Jannik domina l'asfalto ma Montreal rimane l'incubo del campione

L'impresa compiuta da Jannik Sinner lo scorso maggio agli Internazionali d'Italia rappresenta uno dei capitoli più straordinari della sua ancora giovane carriera. Conquistando il titolo nella capitale italiana, il talento altoatesino ha sigillato una collezione incredibile: aver vinto almeno una volta in ognuno dei nove Masters 1000 che compongono il calendario ATP. Non è semplicemente un record personale, ma un traguardo che pochi campioni nella storia del tennis moderno hanno raggiunto alla sua età, ovvero a soli 24 anni.
Quello che rende ancora più affascinante questa stagione straordinaria è la prospettiva di quello che potrebbe accadere nel prossimo futuro. Sinner non solo ha conquistato questi nove titoli di categoria, ma nella stagione attuale è ancora in corsa per fare qualcosa di potenzialmente inedito: vincere tutti i Masters 1000 nel medesimo anno solare. Finora ha già posto il suo sigillo su Indian Wells, Miami, Montecarlo, Madrid e Roma, cinque dei nove tornei che scandiscono il calendario internazionale. Se dovesse mantenere questa traiettoria incredibile, potrebbe trasformare il 2026 nel miglior anno di un tennista a livello di Masters 1000, un primato che difficilmente potrebbe essere replicato in futuro.
La pausa necessaria e il grande ritorno sul cemento
Dopo questo tour de force estenuante che ha messo alla prova sia il suo fisico che la sua mente, Sinner si è fermato a riflettere e a ricaricare le batterie. Il periodo successivo a Wimbledon rappresenta tradizionalmente un momento cruciale per i giocatori di vertice, un'occasione per recuperare dalle fatiche dell'erba britannica e prepararsi al grande appuntamento americano. Le scelte che il team di Jannik farà nei prossimi giorni determineranno la sua continuità nella rincorsa al monolito dei Masters 1000 stagionali.
Le settimane precedenti gli US Open saranno decisive. Dal 2 al 13 agosto, Montreal ospiterà il prossimo appuntamento della categoria, evento che segna tradizionalmente il calcio d'inizio della serie nordamericana sul cemento. Questo torneo occupa una posizione particolare nel calendario, fungendo da ponte ideale tra i tornei europei e lo slam di New York, che si giocherà dal 30 agosto fino alla metà di settembre. È qui che il cammino di Sinner verso l'impresa assoluta potrebbe incontrare il suo primo ostacolo significativo.
Montreal, il buco nero della raccolta di Sinner
C'è un dettaglio che smonta completamente la narrativa della perfezione, un'anomalia affascinante nella cupezza altrimenti immacolata della stagione dell'azzurro. Nonostante il numero uno mondiale abbia vinto il Canadian Open nel 2023, quella vittoria è arrivata non a Montreal ma a Toronto, città dove l'evento si alterna con cadenza annuale. La struttura del torneo, che cambia location ogni anno tra l'Ontario e il Quebec, ha creato una situazione particolare: Sinner ha il titolo canadese nel suo palmares, ma non ha mai conquistato il trofeo specificamente nei campi di Montreal.
Quando Sinner ha messo piede per l'ultima volta sulla superficie quebecchese, il risultato è stato deludente. Ai quarti di finale ha dovuto arrendersi al russo Andrey Rublev con lo score di 6-2 al terzo set, un'uscita di scena che non rappresentava il livello abituale dell'azzurro. Questo capitolo incompiuto ha assunto una dimensione quasi simbolica: il giocatore che ha conquistato tutto a livello di Masters 1000, che ha completato una collezione ritenuta praticamente impossibile, deve ancora dimostrare di poter dominare negli specifici campi del Quebec.
La questione non è solo statistica o cronachistica. Montreal rimane la lacuna più eclatante nella narrazione perfettionista della stagione di Sinner, il pezzo mancante di un puzzle altrimenti completo. Per un atleta della sua caratura e ambizione, è una sfida che assume contorni quasi ossessivi: non si tratta di un torneo qualsiasi, ma dell'ultimo territorio ancora da conquistare in una battaglia che lo ha visto trionfatore quasi ovunque.
Se Sinner dovesse decidere di partecipare al Canadian Open di Montreal e conquistare il titolo, il 2026 verrebbe ricordato non solo come l'anno in cui ha vinto tutti i Masters 1000, ma come la stagione in cui ha tracciato una linea inedita nella storia del tennis moderno. Al contrario, se dovesse saltare l'evento o subire un'altra sconfitta, la narrazione cambierebbe: diventerebbe la storia di un quasi-miracolo, di un'impresa straordinaria che si è fermata a un passo dal compimento totale. In entrambi i casi, gli occhi del mondo del tennis saranno puntati su quello che accadrà quando Sinner tornerà in campo, perché la ricerca della perfezione, quando è guidata dal miglior giocatore del pianeta, diventa una questione che trascende il semplice sport.