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Berrettini fuori a Tokyo, Vallejo avanza: il tennis azzurro tra luci e ombre

2026-10-03 · Tennis Trade
Il tennis italiano piange a Tokyo: Berrettini eliminato, Vallejo prosegue il suo cammino

Le luci di Tokyo si spengono anche per Matteo Berrettini. Il campione romano, che negli ultimi anni ha provato a rilanciarsi dopo i problemi fisici che lo hanno tormentato, deve abbandonare la competizione nipponica senza riuscire a superare i propri ostacoli. Di fronte a Vallejo, l'azzurro ha dimostrato di non trovare la fluidità di gioco necessaria per imporsi, specialmente nel momento più decisivo della sfida. Il risultato di 7-6 6-1 racconta una storia di occasioni mancate e di un'incapacità di tradurre il talento in risultati concreti quando conta davvero.

Un primo set che tradisce le ambizioni di Berrettini

La frazione inaugurale rappresenta il simbolo della giornata nera dell'italiano. Nonostante le chance avute a disposizione durante il primo set, Berrettini non riesce a concretizzare nemmeno una di queste opportunità. È una situazione che, purtroppo, ricorda troppo spesso ciò che è accaduto al tennista azzurro nell'ultimo periodo: la capacità di crearsi situazioni favorevoli, ma l'incapacità di sfruttarle fino in fondo. Nel tie-break decisivo, Vallejo mantiene i nervi saldi e conquista il parziale per 7-6, non lasciando margini di recupero al suo avversario. È un ko psicologico, oltre che tennistico: una sconfitta nel primo set, soprattutto quando arriva dopo aver avuto la possibilità di vincere, pesa enormemente sulla fiducia di un giocatore.

In una competizione come quella di Tokyo, dove il livello è sempre alto e la qualità tennistica raramente scende, perdere il primo set in questo modo significa dover affrontare la battaglia con le spalle già un po' piegate. Berrettini ha capito perfettamente che la partita diventava in salita, e il suo comportamento nel secondo set lo confermherebbe pienamente.

Il crollo nel secondo set e l'uscita di scena definitiva

Se il primo set era una storia di rimpianto, il secondo parziale trasforma la giornata in una débâcle. Con il punteggio di 6-1, Vallejo domina completamente il gioco, imponendo il suo ritmo e non concedendo praticamente nulla all'avversario. È il tipo di set che evidenzia come il match sia ormai deciso non solo sul campo, ma anche nella testa. Berrettini si è trovato di fronte a un avversario che cresceva mentre lui calava progressivamente, un copione che non è raro nel tennis ad alti livelli, ma che rimane sempre frustrante per chi lo subisce.

L'azzurro abbandona quindi il torneo giapponese senza nemmeno raggiungere le fasi più avanzate della competizione. Una delusione che si aggiunge a una stagione che, finora, non ha rappresentato il ritorno in grande stile che i tifosi italiani speravano. Berrettini possiede il talento per competere con i migliori del circuito, ma la continuità di rendimento e la capacità di mantenere la concentrazione nei momenti cruciali rimangono i veri nodi da sciogliere per l'ex semifinalista di Wimbledon.

La partita di Tokyo non è stata una semplice sconfitta tecnica, ma una lezione su quanto il tennis professionistico moderno sia spietato. Non c'è spazio per i se e per i ma: le occasioni vanno sfruttate, oppure l'avversario punisce senza pietà. Vallejo, dal canto suo, ha saputo approfittare dei regali regalatigli da Berrettini, confermandosi un giocatore solido e affidabile nei momenti che contano.

Vallejo prosegue con solidità nel torneo

Mentre Berrettini esce di scena, lo spagnolo Felix Vallejo continua il suo cammino nel torneo con un percorso praticamente perfetto. La vittoria in due set, senza alcuna complicazione particolare, dimostra come il giocatore iberico sia riuscito a mantenere la concentrazione e la qualità del gioco per tutta la durata del match. Non è una performance spettacolare, ma nel tennis talvolta la solidità è più importante della brillantezza. Vallejo ha fatto ciò che doveva fare, senza lasciar sfuggire occasioni e senza permettere all'avversario di rientrare in partita.

Per Berrettini, invece, rimane solo l'amarezza di aver fallito quando poteva incidere. Tokyo rappresenta un'altra occasione persa per provare a risalire le classifiche mondiali e per recuperare quella fiducia che è diventata la vera arma mancante nel suo arsenale. Il cammino verso il ritorno ai vertici del tennis si fa sempre più in salita, e match come questo rappresentano dei preziosi insegnamenti su cosa occorra per tornare competitivo ai massimi livelli.

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