Cobolli elimina Paul e approda alle semfinali di Cincinnati

Flavio Cobolli sorride mentre guarda direttamente l'obiettivo della telecamera e sussurra una frase che sa di promessa mantenuta: «Io non mollo mai!». In quel momento, l'intero tennis italiano può fare altrettanto, perché il numero due della Penisola ha appena compiuto un'impresa che gli resterà impressa nella memoria per sempre. Alla Laver Arena di Cincinnati, il giovane romano ha battuto Tommy Paul con il punteggio di 2-6 6-3 6-4, conquistando la sua prima semifinale in un torneo Masters 1000 dopo una rimonta che ha richiesto un'ora e 57 minuti di battaglia agonistica. Non è solo una vittoria personale, ma il suggello di un'eccellente tradizione azzurra: per il terzo anno di fila, un giocatore italiano siede tra i quattro migliori del prestigioso torneo dell'Ohio.
La partita, tuttavia, non è iniziata nel modo in cui Cobolli avrebbe desiderato. Tommy Paul, tennista solido e straordinariamente consistente, ha subito imposto il proprio gioco con un diritto letale che ha messo in seria difficoltà il giovane italiano sin dai primi scambi. I segni della fatica accumulata nei giorni precedenti al torneo erano evidenti: Flavio faticava a trovare il ritmo, a entrare nella partita con quella fluidità che lo contraddistingue. Paul, dal canto suo, non offriva molte aperture, costruendo un tennis lineare e efficace, basato sulla solidità piuttosto che sulla ricerca di colpi spettacolari. L'americano ha consolidato il suo vantaggio con un break decisivo sul 4-2, e quando Cobolli ha commesso tre errori cruciali in rapida successione, il primo set è definitivamente sfuggito di mano all'azzurro. In appena ventisette minuti, Paul si aggiudicava il set per 6-2, mettendo Flavio di fronte a una situazione che richiedeva una risposta di carattere oltre che di tennis.
Il cambiamento nel secondo set
Il momento cruciale della partita arriva all'inizio del secondo parziale. Cobolli si ritrova sotto 0-30 nel suo game di servizio, una posizione che potrebbe amplificare ulteriormente il divario e lanciare un messaggio psicologico negativo. Invece, il giovane romano trova risorse dentro di sé e, con una maturità che va oltre i suoi ventidue anni, riesce a salvare la situazione raggiungendo i vantaggi e conquistandosi il game. Un episodio che, nel momento in cui accade, potrebbe sembrare un semplice dettaglio tattico, ma che rivela tutta la sua importanza quando, due game dopo, Cobolli si trova avanti 2-1. È in questo momento che il tennis di Flavio riprende finalmente a fluire con naturalezza: il diritto comincia a girare con quella velocità e quella precisione che rappresentano il suo marchio di fabbrica.
Paul, nel frattempo, commette l'errore che a volte cambia le partite: sul 30-40, l'americano incappa in un doppio fallo che costa caro, regalando il break a Cobolli. È il segnale che la direzione della partita sta cambiando, che l'inerzia sta passando dalle mani di Paul a quelle dell'azzurro. Il secondo set si conclude 6-3 per Cobolli dopo una rimonta che ha visto il giocatore italiano ritrovare fiducia nel proprio tennis e nel proprio corpo.
La chiusura determinata nel terzo set
Nel set decisivo, Cobolli gestisce la partita con una maturità sorprendente. Mantiene il controllo dello scambio, spinge con decisione il diritto e non concede a Paul la possibilità di entrare nel ritmo che lo aveva caratterizzato nel primo set. L'americano tenta di reagire, ma ormai l'azzurro ha preso il controllo psicologico della contesa: ogni game è una battaglia dove Flavio arriva prima, colpisce meglio, e soprattutto non consente all'avversario di ritrovare quella solidità che lo aveva caratterizzato nell'apertura della partita. Il 6-4 conclusivo fotografa perfettamente l'evoluzione della sfida, un'evoluzione che racconta di un giocatore che ha saputo trovare le risorse per uscire da una situazione difficile.
Cincinnati rappresenta un torneo tradizionalmente difficile per i giovani talenti italiani, eppure negli ultimi tre anni consecutivi, l'Italia ha dimostrato di possedere risorse sufficienti per competere ai massimi livelli. La presenza di Cobolli in semifinale continua questa tradizione virtuosa, e il fatto che abbia dovuto affrontare un giocatore della caratura di Paul rende il risultato ancora più significativo. Tommy Paul è un tennista che non regala nulla, che costruisce con pazienza e solidità, e sconfiggerlo richiede non solo di giocare bene, ma anche di mantenere la lucidità mentale quando le cose non vanno come previsto.
Ora l'attesa è per la semifinale, dove Cobolli affronterà il vincente della sfida tra Arthur Fils e Thiago Agustín Tirante. Indipendentemente da chi avrà la meglio in quell'incontro, Flavio ha già scritto un capitolo importante della sua carriera. A ventitré anni, raggiungere la semifinale di un Masters 1000 significa aver scalato un gradino fondamentale della gerarchia mondiale, significa possedere gli strumenti per competere con i migliori giocatori del circuito, e significa aver dimostrato a se stesso che quando le cose diventano difficili, non è il momento di arrendersi.
Il sorriso di Cobolli rivolto alla telecamera non era solo celebrazione di una vittoria, ma era la conferma di una promessa mantenuta: non mollare mai. Nel tennis, come nella vita, questa è la lezione più preziosa che un giovane campione può imparare. Cincinnati ha contribuito a insegnarla a Flavio, e l'Italia del tennis può soltanto sorridere di riflesso.