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Stan Wawrinka affronterà le qualificazioni agli US Open 2024

2026-08-23 · Tennis Trade
Wawrinka escluso dalla grazia newyorkese: lo svizzero dovrà sudare nelle qualificazioni all'ultimo US Open

Quando si profila l'addio al tennis professionistico di una leggenda come Stan Wawrinka, ci si aspetterebbe che i grandi tornei del circuito tributassero al campione svizzero quella considerazione che le sue straordinarie gesta meritano. Eppure gli US Open 2026 hanno stupito positivamente e negativamente al contempo: positivamente perché confermano ancora una volta di essere un torneo meritocratico e trasparente nelle sue scelte; negativamente perché hanno deciso di negare all'ex numero 3 mondiale una delle ambite wild card per il main draw, costringendolo così a passare attraverso le qualificazioni nel suo presumibile ultimo evento di questo livello davanti al pubblico della Grande Mela.

La notizia ha fatto il giro del mondo del tennis generando sorpresa e non poca perplessità tra addetti ai lavori e appassionati. Tutti gli analisti avevano scommesso virtualmente che Flushing Meadows avrebbe omaggiato il suo vincitore del 2016, colui che proprio su questi campi aveva conquistato uno dei tre trofei Slam della sua carriera straordinaria. Invece, l'invito è stato assegnato a Patrick Kypson, un tennista americano attualmente posizionato al numero 115 della classifica mondiale ATP, una scelta che ha lasciato molti a bocca aperta considerando il prestigio e la caratura del giocatore che veniva scavalcato.

Una decisione che stride con le precedenti concessioni

Ciò che rende ancora più singolare questa decisione è il precedente positivo che Wawrinka aveva ottenuto poco tempo prima. Durante Wimbledon 2026, proprio il campione di Losanna aveva ricevuto una wild card nonostante il Church Road sia il Major dove storicamente ha raccolto i risultati meno lusinghieri della sua straordinaria carriera. Un torneo dove non era mai riuscito a penetrare oltre i quarti di finale, eppure gli organizzatori britannici non avevano esitato a concedergli l'accesso diretto al tabellone principale per celebrare un atleta la cui dedizione e il cui talento hanno marcato un'epoca intera del tennis mondiale. Perché, allora, la decisione diametralmente opposta a New York?

Forse gli organizzatori dell'US Open volevano mandare un messaggio cristallino: nel torneo che rappresenta il concludersi di ogni stagione, nel Major che più di altri premia la competitività e la capacità di gestire ritmi fitti di partite, nessuno riceve favori, per quanto illustre possa essere il suo curriculum. O forse, più semplicemente, le regole su wild card e inviti speciali seguono protocolli che vanno oltre la nostalgia e gli onori dovuti. Fatto sta che il 41enne elvetico dovrà ora affrontare tre turni di qualificazione se desidererà giocare ancora una volta nel prestigiosissimo impianto di Flushing Meadows.

Un campione che non scende a compromessi

Ma se c'è una cosa che caratterizza Wawrinka è la sua ostica determinazione nel non fare vittimismo e nel onorare ogni impegno che si assume. Nonostante l'esclusione dalla porta principale, lo svizzero non ha manifestato rabbia o delusione pubblica. Anzi, recentemente ha confessato in un'intervista di essere genuinamente sorpreso dall'affetto che continua a ricevere ovunque si presenti, da quando cioè ha annunciato che questa stagione sarà la sua ultima nel circuito professionistico. Un uomo che ha calcato i campi da tennis per oltre due decenni, accumulando vittorie, sconfitte, infortuni, recuperi e soddisfazioni indicibili, e che ora scopre forse per la prima volta il peso dell'amore che il pubblico e gli addetti ai lavori riversano su di lui nel momento in cui sta per abbandonare definitivamente.

La prova della sua straordinaria condizione attuale e della sua voglia di competere fino all'ultimo viene dal suo recente confronto con Matteo Berrettini durante il primo turno di Wimbledon 2026. Lo scontro diretto tra il veterano svizzero e il talento italiano non è stato una passerella per nessuno dei due: Wawrinka ha dovuto scendere in campo con tutta l'intensità e l'agonismo che lo hanno contraddistinto lungo una carriera memorabile, costringendo Berrettini a uno scontro senza esclusione di colpi dove non c'è stato nessun cedimento dovuto all'età dell'avversario. Un messaggio chiarissimo a chiunque pensi che il 41enne di Losanna sia una comparsa nella fase finale della sua avventura agonistica.

Le qualificazioni dell'US Open, quindi, non sono una punizione per Wawrinka ma semmai un'occasione per ricordare al circuito intero che questo campione non si è avvolto nella nostalgia né nella rassegnazione. Se vorrà giocare ancora una volta davanti al pubblico newyorkese, semplicemente dovrà vincere tre partite preliminari. Non è una montagna insuperabile per un tennista che ha vinto tre Slam, che ha raggiunto la posizione numero 3 del ranking mondiale, che ha battuto i migliori giocatori del pianeta in condizioni variabili e su ogni tipo di superficie. È semmai un'occasione per dimostrare, ancora una volta, perché la carriera di Stan Wawrinka rimane una delle più affascinanti e ispirative della storia contemporanea del tennis professionistico.

Le qualificazioni di Flushing Meadows attendono il campione elvetico, e chissà che questa scelta degli organizzatori americani non diventi uno degli ultimi capitoli più memorabili della sua incredibile storia di atleta, di guerriero del tennis e di esempio di dedizione che pochi altri hanno saputo incarnare con la stessa intensità e dignità nel corso del tempo.

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