Sonego ko a Gstaad: Collignon vince al tie-break decisivo

Il calvario di Lorenzo Sonego ai tornei ATP continua inesorabilmente. Nel secondo turno di Gstaad 2026, il tennista torinese si arrende al belga Arthur Collignon con il punteggio di 7-6, 7-6, perdendo il match nei due tie-break che hanno deciso l'incontro. Una sconfitta che segue un copione ormai tristemente familiare per l'azzurro: una lotta dignitosa per buona parte della partita, seguita da un crollo emotivo nei momenti decisivi.
La battaglia del primo set: occasioni mancate
Nel primo parziale, Sonego ha dato segnali incoraggianti di reattività. Dopo aver subito un break nei primi giochi (al terzo e al quarto game consecutivamente), il torinese ha saputo recuperare il terreno perduto con un'ottima qualità di gioco. Era tornato sotto nel set, riuscendo a riportarsi in parità attraverso il break-back che lo riportava in equilibrio. Tuttavia, quando il set si è deciso al tie-break, la storia è cambiata radicalmente. Il primo tie-break, in realtà, non è stato neppure una vera battaglia: Collignon ha dominato completamente lo spareggio, concedendo a Sonego pochissime opportunità di reazione.
La statistica più eloquente della partita riguarda proprio i servizi: il belga ha conquistato il 71% dei punti con la prima palla e il 70% anche con la seconda, mentre Sonego si è fermato a percentuali significativamente inferiori, in particolare al 57% con la seconda di servizio. Inoltre, Collignon ha mandato in campo cinque ace rispetto ai quattro di Sonego, un dettaglio che in una partita decisa da tie-break diventa cruciale. È proprio nei punti che contano di più, quelli costruiti dal fondo con il servizio come arma principale, che l'azzurro ha pagato lo scotto della sua inconsistenza.
Il secondo set e la definitiva resa nei momenti critici
Il secondo parziale ha riproposto la medesima dinamica del primo, con Sonego che ha lottato senza arrendersi ma senza mai riuscire a fare quel passo in più che avrebbe potuto cambiar le sorti dell'incontro. Ancora una volta il set si è deciso al tie-break, ma in questa occasione almeno Sonego ha dimostrato di poter competere: non è stato un set-point a senso unico come il primo, ma una vera battaglia di servizi e contrattacchi. Qui, però, è arrivato l'errore fatale. Sul punteggio di 3-3 nel tie-break del secondo set, Sonego ha commesso un gravissimo errore di dritto in risposta, uno di quegli errori gratuiti che non avrebbe dovuto capitare in un momento così delicato della partita. Tre palle match per Collignon, e il belga non ha sbagliato, chiudendo il conto con un'altra prima di servizio vincente.
Questo episodio racchiude perfettamente il dramma tennistico di Sonego fuori dai tornei del Grande Slam: quando la pressione sale e i margini si restringono, l'azzurro fatica a trovare la giusta dose di concentrazione e freddezza mentale per gestire i momenti cruciali. Non è una questione di tecnica, perché Sonego possiede colpi di altissimo livello. È piuttosto una questione di gestione emotiva e di consapevolezza nei punti che decidono le partite.
I numeri del match evidenziano una disparità negli elementi più importanti. Collignon ha servito con maggior efficacia e ha mantenuto migliori percentuali in entrambi i servizi. Ma è soprattutto la qualità mentale che ha fatto la differenza: il belga ha saputo mantenere una lucidità costante quando contava, mentre Sonego si è dissolto nei momenti decisivi, come ormai è diventato un'abitudine ricorrente nel suo percorso professionale.
Un trend preoccupante per l'azzurro
La sconfitta odierna si inserisce in un contesto molto più ampio e preoccupante per il tennista piemontese. Secondo i dati registrati, Sonego non riesce a vincere due partite consecutive al di fuori dei tornei dello Slam ormai da parecchio tempo. L'ultima volta che è riuscito a ottenere una striscia vincente di almeno due match in un torneo ATP è avvenuta a Metz nel corso dell'ultimo mese della stagione 2025. È un dato allarmante che suggerisce una mancanza di continuità e di fiducia in se stesso che va ben oltre le singole prestazioni.
Ancor più preoccupante è il fatto che Sonego non abbia battuto un giocatore classificato nei primi 50 della ranking mondiale da oltre dodici mesi. Questo significa che il suo calendario si sta popolando sempre più di sconfitte contro avversari teoricamente alla sua portata, mentre fatica a ottenere vittorie di valore che potrebbero aiutarlo a risalire la classifica e a ritrovare fiducia. È un circolo vizioso dal quale esce difficile quando non si riesce a ottenere risultati positivi e continuativi.
Sonego avrà la prossima settimana un'altra opportunità per riscattarsi: il circuito si sposterà a Kitzbuehel, dove avrà nuovamente l'occasione di dimostrare se è in grado di superare questa fase difficile della sua carriera. Per un tennista di talento come lui, questi momenti critici rappresentano il vero banco di prova: non solo della qualità tecnica, ma della resilienza mentale e della capacità di adattarsi alle sfide più importanti. A Vienna, dovrà ritrovare quella fame e quella concentrazione che gli hanno permesso di ottenere i migliori risultati della sua carriera.