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Sinner batte Alcaraz: ecco perché Sabalenka lo preferisce

2026-07-24 · Tennis Trade
Sabalenka sceglie: perché l'azzurro Sinner le piace più di Alcaraz nel circuito maschile

Aryna Sabalenka continua a regnare indisturbata sulla classifica mondiale femminile, ma il 2026 non sta regalandole le soddisfazioni che meriterebbe una campionessa della sua caratura. La bielorussa ha attraversato una stagione ricca di delusioni agli appuntamenti più importanti: prima il Roland Garros, poi Wimbledon, entrambi tornei che avrebbe desiderato fortemente conquistare per ampliare il suo palmares. Ora rimane una sola chance per riscattare una campagna già compromessa: gli US Open, il torneo newyorchese dove dodici mesi fa ha trionfato e dove sarà costretta a difendere il titolo conquistato nella Grande Mela. La pressione sarà enorme, e per questo motivo i preparatori tornei sul cemento americano assumono un'importanza strategica ancora maggiore nel calendario di Sabalenka.

Una confessione sincera sul duello tra i giganti maschili

In una recente intervista rilasciata a First&Red, è stato chiesto alla quattro volte finalista Slam chi preferisca tra i due fenomeni che attualmente controllano il circuito ATP con un dominio schiacciante: Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. La domanda, apparentemente semplice, ha fornito a Sabalenka l'occasione di rivelare una preferenza che da tempo serpeggia negli ambienti del tennis professionistico. La numero 1 mondiale non ha esitato nel fornire una risposta diretta e motivata: l'azzurro italiano è il suo preferito, ma non per ragioni di nazionalità o simpatia personale, bensì per una questione di affinità tattica e stilistica che lega le loro rispettive filosofie di gioco.

"Naturalmente preferisco Sinner, perché abbiamo uno stile di gioco abbastanza simile", ha dichiarato Sabalenka durante l'intervista. La campionessa bielorussa ha proseguito analizzando con competenza i fondamentali che caratterizzano il suo gioco e quello dell'altoatesino: "Entrambi abbiamo un ottimo dritto, un buon rovescio e un servizio efficace. Il nostro stile di gioco si basa soprattutto sull'aggressività". Questa osservazione tecnica rivela una profonda conoscenza della struttura del gioco di Sinner, dimostrando che Sabalenka analizza i suoi colleghi non come semplici rivali, ma come artisti del tennis da cui trarre ispirazione e comprensione.

Il riconoscimento al talento di Alcaraz, ma con un'altra prospettiva

Nonostante la preferenza dichiarata per il tennista italiano, Sabalenka non ha voluto mancare di rendere omaggio al genio tennistico di Carlos Alcaraz, il quale rappresenta una specie di fenomeno ancora più precoce nella storia dello sport. "Mi piace molto il modo in cui si muove e come legge le situazioni di gioco", ha affermato riconoscendo le qualità difensive e di anticipazione che caratterizzano il gioco del murciano. La sua analisi prosegue con una valutazione del fattore emotivo e mentale: "Non è difficile capire che si diverte tantissimo in campo. Non si arrende mai e non esistono palle irraggiungibili per un giocatore come lui".

Queste parole testimoniano una stima autentica, quella che solo chi comprende veramente il tennis ad altissimo livello può formulare. Alcaraz rappresenta infatti una categoria di giocatore praticamente inattaccabile quando è in condizione, un atleta che sembra possedere risposte tattiche per ogni situazione di match. La sua capacità di estrapolare colpi impossibili, la reattività difensiva e l'istinto competitivo sono elementi che Sabalenka riconosce e ammira, anche se rimangono diversi dal suo approccio al gioco.

La relazione tra Sabalenka e Sinner va oltre la semplice analisi tattica: i due campioni mantengono un rapporto genuino e cordiale fuori dal campo, un fatto che in passato non è mai stato nascosto dai diretti interessati. Questa confidenza personale non inficia la serietà della competizione quando si incontrano nei tornei, ma aggiunge un elemento di reciproco rispetto che arricchisce l'atmosfera del circuito professionistico. Non è raro che i più grandi campioni si apprezzino reciprocamente, riconoscendo che il livello di eccellenza al quale operano è raggiunto da pochi eletti.

La dichiarazione di Sabalenka assume anche un significato più ampio nel contesto del tennis contemporaneo. Mentre il dominio maschile di questi anni vede Sinner e Alcaraz staccare i rivali con margini considerevoli, il tennis femminile rimane più competitivo e variegato dal punto di vista dei vincitori e degli stili di gioco. Questo contrasto offre una prospettiva interessante sul presente dello sport della racchetta: da una parte un circuito maschile dove due soli giocatori controllano praticamente tutto, dall'altra un circuito femminile dove Sabalenka, pur dominante, deve continuamente confrontarsi con contendenti di grande valore.

Guardando ai mesi a venire, gli US Open rappresentano una montagna da scalare per Sabalenka, che nei tornei sul cemento americano troverà la sua naturale superficie e ambiente. I preparatori tornei saranno cruciali per ritrovare fiducia e ritmo di gioco, esattamente come Sinner ha fatto perfezionando il suo sistema nelle ultime stagioni. La capacità di Sabalenka di mantenere una prospettiva equilibrata su coloro che dominano il circuito opposto, riconoscendone i meriti pur mantenendo la propria identità di gioco, è il segno di una vera campionessa che conosce il valore dell'eccellenza ovunque essa si manifesti nel tennis mondiale.

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