A Wimbledon Volandri analizza il crollo italiano: tutto su Sinner vs Djokovic

A Wimbledon, tra i corridoi del tempio del tennis mondiale, c'è chi osserva e chi gioca. Filippo Volandri, capitano della Nazionale italiana di Coppa Davis, si trova nella prima categoria, ma con lo sguardo dell'allenatore esperto che legge ogni gesto, ogni scambio, ogni momento di difficoltà dei suoi atleti. Il dirigente tricolore, che ha guidato la squadra azzurra a tre titoli mondiali, è presente fin dal primo giorno del torneo londinese, seduto in tribuna per valutare le evoluzioni dei giocatori che potrebbero rappresentare l'Italia nelle competizioni a squadre. Oggi, da quella posizione privilegiata, ha seguito con attenzione la partita di Flavio Cobolli, elaborando considerazioni che vanno oltre il semplice risultato.
Il ko di Cobolli: delusione che cela opportunità di crescita
La sconfitta di Cobolli contro Sebastian Fery rappresenta uno di quei momenti che dividono le carriere in prima e dopo. Volandri, nel commentare l'accaduto, non nasconde il naturale dispiacere per un risultato negativo, ma sceglie di inquadrare la questione in una prospettiva più ampia e costruttiva. «C'è rammarico per la sconfitta, è chiaro», afferma il capitano, riconoscendo l'amarezza legittima di un giovane talento che aveva tutte le carte in regola per proseguire in un torneo del Grande Slam. Tuttavia, Volandri non si ferma qui. La sua esperienza lo spinge a vedere oltre l'immediato, a riconoscere che per Cobolli il cammino a Wimbledon, pur conclusosi con una sconfitta, rappresenta comunque un risultato di rilievo nel suo percorso di consolidamento a questo livello.
Ma come si concilia questa valutazione positiva con il ko appena incassato? La risposta risiede nell'analisi tattica e mentale che Volandri propone. Cobolli, secondo il capitano, dovrà infatti metabolizzare questa sconfitta e, soprattutto, comprendere come gestire al meglio certe situazioni che si presentano durante le partite importanti. Volandri sottolinea un aspetto particolare: nelle fasi precedenti del torneo, il tennista romano si era esaltato nella lotta, «sporcandosi» quando necessario—un'espressione che racchiude la capacità di sporcarsi le mani, di combattere su ogni punto, di non arrendersi mai. Oggi, contro Fery, questa qualità peculiare non è emersa con la stessa intensità, e Volandri nota come questa sia stata una differenza cruciale. È una lezione preziosa quella che Cobolli dovrà trarre: la consapevolezza che il tennis di élite non ammette pause, non concede momenti di distrazione, e richiede una coerenza mentale che trasformi i progressi tattici in risultati concreti.
Sinner preparato al meglio, Djokovic ancora una volta sorprendente
Il grande evento che attende Wimbledon è ormai questione di ore: il confronto tra Jannik Sinner e Novak Djokovic, programmato per venerdì, rappresenta uno di quegli incontri che cattura l'attenzione non solo degli appassionati di tennis, ma dell'intero universo sportivo. Volandri, nel valutare questo scontro cruciale, parte da una constatazione affascinante riguardante Djokovic: il serbo continua a sorprendere, ancora una volta, per la sua capacità di adattarsi e competere ai massimi livelli. Nole ha appena completato una maratona di cinque ore contro Felix Auger-Aliassime, una battaglia estenuante che avrebbe potuto lasciare strascichi significativi su chiunque altro. Eppure, Volandri sottolinea come Djokovic «non smette di stupirci» e, soprattutto, come il campione serbo saprà indubbiamente sfruttare il giorno extra di riposo a sua disposizione, utilizzandolo per recuperare e ricaricarsi strategicamente.
D'altro canto, Volandri nutrit aspettative precise riguardo a Sinner. L'altoatesino, ritiene il capitano della Davis, deve ancora alzare ulteriormente il livello del suo gioco. Fino a questo momento a Wimbledon, Sinner forse non ha impressionato con quelle performance scintillanti che caratterizzano i suoi miglior giorni, eppure ha dimostrato qualcosa di altrettanto importante: l'abilità di fare la differenza nei momenti decisivi, quei passaggi cruciali dove le partite si decide effettivamente. Questo approccio, pragmatico e efficace, potrebbe rivelarsi decisivo contro un avversario del calibro di Djokovic, sebbene richieda un ulteriore step in termini di aggressività e continuità di rendimento.
Va considerato, inoltre, il contesto particolare in cui Sinner si trova. Il percorso dell'azzurro verso questo appuntamento con Nole è stato, secondo Volandri, piuttosto anomalo rispetto alle sue solite preparazioni. A Parigi, infatti, Sinner è uscito molto presto dal torneo, ben prima di quanto ci si potesse aspettare da uno dei principali candidati al titolo. Successivamente, ha deciso di rinunciare a una serie di tornei preparatori sull'erba, una scelta coraggiosa ma rischiosa che potrebbe aver compromesso il suo adattamento alla superficie. Nonostante ciò, quello che Volandri osserva è un miglioramento graduale ma costante, partita dopo partita, una traiettoria ascendente che suggerisce come il giocatore stia trovando il suo equilibrio all'interno del torneo.
La fiducia del capitano nella capacità di Sinner di competere a questi livelli rimane salda. L'obiettivo, evidentemente, non è soltanto di arrivare a un risultato positivo contro Djokovic, ma di farlo elevando significativamente la qualità del gioco espressi. In uno scontro dove Nole rappresenta la stabilità, l'esperienza e la capacità di trascinare avanti combattimenti logoranti, Sinner dovrà prevalere attraverso l'aggressività, la velocità di racchetta e quella capacità di attacco che lo contraddistingue quando è al meglio della forma.
Nel commentare la situazione degli azzurri a Wimbledon, Volandri conclude con una considerazione anche su Matteo Berrettini, il quale ha annunciato un nuovo stop nel suo calendario. Il capitano rispetta le scelte del tennista romano, riconoscendo che Berrettini conosce profondamente il suo corpo e avrà deciso la pausa in base a valutazioni che solo lui e il suo team potevano fare, specialmente dopo una grande prestazione nel torneo di Wimbledon. È l'atteggiamento di chi comprende che nel tennis moderno, gestire il proprio corpo diventa un'arte altrettanto importante quanto la tecnica.
L'Italia del tennis, dunque, vive un momento di transizione affascinante. Con Sinner che affronta le più grandi sfide della sua carriera, con Cobolli che impara dalle sconfitte, e con Berrettini che sceglie saggiamente quando fermarsi, il quadro che emerge è quello di una squadra in evoluzione, consapevole delle proprie forze ma anche delle sfide che la attendono. Lo sguardo attento di Volandri da Londra continua a registrare ogni dettaglio, ogni progresso, ogni opportunità di miglioramento, consapevole che è dalle esperienze di questi tornei che nascono i campioni del futuro.