New York 2026: Alcaraz accelera, Shelton e Medvedev ancora in corsa

Il riscatto di Alcaraz: dal dramma alla gloria in quattro set
La quarta giornata dello US Open 2026 ha riservato sorprese e conferme nel singolare maschile, con una pioggia che ha costretto gli organizzatori a dare la caccia ai recuperi dai turni precedenti e a una programmazione che non ha mancato di sorprendere gli appassionati. Nel frattempo, i big del tennis mondiale hanno iniziato a mostrare i muscoli, con risultati che raccontano storie diverse di adattamento e consapevolezza tattica.
La sfida più affascinante della giornata ha visto protagonista Carlos Alcaraz affrontare il portoghese Jaime Faria in una partita che ha rappresentato, per il campione in carica, un primo vero banco di prova sul cemento dell'Arthur Ashe. Lo spagnolo, ancora nel delicato processo di ritorno alle competizioni dopo quattro mesi di assenza dovuti a un infortunio al polso destro, ha dovuto fare i conti con un avversario tutt'altro che disponibile a regalare il passaggio del turno. Il primo set ha subito chiarito che il cammino non sarebbe stato agevole: Faria ha imposto il suo ritmo e la sua solidità, costringendo Alcaraz a cedere il parziale per 6-4.
Tuttavia, quello che è accaduto successivamente ha fornito una lezione magistrale sul valore della mentalità vincente. Una volta superato lo scossone iniziale, Alcaraz ha acceso il turbo con una progressione tanto impressionante quanto caratteristica del suo tennis offensivo. I tre set successivi sono stati una vera e propria dimostrazione di forza: 6-0, 6-3, 6-2, parziali che non ammettono repliche e che rispecchiano la capacità dell'asso di Murcia di elevare significativamente la qualità del gioco una volta individuati i limiti dell'avversario. Dopo aver digerito la sconfitta del primo set, Alcaraz ha trasformato la partita in un'esibizione, controllando i punti importanti e imponendo il suo dominio fisico e tecnico. Il percorso proseguirà contro il cinese Wu, che ha faticato leggermente meno nello sconfiggere l'australiano James Duckworth in tre set.
Medvedev amministra con esperienza, Shelton dopo una battaglia
Ben diverso il cammino di Daniil Medvedev, il campione del 2026 che ha già conquistato il titolo a New York nel 2021 e che intende tornare a dominare il torneo. Il russo, sesta testa di serie, ha liquidato senza particolari drammi la wild card statunitense Sebastian Gorzny con un netto 6-1, 6-3, 7-5. I primi due parziali sono stati una passeggiata, con Medvedev che ha semplicemente imposto la sua superiorità tecnica, costringendo Gorzny a inseguire continuamente il cambio di ritmo. Nel terzo set, il russo ha dovuto affrontare una resistenza più consapevole dell'avversario, ma senza mai rischiare realmente di compromettere il risultato. Medvedev ha amministrato la situazione con la saggezza che solo un campione con il suo palmares può dispiegare, completando il tutto senza eccessive tensioni. Il prossimo ostacolo sarà rappresentato da Arthur Rinderknech, che ha fatto fuori Jaume Munar in una sfida dove il francese ha prevalso.
Più combattuto e certamente più teatrale è stato il successo di Ben Shelton, il giovane talento americano che continua a crescere nel circuito. Lo statunitense si è confrontato con Hubert Hurkacz, il polacco che dispone di un servizio tra i più potenti del tour e di una capacità di attacco che rende sempre imprevedibili i suoi match. La partita si è trascinata per ben cinque set, con Shelton che ha dovuto dimostrare carattere, solidità mentale e una capacità di gestire le fasi criiche. Il risultato finale di 6-3, 5-7, 7-6(3), 7-5 racconta una storia di equilibrio spezzato solo nei momenti decisivi, dove Shelton ha fatto valere la sua potenza al servizio e la sua consistenza da fondo campo. Nel quarto set, il tie-break è stato risolto con autorità, mentre nel quinto Shelton ha saputo resistere alle pressioni di un Hurkacz che non ha mai davvero mollato la presa.
La quarta giornata dello US Open 2026 rappresenta un momento di transizione nel torneo, dove i principali candidati al titolo cominciano a mostrare il loro reale potenziale competitivo e dove l'effetto della pioggia e dei recuperi crea una programmazione variegata ma significativa. Alcaraz dimostra che il suo polso è sufficientemente guarito per competere al massimo livello, Medvedev continua a navigare nel torneo con la scioltezza di chi conosce perfettamente questi cementi, e Shelton conferma che gli Stati Uniti hanno un nuovo potenziale campione in grado di affrontare i migliori con credibilità e determinazione.