Paolini-Lopez, la sfida per tornare competitiva agli US Open

Jasmine Paolini è pronta a scrivere un nuovo capitolo della sua stagione, e questa volta lo farà con un volto già noto nel suo staff tecnico. La campionessa azzurra ha deciso di affidarsi nuovamente a Marc Lopez, lo spagnolo che l'ha guidata durante una delle fasi più brillanti della sua carriera, in vista degli US Open 2026 che si disputeranno a Flushing Meadows a partire dal 30 agosto. Una scelta che suona come un ritorno alle origini, ma anche come un segnale di continuità verso chi è riuscito a farle raggiungere vette prestigiose quando meno te lo saresti aspettato pochi mesi fa.
Il lungo stop e la strategia conservativa
L'ultima apparizione ufficiale di Paolini risale al 8 luglio, quando ha disputato il quarto di finale di Wimbledon contro l'ucraina Marta Kostyuk, cedendo in due set. Da quel momento, un silenzio competitivo che pesa più di mille parole: la numero uno italiana ha infatti preferito saltare sia il Canadian Open di Toronto che il torneo WTA 1000 di Cincinnati, attualmente in corso. Una rinuncia doppia che non è passata inosservata nel circuito, ma che racchiude in sé una logica ben precisa: quella di non compromettere la propria integrità fisica per una manciata di punti in classifica.
Il problema muscolare al piede, dal quale Jasmine sta ancora recuperando, ha infatti spinto i suoi collaboratori a optare per l'approccio conservativo. Non è una decisione facile per un'atleta che vive della competizione e che sente il peso della responsabilità di rappresentare il tennis femminile italiano al più alto livello. Ma proprio questa determinazione nel proteggere il proprio corpo, nel rifiutare di rischiare tutto per risultati immediati, testimonia una maturità che negli ultimi anni è diventata una delle caratteristiche distintive della sua evoluzione professionale.
Il precedente con Lopez: tre mesi memorabili
La scelta di ripartire proprio da Marc Lopez non è casuale. Lo spagnolo ha già guidato Paolini in passato, dal mese di aprile a quello di luglio del 2025, un periodo di appena tre mesi che però ha lasciato un'impronta indelebile nella memoria della tennista toscana. Era il momento subito successivo alla separazione dal suo storico coach Renzo Furlan, una fase di transizione che poteva risultare delicata per chiunque, ma che Lopez ha trasformato in un'opportunità straordinaria. Durante quella breve collaborazione, infatti, Paolini ha centrato uno dei successi più affascinanti della sua carriera: la doppietta singolare-doppio agli Internazionali d'Italia, un'impresa che ha elevato il suo profilo e le ha permesso di toccare con mano il suo potenziale massimo sul circuito.
È vero che il periodo con Lopez è stato caratterizzato da alti e bassi, con prestazioni altalenanti che non hanno sempre mantenuto un livello costante. Ma è proprio quella capacità di toccare picchi straordinari che Paolini vuole ritrovare adesso, quando il momento della stagione richiede lucidità e fiducia nei propri mezzi. Un simile percorso, pur nella sua brevità, rappresenta un precedente positivo su cui costruire le aspettative per i mesi a venire.
Il fatto che Jasmine abbia scelto di riaprire la porta a Lopez dopo circa tredici mesi di collaborazione conclusa suggerisce che tra i due esista una comunione di intenti seria e duratura. Non si tratta di un'improvvisazione dettata dalla disperazione, bensì di una decisione ponderata che poggia su una base di risultati tangibili e di stima reciproca consolidata nel tempo.
Il prezzo del riposo: ranking e ambizioni
Il doppio forfait ai tornei canadese e statunitense ha naturalmente avuto conseguenze sulla graduatoria mondiale. Paolini ha visto la sua posizione scivolare fino al ventesimo posto nella classifica virtuale aggiornata, una discesa che in termini numerici potrebbe sembrare significativa, ma che la diretta interessata ha accettato consapevolmente come prezzo necessario per preservare la propria integrità fisica. In un'epoca dove il calendario del circuito femminile è spietato e dove ogni week-end rappresenta un'opportunità di guadagnare punti cruciali, scegliere di stare fuori è un atto di coraggio che non sempre viene compreso o apprezzato dai commentatori superficiali.
La vera priorità di Paolini è però un'altra: quella di arrivare a New York nelle migliori condizioni possibili. Un grande slam è sempre una lotteria, ma se sei sano e lucido mentalmente, almeno hai la possibilità di competere al massimo livello. Se invece affronti il torneo con un piede dolorante e la mente divisa tra il dolore fisico e la performance, allora il risultato potrebbe essere ancora più deludente e frustrante.
Guardando al panorama complessivo della stagione di Paolini, si respira un'atmosfera di rinascita e di ricerca. Non è più la giocatrice che deve dimostrare di appartenere all'elite del tennis mondiale; è piuttosto chi ha già toccato quelle vette e che ora vuole stabilirvi una residenza permanente. Per farlo, però, ha bisogno di continuità, di un coaching stabile e di una gestione intelligente dei propri sforzi fisici. La collaborazione con Lopez rappresenta, in questo senso, un tassello essenziale del puzzle che Jasmine sta cercando di completare prima dell'arrivo della fase conclusiva della stagione.
Gli US Open rappresenteranno il banco di prova definitivo di questa nuova partnership e della capacità di recupero della campionessa azzurra. Con Flushing Meadows ormai alle porte, il conto alla rovescia è iniziato e ogni sessione di allenamento, ogni seduta di fisioterapia, avrà un peso specifico nella costruzione di una possibile favola newyorchese.