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Bertola cede nel finale: Goffin torna vincente con una rimonta epica

2026-10-22 · Tennis Trade
Goffin non si arrende: rimonta straordinaria a Bruxelles contro Bertola

Quella di David Goffin a Bruxelles è una di quelle vittorie che trascendono il semplice risultato sportivo. Nel primo turno dell'ATP 500 belga, il 34enne ha compiuto un'impresa straordinaria contro il giovane svizzero Remy Bertola, imponendosi con il punteggio di 3-6 6-3 6-4 in una partita che rappresenta perfettamente la filosofia del suo tour d'addio: non arrendersi mai, restare vivi anche quando tutto sembra perduto, trasformare la sofferenza in speranza davanti ai propri cari e al pubblico che ti ha sempre sostenuto.

Lo scenario era tutt'altro che incoraggiante per il veterano di Liegi. Bertola aveva dominato il primo set con un tennis aggressivo e convincente, conquistandolo 6-3 e dimostrando di avere nel proprio gioco tutti gli strumenti per mettere in difficoltà un avversario che, per quanto esperto e combattivo, non è più nella migliore condizione fisica della sua carriera. Nel terzo set, la situazione è peggiorata ulteriormente: lo svizzero ha costruito un vantaggio di 3-0 e aveva addirittura una palla per il 4-0. In quel momento, il match pareva definitivamente compromesso, una storia già scritta con Goffin destinato a tornare negli spogliatoi con l'amaro in bocca e magari pensieri malinconici su quella che potrebbe essere un'eliminazione prematura nel suo addio al tennis professionistico.

Ma il carattere non invecchia mai, e quello di Goffin è una delle qualità che lo ha sempre contraddistinto nei suoi migliori anni. Da quel momento di massima difficoltà, il belga ha trovato una lucidità tattica e una risolutezza mentale stupefacenti. Ha iniziato a leggere meglio il gioco di Bertola, a variare con maggiore intelligenza i ritmi, a sfruttare l'esperienza accumulata in quasi due decenni di circuito professionistico. La rimonta è stata progressiva e inesorabile: ha recuperato il break di svantaggio, ha pareggiato le posizioni, ha poi preso il controllo del set con un'autorevolezza che sembrava scomparsa nelle fasi iniziali della partita.

L'emozione collettiva del palasport

Quello che ha reso davvero memorabile questo match non è stato solo il tennis disputato negli ultimi due set, ma il contesto emotivo in cui si è svolto. Goffin stava giocando a casa, circondato dall'amore incondizionato del pubblico di Bruxelles che ha accompagnato ogni suo colpo, ogni recupero, ogni momento critico con il calore che solo il proprio pubblico sa garantire. Ancora più importante, la moglie e la figlia Emma erano in tribuna a seguire questo momento delicato e significativo della vita del tennista. Quel 6-4 conclusivo nel terzo set è stato accompagnato da una commozione genuina, una scarica di adrenalina e di emozioni che ha travolto il belga, che ha potuto abbracciare le persone che ama di più dopo aver sfiorato l'orlo del precipizio sportivo pochi minuti prima.

La vittoria su Bertola, conquistata in poco più di due ore di gioco, rappresenta molto più di un semplice avanzamento ai turni successivi. È la conferma che l'addio al tennis di Goffin non sarà un'uscita di scena sbiadita e anonima, ma un percorso costellato di momenti che rimarranno indelebili nella memoria del giocatore e dei suoi sostenitori. Il tour d'addio, in altri termini, sta raccogliendo i suoi frutti più belli nel momento in cui il belga si trova di fronte a sfide complicate e avversari che non lo facilitano dal punto di vista tattico.

Cosa attende Goffin nel prossimo turno

L'impresa di questa serata, però, non deve far perdere di vista ciò che attende Goffin negli ottavi di finale del torneo di Bruxelles. Il suo prossimo avversario sarà l'americano Michelsen, un giocatore che rappresenta tutto ciò che il belga non è più: giovane, con una gamba ancora fresca, un servizio aggressivo e una potenza di colpi che richiede una gestione tattica molto attenta. Contro Michelsen, le qualità mentali e l'esperienza che Goffin ha messo in mostra contro Bertola dovranno essere accompagnate da una buona dose di tennis solido e da una mobilità che non sempre il belga riesce a garantire per l'intero corso di una partita.

Va però considerato che il match contro Michelsen potrebbe effettivamente rappresentare l'ultimo impegno nella carriera di Goffin, almeno secondo le previsioni e la struttura del suo tour d'addio. Se così fosse, la consapevolezza di giocare probabilmente gli ultimi minuti della propria carriera professionale potrebbe rappresentare un'arma a doppio taglio: da un lato, ulteriore motivazione per competere con dignità; dall'altro, il peso emotivo di un congedo definitivo che potrebbe complicare la gestione della partita nei momenti critici. Quel che è certo è che Goffin, come ha dimostrato stasera, non avrà paura di lottare fino all'ultimo punto.

Questa vittoria su Bertola rimarrà nella storia di David Goffin come una delle sue più belle e significative, nonostante arrivi al tramonto della sua carriera. Non per la qualità assoluta del tennis espresso, ma per il contesto, per il messaggio che invia al mondo, per la dimostrazione che la forza di volontà e l'esperienza possono ancora prevalere quando tutto sembra perduto. Bruxelles, il pubblico, la moglie, la figlia: tutto ha contribuito a creare quella magia che caratterizza il vero tennis, quello che va oltre i numeri e le statistiche e tocca direttamente il cuore di chi lo guarda.

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