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US Open, l'Italia fatica già dalle selezioni: troppi forfait e risultati opachi

2026-08-26 · Tennis Trade
Flaccido esordio tricolore alle qualificazioni di Flushing Meadows: il tennis italiano arranca tra ritiri e delusioni

La strada verso il tabellone principale degli US Open si rivela particolarmente tortuosa per la delegazione italiana impegnata nelle qualificazioni. Il secondo giorno di competizioni a Flushing Meadows ha cristallizzato un bilancio deludente, con una sola affermazione a fronte di cinque pesanti battute d'arresto. Un rapporto tra vittorie e sconfitte che racconta di una giornata grigia, in cui i nostri rappresentanti hanno faticato a trovare il ritmo e la solidità necessaria per superare i rispettivi ostacoli.

Il derby azzurro e il ritiro di Nardi

L'episodio più eclatante della giornata è rappresentato dall'incontro tutto italiano tra Federico Cinà e Luca Nardi. Il giovane classe 2007 ha avuto la meglio sul pesarese in una sfida che non ha potuto svilupparsi secondo i canoni consueti di una partita di tennis, poiché Nardi ha gettato la spugna mentre il punteggio segnava 6-4, 3-0 in favore di Cinà. Il ritiro, seppur strategicamente comprensibile in talune circostanze, rappresenta comunque un capitolo negativo nella storia del torneo per la rappresentativa italiana. Cinà, tuttavia, riesce a staccare il biglietto per il turno successivo, diventando il faro di speranza attorno al quale gravitano le residue ambizioni azzurre nella fase di qualificazione.

La decisione di Nardi di interrompere la contesa solleva inevitabilmente interrogativi sulle condizioni fisiche del giocatore e sulla gestione della sua preparazione in vista di questo appuntamento newyorchese. Sebbene le scelte tattiche appartengono esclusivamente al tennista e al suo staff tecnico, rimane il fatto che un ritiro rappresenta sempre un'occasione mancata di confrontarsi pienamente nella cornice di un Grande Slam.

Le sconfitte che lasciano l'amaro in bocca

Tra i risultati negativi spicca particolarmente la prestazione di Andrea Pellegrino, che ha ceduto al termine di una maratona durata due ore e trenta minuti contro l'americano Colton Smith con un punteggio di 4-6, 6-3, 6-4. La partita rappresenta uno di quegli incontri dove il margine tra il successo e l'eliminazione si riduce a dettagli microscopici. Pellegrino, infatti, ha avuto una chiara opportunità di trasformare l'inerzia della contesa nel secondo set: un punto di rottura al nono gioco, arrivato dopo una serie impressionante di cinque punti salvati dal servizio dell'avversario, avrebbe potuto riscrivere completamente l'equazione della sfida. La mancata conversione di questa palla break rappresenta il vero spartiacque della vicenda, il momento in cui la fortuna ha voltato le spalle al tennista italiano, costringendolo all'uscita di scena.

Nel tabellone femminile, Jennifer Ruggeri ha dovuto abbandonare la competizione dopo una sconfitta contro Sofia Costoulas, con un doppio 7-5, 6-4 che non lascia spazi a interpretazioni: una giornata storta, dove l'azzurra non è riuscita a trovare le soluzioni adatte per contrastare le spinte dell'avversaria greca.

I sette sopravvissuti e la speranza di rilancio

Nonostante lo scenario desolante dipinto dalle cinque sconfitte, esattamente sette tennisti italiani hanno conquistato il passaggio al secondo turno delle qualificazioni. Questo nucleo di superstiti avrà immediata chance di riscatto, tornando in campo già nella medesima giornata per disputare i propri incontri della fase successiva. Gli accoppiamenti vedono Andrea Guerrieri fronteggiare Joel Schwaerzler, mentre Marco Cecchinato se la vedrà con il lituano Vilius Gaubas. Francesco Passaro sarà opposto a Tom Gentzsch, mentre Federico Cinà, fresco di vittoria nel derby, affronterà l'ostico Hugo Dellien.

Nel settore femminile, Lucia Bronzetti avrà di fronte Polina Iatchenko, Lucrezia Stefanini sarà impegnata contro Madison Brengle, e Tyra Grante completa il quadro degli italiani ancora in gioco. Per questi sette atleti inizia dunque una nuova sfida, dove la capacità di recupero psichico e fisico diventerà determinante. La qualificazione principale rappresenta ancora un traguardo raggiungibile, ma il margine d'errore è drasticamente ridotto, e ogni partita assumerà i contorni di una vera e propria battaglia per la sopravvivenza torneistica.

La giornata nefasta rappresenta comunque una tappa obbligata nel percorso estivo di molti tennisti: non sempre le condizioni, il momento di forma, o semplicemente la fortuna sorridono. Ciò che conta ora è come la delegazione italiana saprà reagire alle avversità, trasformando questa giornata grigia in lezione e motivazione per continuare a combattere nel torneo di qualificazione di uno dei quattro Grande Slam più prestigiosi del calendario tennistico mondiale.

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