Raducanu di nuovo ferma: l'infortunio tibiale la esclude dagli US Open

La speranza di Emma Raducanu di tornare a giocare negli US Open, lo stesso torneo che cinque anni fa l'aveva catapultata sul palcoscenico mondiale, si è definitivamente spenta. La conferma ufficiale è arrivata in questi giorni: la 23enne britannica non parteciperà all'ultimo Grande Slam dell'anno a causa di una frattura da stress di quarto grado alla tibia destra. Un'assenza che si aggiunge a quella di Wimbledon e che rappresenta un ulteriore capitolo di una stagione profondamente segnata da infortuni e complicazioni fisiche.
Quello che rende ancora più amaro questo forfait è il significato emotivo che New York rappresenta per Raducanu. È proprio sullo scorso dell'Usta National Tennis Center che, nel lontano 2021, la giovane britannica ha sorpreso il mondo intero vincendo il torneo come qualifier, catapultandosi immediatamente tra le giocatrici più promettenti della nuova generazione. Tornare in quello stadio sarebbe stato simbolicamente importante, un modo per dimostrare che, nonostante le difficoltà, stava tracciando un percorso di ritorno. Invece, il suo corpo ha detto ancora no.
Un 2026 disastroso: tra virus misteriosi e finali mancate
L'anno in corso si è rivelato una vera odissea per la giocatrice di Bromley. I problemi non sono iniziati di recente: già all'inizio del 2026, una malattia virale di origine non del tutto chiarita l'aveva colpita duramente, compromettendo la sua preparazione nei primi mesi della stagione. Nonostante questi ostacoli, Raducanu aveva provato a reagire, riuscendo a raggiungere due finali nel corso dell'anno: una al Transylvania Open in Romania e l'altra al Queen's a Londra. Questi due risultati rappresentavano i soli lampi positivi in un panorama altrimenti desolante.
Tuttavia, due finali non sono sufficienti per giustificare l'andamento complessivo di una stagione. Una giocatrice che, per un lungo periodo, era stata tra le prime dieci del ranking mondiale avrebbe dovuto aspettarsi molto di più. Il contrasto tra le aspettative generate dal suo exploit newyorchese di cinque anni fa e la realtà attuale è diventato, col passare del tempo, sempre più stridente. Raducanu rappresenta uno dei casi più emblematici del tennis contemporaneo: una talentata giocatrice che non riesce a trasformare il suo potenziale tecnico in risultati stabili e significativi.
Lo scenario del reset totale: il 2027 come anno della rinascita
A questo punto, gli esperti iniziano a porsi una domanda legittima: potrebbe Emma decidere di saltare completamente il resto della stagione 2026, rinunciando a qualsiasi tentativo di riscatto negli ultimi mesi dell'anno? Questa ipotesi non è più remota. Una scelta del genere, seppur dolorosa dal punto di vista sportivo, potrebbe dimostrarsi saggia dal punto di vista medico e psicologico. Concentrarsi interamente sulla guarigione completa della tibia, senza forzare ulteriormente un corpo che chiaramente sta soffrendo, potrebbe essere la strategia migliore.
Il ranking protetto rappresenterebbe un'ancora di salvezza importante: mantenendo lo status di giocatrice con ranking difeso, Raducanu potrebbe rientrare nel circuito nel 2027 senza dover ricominciare da zero dal punto di vista dell'accesso ai tornei. Annabel Croft, la leggendaria ex tennista britannica ora commentatrice per Sky Sports, non ha esitato a consigliare proprio questo tipo di approccio durante un'intervista. Secondo l'esperta, abbandonare completamente il 2026 non sarebbe una sconfitta, ma una scelta intelligente e necessaria per permettere a Emma di guarire in profondità e di ritornare competitiva l'anno prossimo.
La visione di Croft rappresenta una prospettiva ragionevole: nella carriera di un atleta, talvolta il passo più coraggioso non consiste nel forzare il rientro prematuramente, bensì nel concedere al proprio corpo il tempo necessario per una guarigione completa. Una frattura da stress di questo livello non è un infortunio banale; richiede non soltanto riposo, ma una riabilitazione meticolosa e strutturata. Rientri affrettati potrebbero trasformarsi in recidive ancora più gravi.
Quello che resta controverso è il fatto che Raducanu non sia ancora riuscita a trasformare il suo indiscutibile talento in una carriera coerente. Cinque anni dopo l'exploit newyorchese, la britannica si trova a fare i conti con una sequenza incessante di battute d'arresto. Non si tratta semplicemente di sfortuna o di una serie di episodi sfortunati: c'è un problema strutturale nel modo in cui il suo corpo gestisce i carichi di lavoro e nel modo in cui la sua psiche affronta la pressione. Le finali raggiunte al Transylvania Open e al Queen's dimostrano che il talento esiste ancora, ma la continuità rimane un fantasma.
Guardando avanti, il 2027 rappresenta un'opportunità cruciale. Se Emma riesce a guarire completamente durante questi ultimi mesi dell'anno e durante l'inverno, potrebbe iniziare la nuova stagione con una mentalità diversa e un corpo rigenerato. A vent'tre anni, non è affatto tardi per riprendere in mano la propria carriera e dimostrare che il successo di New York del 2021 non era un fuoco di paglia, ma il preludio di una carriera ricca di successi. Tuttavia, questo richiede sia una guarigione fisica completa che un reset mentale totale. Nel frattempo, gli US Open se la godrà senza una delle giocatrici britanniche più attese, un'assenza che pesa su tutti coloro che credevano fermamente nel ritorno di Emma Raducanu.