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Azzurre pronte per la battaglia: Garbin eshorta il gruppo verso l'ultimo ostacolo

2026-09-23 · Tennis Trade
Il cammino dell'Italia a Shenzhen: Garbin esalta Zheng e carica le azzurre prima della sfida più difficile

La Billie Jean King Cup torna a Shenzhen, e con essa riparte il confronto tra l'Italia campionessa e la Cina padrona di casa. Non è la prima volta che questi due team si incontrano sulla terra rossa asiatica, ma questa edizione arriva con un elemento che cambia completamente l'equilibrio della sfida: Qinwen Zheng, la giovane stella cinese che ha appena stupito il mondo intero raggiungendo la semifinale agli US Open con un percorso partito dalle qualificazioni. Una gara di tennis nel tennis, insomma, una storia nella storia che rende questa competizione ancora più affascinante e imprevedibile rispetto agli anni precedenti.

Nel giorno che precede il debutto delle campionesse in carica, la capitana azzurra Tathiana Garbin si è fermata per analizzare gli avversari e la situazione che attende l'Italia. Le sue parole, scelte con la saggezza di chi ha passato una vita all'interno del tennis professionistico, rivelano un rispetto genuino verso il calibro delle giocatrici cinesi e in particolare verso Zheng. Garbin non si nasconde dietro frasi di circostanza: «Conosciamo le potenzialità delle nostre avversarie» è il fulcro della sua analisi, una dichiarazione che testimonia come il team azzurro abbia lavorato meticolosamente per comprendere i pregi e i difetti di chi affronterà nei prossimi giorni.

L'ostacolo cinese e l'ascesa straordinaria di Zheng

Secondo Garbin, giocare contro la Cina in casa loro non è una sfida da sottovalutare: «Affrontare le ragazze cinesi in casa loro sarà durissima», dichiara la capitana con franchezza. Questo non è il pessimismo di chi si arrende, ma piuttosto il realismo di chi sa bene quanto il fattore campo conti nel tennis femminile contemporaneo, soprattutto quando si parla di competizioni di squadra dove l'atmosfera e il supporto del pubblico locale amplificano l'intensità degli incontri. La Cina ha costruito nel corso degli anni un movimento tennistico sempre più competitivo, con varie giocatrici che vantano un livello tecnico notevole e, aspetto non trascurabile, una consolidata esperienza nel gioco di doppio, disciplina che spesso decide le sorti delle competizioni internazionali.

Ma è su Qinwen Zheng che Garbin concentra l'attenzione maggiore, riconoscendo in lei qualità che vanno ben oltre i numeri e i ranking. La capitana la descrive come «una campionessa straordinaria», etichetta che non regala leggerezza a chi la riceve. Cosa rende Zheng una figura così particolare nel panorama tennistico mondiale? Garbin evidenzia innanzitutto il carisma, elemento intangibile ma fondamentale nello sport, soprattutto quando si tratta di trascinare una squadra nelle competizioni. Poi la potenza, caratteristica evidente nel gioco della ventitreenne cinese, che colpisce la palla con una violenza e una decisione che spesso coglie impreparate le avversarie. E infine la versatilità tattica: «è potente e può giocar bene su ogni superficie», osserva Garbin, una qualità rarissima nel tennis odierno dove quasi sempre le giocatrici hanno preferenze geografiche marcate. La recente semifinale agli US Open, poi, rappresenta il sigillo di garanzia su una forma eccellente. Partire dalle qualificazioni e arrivare tra i quattro migliori in uno Slam non è un'impresa da poco; è il segnale di una crescita che non conosce sosta e di una mentalità vincente che ogni volta emerge quando conta davvero.

La via dell'Italia: concentrazione e dedizione

Nonostante l'ammirazione verso le avversarie sia evidente, Garbin sa bene quale sia il messaggio più importante da mandare alle sue ragazze. «Bisogna concentrarsi solo su di noi, su quello che possiamo fare e ciò che possiamo controllare»: è la filosofia che la capitana ripete frequentemente al suo staff e alle giocatrici, una prospettiva che ricorda molto gli insegnamenti della psicologia dello sport moderno. Non è questione di ignorare la forza degli avversari, ma piuttosto di costruire il focus mentale attorno a ciò che è effettivamente nelle proprie mani. L'Italia campionessa arriva a questa competizione con il peso della corona sulla testa, consapevole che difendere un titolo è sempre più difficile che conquistarlo. Eppure, secondo Garbin, l'atmosfera dentro il gruppo è tutt'altro che appesantita.

Quella che la capitana descrive, infatti, è una squadra che questa settimana ha lavorato duramente in allenamento, che ogni giorno continua a dimostrare «un attaccamento incredibile alla maglia azzurra». Non sono parole di circostanza, ma il ritratto di un gruppo dove l'elemento emozionale e il senso di rappresentanza nazionale rimangono particolarmente forti. Garbin sottolinea di essere «maggiormente orgogliosa» di loro proprio per questo aspetto, evidenziando come il professionismo di elite si nutra anche di questi valori collettivi che il tennis individuale talvolta mette in secondo piano. Le ragazze azzurre, conclude la capitana, sono arrivate a Shenzhen «con tanta voglia di far bene e con un enorme senso di responsabilità verso la propria nazione». È il tipo di comunicazione che fa la differenza in competizioni di squadra, dove motivazione intrinseca e consapevolezza del ruolo storico diventano fattori vincenti almeno quanto il talento grezzo.

Gli incontri tra Italia e Cina inizieranno domani a partire dalle undici del mattino, trasmessi in diretta su Supertennis. Sarà un momento di verità per le campionesse in carica, un'occasione per provare che il loro titolo non è frutto del caso, ma del lavoro, della mentalità giusta e della capacità di affrontare sfide di altissimo livello con serenità e determinazione. Garbin e le sue ragazze hanno tutto quello che serve per competere: la consapevolezza della propria forza, il rispetto verso il nemico, e quella lucidità tattica che fa la differenza quando ogni punto diventa prezioso.

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