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Wawrinka escluso dagli US Open: tre Major non salvano lo svizzero

2026-08-23 · Tennis Trade
Lo strappo degli US Open a Wawrinka: tre corone Slam non bastano, wild card a un giovane americano

Una decisione che sorprende e lascia l'amaro in bocca nel mondo del tennis: Stan Wawrinka, leggenda vivente del grande circuito con tre titoli dello Slam nel palmarès, non ha ricevuto la wild card per il tabellone principale degli US Open 2026. A Flushing Meadows, dove il cemento ospiterà il quarto e ultimo Grande Slam della stagione a partire dal 30 agosto, gli organizzatori hanno scelto di assegnare l'invito diretto al ventiseienne americano Patrick Kypson, numero 115 della classifica ATP. Una scelta che rappresenta una frattura netta nelle consuetudini dei tornei del Grande Slam, che tradizionalmente accordano considerazione speciale ai campioni in declino di carriera che si apprestano a ritirarsi.

Lo svizzero quarantunenne si trovava in una situazione particolare: annunciato il suo ritiro agonistico per la fine della stagione, Wawrinka sperava di giocare la sua ultima apparizione agli US Open, torneo dove ha scritto pagine indimenticabili della sua carriera tennistica. Nel suo curriculum figurano tre titoli Major – gli Australian Open del 2014, il Roland Garros del 2015 e, soprattutto, lo US Open del 2016, anno in cui riuscì nell'impresa straordinaria di battere Novak Djokovic nella finale, fermando il dominio del serbo su New York. Oltre al titolo, Wawrinka aveva raggiunto la semifinale dello US Open in altre due occasioni, dimostrando un'affinità particolare con la superficie in cemento di Flushing Meadows e con l'atmosfera unica del torneo newyorchese.

Attualmente posizionato al 125esimo posto del ranking ATP, Wawrinka non poteva contare su un accesso diretto al main draw tramite classifica. La speranza risiedeva interamente nel riconoscimento della wild card: un gesto che avrebbe rappresentato un tributo alla sua carriera eccezionale e un'opportunità per salutare dignitosamente i palcoscenici più importanti del tennis mondiale. Tuttavia, gli organizzatori del torneo hanno deciso di percorrere una strada differente, privilegiando il criterio della continuità agonistica contemporanea rispetto all'eredità storica del giocatore.

Un trattamento incoerente rispetto ai precedenti

Ciò che rende ancora più stridente la decisione è la mancanza di coerenza con le scelte adottate negli altri tornei del Grande Slam in questa medesima stagione. Agli Australian Open e a Wimbledon, infatti, gli organizzatori hanno deciso di concedere a Wawrinka la wild card per il tabellone principale, riconoscendo il valore del suo palmarès e il significato simbolico della sua presenza. Al Roland Garros, invece, il problema non si era neppure posto, poiché lo svizzero aveva ottenuto l'ammissione diretta grazie alla sua posizione in classifica. Soltanto a New York, dunque, gli US Open hanno operato in controtendenza rispetto al trattamento riservato al campione svizzero negli altri tre Slam della stagione.

La scelta di favorire Patrick Kypson, un giocatore americano che rappresenta il fiore all'occhiello del tennis domestico degli Stati Uniti ma che non vanta ancora un palmarès di rilievo internazionale, evidenzia come il comitato organizzativo abbia puntato su criteri di promozione del tennis locale. È una logica comprensibile dal punto di vista commerciale e di sviluppo del circuito professionistico, ma che stride con la tradizione nobile dei tornei dello Slam di offrire un'ultima passerella ai grandi campioni in congedo dal tennis agonistico. Kypson, pur essendo un talento promettente a livello nazionale, occupa una posizione nel ranking che avrebbe difficilmente garantito un accesso autonomo al tabellone principale di uno Slam.

La strada delle qualificazioni come epilogo di una carriera straordinaria

La conseguenza diretta di questa decisione è che Wawrinka dovrà affrontare il percorso delle qualificazioni per avere la possibilità di giocare l'ultimo Slam della sua straordinaria carriera. Tre turni impegnativi lo separano dall'opportunità di scendere in campo a Flushing Meadows, tre ostacoli che a quarantuno anni, con un ranking in discesa, rappresentano una sfida tutt'altro che scontata. Non è raro che giocatori della sua età e della sua posizione in classifica inciampino proprio nei turni preliminari, dove l'intensità competitiva rimane elevata e dove mancano gli automatismi che derivano dal gioco costante contro avversari di alto livello.

La prospettiva di una qualificazione come punto di partenza di un'eventuale apparizione all'ultimo Slam aggiunge un elemento di drammaticità al finale della carriera di uno dei più grandi tennisti degli ultimi quindici anni. Wawrinka ha dimostrato nel corso della stagione 2026 di meritare considerazione speciale nei tornei del Grande Slam, e questa scelta degli US Open rappresenta un'eccezione che non trova giustificazione nella logica che ha prevalso in Australia, Parigi e Londra. Il pubblico di New York, che ha apprezzato le gesta di Wawrinka nel 2016 e negli anni successivi, avrebbe probabilmente accolto con calore la notizia della sua ammissione diretta al torneo.

Rimane da vedere se Wawrinka avrà la volontà e le energie fisiche per affrontare le qualificazioni, oppure se deciderà di chiudere la propria carriera agonistica già nei prossimi impegni. Una decisione che appartiene esclusivamente al campione svizzero, ma che comunque segna una conclusione non del tutto dignitosa per uno dei protagonisti indiscussi del tennis mondiale dei decenni passati.

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