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Da ko a vittoria: Berrettini sorprende Tokyo con la clamorosa rimonta

2026-10-01 · Tennis Trade
Berrettini si rialza dopo il primo set disastroso: rimonta spettacolare a Tokyo e conquista gli ottavi

C'è un tennis che sa insegnare molto sulla resilienza e sulla capacità di rimettersi in gioco quando tutto sembra perduto. Matteo Berrettini lo ha dimostrato ieri all'ATP di Tokyo 2026, quando dopo aver subìto un primo set umiliante contro lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina, ha trovato le risorse mentali e tecniche per ribaltare completamente l'inerzia della partita, imponendosi con il punteggio di 1-6 7-6 6-4. Una vittoria che sa di riscossa, che profuma di carattere, quella che fa la differenza tra i giocatori che mollano e quelli che sanno come reagire negli istanti più critici di una sfida.

Il disastro iniziale e la rimonta impressionante

Il primo set rappresenta davvero uno spettacolo poco edificante per l'azzurro. Davidovich Fokina è semplicemente dominante, imprendibile nei colpi da fondo, brillante negli scambi e letale nelle conclusioni. Berrettini incappa in una di quelle giornate dove tutto quello che tocca sembra trasformarsi in errore, dove il timing è sbagliato e la sensazione di controllo del campo è completamente assente. Il 6-1 iniziale racconta una storia di supremazia iberico-spagnola che fatto pensare seriamente ai tifosi italiani se il loro beniamino fosse realmente in partita.

Ma il tennis, come la vita, non si risolve in tre ore di gioco. Quel che conta è come si reagisce quando le cose vanno male, e Berrettini lo sa bene. Nel secondo set, qualcosa cambia: il servizio comincia a funzionare meglio, la ricezione migliora sensibilmente, e soprattutto si nota un cambio di atteggiamento mentale. L'italiano inizia a credere di nuovo nella partita, a cercare le soluzioni tattiche che Davidovich Fokina aveva già trovato e sfruttato nel set precedente. Il tie-break del secondo set si rivela decisivo: 7-6 (1) per l'azzurro, che così si rimette completamente in parità e riaccende le speranze di recupero.

Il servizio come ancora di salvezza e l'esperienza che vale oro

Negli ultimi anni, il servizio di Matteo Berrettini è rimasto l'elemento più solido e affidabile del suo tennistico: ieri a Tokyo non fa eccezione. Con il 70% di prime palle in campo, l'azzurro ha costruito delle fondamenta robuste sui quali poggiare la sua tattica di gioco. Ma non è solo una questione di percentuale: quando la prima entra, Berrettini vince il 69% dei punti. Anche con la seconda, nonostante il servizio sia più esposto agli attacchi dello spagnolo, mantiene una percentuale di successo del 59%, che in una partita come questa rappresenta un valore cruciale per tenere aperto il match nel momento più delicato.

Gli ace collezionati durante i tre set sono 16, un numero che rende l'idea della potenza profusa dal romano nel corso della partita. Solo un doppio fallo, il che significa una gestione quasi impeccabile del turno di battuta anche nei momenti di massima tensione. È proprio il servizio, detto anche il colpo più importante nel tennis moderno, che ha permesso a Berrettini di controllare il ritmo e di non permettere a Davidovich Fokina di continuare a dettare il gioco da fondo campo come aveva fatto nel primo set. Una lezione classica di tennis offensivo, dove la potenza al servizio costringe l'avversario a battere in ritirata e a giocare senza la serenità necessaria.

Parallelamente, bisogna riconoscere al tennista italiano anche un'esperienza che conta tantissimo nelle sfide internazionali di questo livello. Berrettini ha già affrontato i migliori giocatori del circuito in decine di occasioni; conosce i momenti nei quali è il caso di accelerare, quando rallentare il ritmo, come costruire mentalmente un recupero emotivo quando la partita sembra sfuggire di mano. Non è un elemento meramente statistico, ma una qualità che emerge chiaramente dalla lettura della partita nei suoi diversi momenti cruciali.

Prospettive agli ottavi e prossimo avversario

Con questa vittoria, Berrettini si garantisce un posto negli ottavi di finale del torneo giapponese, dove affronterà sabato il paraguayano Vallejo. Quest'ultimo ha sorpreso tutti eliminando a sua volta Rafa Jodar, il quale si presentava alle battute iniziali del torneo in una condizione fisica non ottimale. Jodar, tradizionalmente un giocatore difficile da affrontare sulla superficie veloce come quella dei cementi asiatici, non ha potuto opporre la solita resistenza, forse proprio a causa della stanchezza accumulata durante la stagione.

Vallejo rappresenta un avversario tutt'altro che banale, benché meno blasonato e prestigioso rispetto ai top ten mondiali. Il sud-americano possiede colpi interessanti, una buona capacità di movimento e la capacità di essere pericoloso nei momenti in cui l'avversario si distrae. Tuttavia, dopo aver superato la sfida contro Davidovich Fokina, Berrettini dovrebbe affrontare questo impegno con maggiore consapevolezza nei propri mezzi e con una fiducia che a inizio partita, dopo quel primo set, sembrava completamente evaporata.

Il torneo di Tokyo continua a regalare emozioni e, almeno per quanto riguarda la squadra italiana, sorprese positive. Una rimonta come quella di Berrettini ricorda al tennis professionistico che i match non si decidono sulla base dei soli primi 40 minuti di gioco, ma sulla capacità di mantenere la concentrazione e di adattarsi tattico-mentalmente agli andamenti della partita. Con questa vittoria, l'azzurro dimostra ancora una volta di appartenere a quella categoria di tennisti che sanno come rialzarsi quando tutto sembra compromesso, una qualità che nel circuito ATP rappresenta un valore aggiunto inestimabile.

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