Cornet contro il torneo: il misto US Open trasformato in puro business

A distanza di anni dal ritiro, Alizé Cornet continua a essere una voce tagliente e scomoda nel panorama tennistico mondiale. La leggendaria tennista francese, reduce da una carriera straordinaria caratterizzata da longevità senza pari nel circuito femminile, non ha trattenuto la sua disapprovazione nei confronti del format del doppio misto agli US Open 2026. In un'intervista rilasciata a Eurosport, l'ex campionessa ha utilizzato parole dirette e inequivocabili per descrivere quello che ritiene essere un tradimento dello spirito competitivo del tennis professionistico.
Una competizione trasformata in show business
Il grido d'allarme di Cornet affonda le radici in una questione che da tempo agita gli addetti ai lavori: la progressiva trasformazione del doppio misto da disciplina sportiva vera e propria a evento di marketing e intrattenimento. Durante il suo intervento, l'ex tennista non ha girato intorno al dito la piaga: "Perché non organizzano semplicemente un'esibizione? Non occorre mescolare le cose in questo modo. Qui si tratta chiaramente soltanto di incassare denaro". Una dichiarazione che, pur nella sua semplicità, racchiude tutta la frustrazione di chi ha osservato per due decenni l'evoluzione del tennis professionistico.
Quello che rende particolarmente pungente la critica di Cornet è il suo approccio pragmatico e basato sull'osservazione diretta. L'ex numero 11 mondiale non è una specialista di doppio, tutt'altro: la sua gloria sportiva è legata principalmente alle imprese nel singolare, dove ha raccolto i suoi momenti più significativi. Tuttavia, la sua permanenza nel circuito per oltre due decenni le ha permesso di osservare da vicino le difficoltà e gli sforzi di chi ha fatto del doppio la propria professione principale. Questo punto di vista privilegiato le consente di parlare con autorevolezza sulla questione.
L'ingiustizia verso i professionisti del doppio
Il nocciolo della questione, secondo Cornet, riguarda l'ingiustizia perpetrata ai danni dei veri doppisti. "È il mezzo attraverso il quale loro guadagnano da vivere durante tutto l'anno, e lavorano sodo per raggiungere questo obiettivo. Semplicemente non è equo", ha sottolineato l'ex tennista francese. Le sue parole acquisiscono ancora più peso se consideriamo che il format del torneo agli US Open prevede infatti un sistema di inviti selettivi che favorisce i campioni del singolare, come dimostra il caso paradigmatico di Heliovaara e Patten, specialisti riconosciuti nel doppio, relegati addirittura ai turni di qualificazione mentre coppie composte da singolaristi di lusso ricevono il pass diretto per la competizione principale.
Non è la prima volta che Cornet esprime preoccupazione su questa questione. Già nel 2025 aveva lanciato un'analisi inequivocabile dello stato del doppio misto allo US Open, descrivendolo come una trasformazione da competizione legittima a semplice "show event", cioè uno spettacolo privo della vera sostanza competitiva. Quest'affermazione rivela una consapevolezza profonda delle dinamiche commerciali che governano il tennis contemporaneo, dove la ricerca dell'audience e dei proventi economici spesso prevale sulla preservazione dell'integrità sportiva e dell'equità tra categorie di giocatori.
La critica di Cornet si inserisce in una tradizione di voci autorevoli che hanno sollevato dubbi simili. Nel corso degli anni, numerosi protagonisti del tennis mondiale hanno manifestato perplessità rispetto al format del doppio misto ai Major, evidenziando l'incongruenza di un sistema che da un lato celebra il tennis come sport di massima eccellenza, dall'altro lo piega alle logiche di intrattenimento televisivo e monetizzazione commerciale. La questione non è banale, poiché incide direttamente sulle opportunità di guadagno e visibilità di una categoria di atleti professionisti che, al contrario dei singolaristi, non beneficiano della medesima copertura mediatica e degli stessi premi in denaro.
Una voce di coscienza nel tennis moderno
Ciò che caratterizza Alizé Cornet, anche nel periodo successivo al suo ritiro dal professionismo, è la sua capacità di affrontare temi scomodi senza autocensura. Nel corso di una carriera trentennale nel circuito professionistico, durante la quale ha partecipato a un numero record di tornei del Grande Slam consecutivamente (dai Australian Open del 2007 fino al Roland Garros 2024, stabilendo un primato assoluto nel tennis femminile), la tennista transalpina ha sviluppato una visione critica e consapevole dei meccanismi che regolano lo sport. Questa esperienza le consente oggi di parlare con una prospettiva che pochi altri possono vantare.
La questione del doppio misto agli US Open rappresenta dunque un sintomo di una problematica più ampia: l'equilibrio tra la necessità economica e la preservazione dell'integrità sportiva. Mentre i tornei del Grande Slam cercano di attrarre audience globali e massimizzare i ricavi, rischiano di compromettere la credibilità competitiva di alcune discipline. Il fatto che uno dei quattro tornei più prestigiosi del tennis mondiale accetti di trasformare il doppio misto in uno spettacolo con inviti e regole che avvantaggiano i singolaristi rappresenta una scelta commerciale consapevole, ma eticamente discutibile.
Le considerazioni di Cornet rimangono aperte a una riflessione più ampia: è possibile mantenere l'integrità competitiva all'interno di una struttura commerciale come quella dei Major contemporanei? Le risposte non sono semplici, ma voci come quella della leggende francese continueranno a rappresentare un contrappeso necessario alle logiche puramente economiche che governano il tennis professionistico moderno.