero match.

Il primo set: l'illusione iniziale e il crollo progressivo

L'esordio del primo parziale avrebbe potuto suggerire tutt'altro epilogo. Paolini infatti piazza subito un break importante nel secondo game, portandosi avanti 30 e creandosi subito una posizione di vantaggio. Il ritmo è buono, la tensione sotto controllo: tutto lascia presagire una partita più equilibrata di quanto poi accadrà. Tuttavia, l'azzurra non riesce a trasformare il vantaggio iniziale in uno strappo decisivo. Due opportunità per il 3-0 vanno sprecate, e questa imprecisione si rivela fatale quando Cirstea mette a segno l'immediato controbreak riportando tutto in parità.

Da quel momento la traiettoria del set cambia radicalmente. La romena accende il turbo e firma una sequenza di dodici punti consecutivi che rappresenta un vero e proprio colpo psicologico per l'italiana. Nel quinto gioco, Cirstea ottiene un break a zero—la peggiore delle sconfitte al servizio—e si porta sul 4-2. Paolini sente il peso della situazione ma non crolla completamente: nel settimo game annulla ben due palle break, restando ancora in contatto. Tuttavia Cirstea non concede margini ulteriori, consolida il break e allunga fino al 5-3. Nel nono game arriva il secondo break a zero dell'azzurra, e la romena chiude il primo set 6-3 in appena trentanove minuti, tempo record che dice molto sulla qualità della sua prestazione.

Il secondo set: speranze e resa

Il secondo parziale inizia come una riedizione del primo, con Paolini ancora una volta determinata a invertire il trend negativo. Partendo dallo 0-1, l'azzurra piazza un parziale interessante di 12 punti a 3 che le consente di scappare sul 3-1 con un break a quindici nel terzo game. È il momento di massima fiducia, il punto in cui la partita potrebbe teoricamente riaprirsi completamente. Ma ancora una volta, la capacità di Cirstea di leggere i momenti cruciali emerge prepotentemente.

Nel sesto game, dopo una battaglia logorante conclusa al sesto break point, la romena produce il controbreak che pareggia sul 3-3. È il turno di Paolini di frantumarsi: l'ottavo game diventa una disfatta, con l'azzurra che regala il servizio a zero, praticamente senza nemmeno combattere. Cirstea si ritrova a servire per il match sul 5-3 e inizia il game con tre punti consecutivi per il 40-0. Qui Paolini mostra carattere e annulla ben tre match point consecutivi, procurandosi persino una palla per il controbreak che riporterebbe il set in equilibrio. Ma è un fuoco di paglia: Cirstea cancella l'occasione dell'italiana e al quarto tentativo chiude definitivamente la pratica sul 6-3, in 37 minuti.

Il tempo complessivo della partita, poco più di un'ora e un quarto, testimonia l'asimmetria che ha caratterizzato lo scontro. Non è stata una battaglia dal punto di vista della durata, bensì una progressiva affermazione della rumena che ha saputo riconoscere i momenti topici del match e approfittarne ogni volta che Paolini ha commesso errori o mostrato esitazioni.

Un risultato che complica il quadro italiano

L'eliminazione di Paolini rappresenta un colpo non indifferente per il tennis italiano al torneo newyorchese. L'azzurra, giocatrice di profondità e stabilità, era stata inserita nel tabellone con legittimi propositi di proseguire in stages avanzati. Il suo stile basato sulla solidità e sulla gestione tattica non ha però trovato il terreno fertile a Flushing Meadows contro una Cirstea in grande spolvero, capace di dettare ritmo e di mantenere un'aggressività costante.

Dal canto suo, Cirstea si prepara ora ad affrontare agli ottavi una tra Jessica Pegula, padrona di casa americana, e Leylah Fernandez, la giovane canadese che negli ultimi anni ha dimostrato di saper giocare tenacemente sui campi duri americani. Per la romena, che continua a dimostrare di essere una presenza affidabile nei tornei del Grande Slam, si apre uno scenario affascinante con la possibilità di proseguire ancora in profondità.

La sconfitta della torinese chiude anticipatamente un capitolo che sembrava potesse offrire altre pagine. Nel tennis, specialmente nei tornei maggiori, le sorprese sono all'ordine del giorno e i margini di errore si pagano subito. Paolini, nonostante il servizio generoso che dispone e la capacità di produrre colpi solidi, non ha saputo capitalizzare le opportunità iniziali e quando Cirstea ha trovato il ritmo e la fiducia al servizio, tutto è diventato inevitabilmente più complicato. L'Australia e i prossimi tornei estivi rappresenteranno per l'azzurra l'occasione per riscattarsi e ritrovare quella continuità che le permette di stare tra le teste di serie principali nei tornei più importanti.

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