Cobolli e il muro di Blockx agli US Open: il romano rimane bloccato ai sedicesimi

Flavio Cobolli chiude il suo capitolo agli US Open 2024 con un amaro in bocca difficile da digerire. Il 24enne romano esce dal torneo newyorchese ancora una volta ai sedicesimi di finale, fermato dal giovane talento belga Alexander Blockx con un netto 6-7 6-3 6-0 6-3 che non ammette repliche. Per il terzo anno consecutivo, il capitolino deve rinunciare all'opportunità di approdare alla seconda settimana a Flushing Meadows, una maledizione che continua a perseguitarlo nella metropoli americana. Il risultato non solo rappresenta un'eliminazione, ma soprattutto l'occasione mancata di sfruttare un tabellone che si era improvvisamente alleggerito grazie alla clamorosa rimonta di Francisco Cerundolo su Taylor Fritz, nello stesso settore di competizione.
L'ammissione senza peli sulla lingua
Nel corso della conferenza stampa che ha seguito la sconfitta, Cobolli non ha cercato scuse ma ha scelto di affrontare frontalmente la realtà della sua prestazione, dimostrando una consapevolezza critica rara nel circuito professionistico. «Sono davvero triste, in particolare per come ho giocato», ha dichiarato il tennista azzurro, riconoscendo che la colpa non era della difficoltà oggettiva dell'avversario ma piuttosto della sua condizione psicofisica durante l'incontro. La confessione più significativa riguardava proprio l'energia, elemento fondamentale nel tennis moderno dove la velocità e l'intensità degli scambi richiedono una gestione costante delle risorse mentali e fisiche. «Mi sono sentito più contratto e forse più stanco rispetto ai giorni precedenti», ha proseguito Cobolli, evidenziando come la partita avesse meritato un impegno diverso, un livello di concentrazione che non era riuscito a mantenere per l'intera durata dell'incontro.
L'autocritica del romano, tuttavia, non si è fermata a generiche considerazioni. Ha affrontato la questione della gestione emotiva durante i momenti cruciali, spiegando come il primo set, dominato inizialmente, si fosse trasformato in un'occasione persa a causa di scelte tattiche e mentali non ottimali. Pur riconoscendo di aver giocato «un gran tie-break» nel primo parziale, ha ammesso come il panico seguito al break subito lo avesse innervosito, compromettendo la sua lucidità strategica.
La partita raccontata dal tennista: quando il livello scende drasticamente
Cobolli ha quindi ricostruito il momento preciso in cui la partita ha virato verso la sconfitta. Fino al 3-2 del secondo set, il romano manteneva una sensazione di controllo del match, grazie anche alla sua capacità di salvare diverse palle break che avrebbero potuto diventare fatali. Era una fase in cui la fiducia permeava il suo gioco, una sicurezza costruita attraverso i primi tre game di quel parziale. Tuttavia, la svolta negativa arrivò proprio in quel momento delicato: Blockx ha accelerato il suo gioco, innalzando il livello tecnico e aggressivo, mentre Cobolli ha commesso alcuni errori nei game successivi, permettendo al belga di prendere il controllo della partita e della psicologia dell'incontro. «Lui ha alzato il livello, io ho giocato un po' male due o tre game», ha sintetizzato il romano, consapevole che nel tennis professionistico questi piccoli cali di rendimento possono trasformarsi rapidamente in valanghe.
Il terzo set rappresenta il momento del crollo definitivo: Blockx ha praticamente demolito ogni residua resistenza di Cobolli, inanellando un 6-0 che rappresenta l'umiliazione massima nel tennis. Quando il belga ha raggiunto tale margine di vantaggio, la partita era già ormai decisa anche mentalmente per l'azzurro, che ha dovuto contenere i danni nel quarto parziale, uscendo comunque sconfitto 6-3.
Nonostante il momento difficile, Cobolli ha mostrato una prospettiva costruttiva sul futuro immediato. Ha infatti comunicato l'intenzione di prendersi qualche giorno di pausa per recuperare sia mentalmente che fisicamente, consapevole che il circuito del tennis professionistico richiede una gestione sapiente del calendario e della rigenerazione dell'organismo. Successivamente, il romano sarà impegnato alla Laver Cup, un evento di grande prestigio che rappresenterà un'ulteriore occasione per riscattarsi e ritrovare quelle certezze che gli erano mancate nella Grande Mela.
La striscia di tre sedicesimi consecutivi agli US Open rimane comunque una statistica che pesa sulle spalle di Cobolli. A 24 anni, il romano possiede ancora ampiamente il tempo e le capacità tecniche per sfondare questa maledizione dei Major americani, ma certamente necessita di una gestione migliore della sua energia, sia mentale che fisica, durante le partite cruciali. La consapevolezza di queste lacune, tuttavia, rappresenta il primo passo verso il miglioramento e la crescita di un tennista che, con il giusto lavoro mentale e fisico, potrebbe ancora avere un ruolo di rilievo nel tennis internazionale.