Jasmine riparte da sola a New York: cosa cambia nel doppio azzurro

Jasmine Paolini ha finalmente ritrovato il cemento di Flushing Meadows dopo un periodo di fermo forzato che l'ha costretta lontano dai campi per diverse settimane. Il problema fisico al piede accusato sull'erba di Wimbledon, dove aveva raggiunto i quarti di finale, l'aveva messa ko proprio nel momento di massima forma della stagione. Ora la tennista toscana è tornata in campo agli US Open con l'obiettivo di recuperare il terreno perduto, ma con una strategia ben precisa: concentrare tutte le energie sulla competizione in singolare, rimandando ogni altra considerazione agonistica a momento più opportuno.
Le prime due sfide newyorkesi sono state affrontate con successo dalla campionessa italiana. Paolini ha superato con relativa facilità la slovena Veronika Erjavevc al primo turno, proseguendo poi nel secondo round dove ha regolato l'italiana Lucrezia Stefanini. Due vittorie che segnano effettivamente il ritorno competitivo dopo una pausa che, sebbene necessaria dal punto di vista fisico, aveva comunque interrotto il ritmo agonistico della giocatrice. La scelta di disputare esclusivamente il torneo individuale rappresenta una decisione meditata, dettata dalla necessità di non affaticare ulteriormente un organismo ancora in fase di recupero completo.
La strategia del riposo nel doppio
L'assenza di Paolini dal doppio agli US Open rappresenta un cambiamento tattico rispetto alle sue abitudini. La sua ultima apparizione nella specialità risale al 23 giugno, quando insieme a Sara Errani aveva disputato il torneo WTA di Eastbourne. Quella partnership aveva fruttato il passaggio al primo turno, ma si era arrestata agli ottavi di finale contro la coppia formata da Chong e Tjen, soccombendo in due set. Da allora, mentre Paolini ha navigato il difficile percorso della convalescenza, Errani ha continuato a muoversi attivamente nel circuito del doppio, esplorando diverse combinazioni di gioco e cercando di mantenere il proprio livello competitivo.
La decisione di Paolini di non affiancare alcuna compagna a New York non deve essere letta come un'interruzione permanente della sua attività di doppista, ma piuttosto come una scelta consapevole di una tennista che preferisce operare in massima sicurezza durante la fase cruciale del ritorno in competizione. Sottoporre il piede a uno sforzo doppio, combinando sia la fatica mentale che quella fisica del singolare con la gestione tattica e i movimenti laterali richiesti dal doppio, avrebbe rappresentato un rischio non calcolato.
Errani alla ricerca della giusta alchimia nel doppio
Nel frattempo, Sara Errani ha intrapreso un vero e proprio percorso alla scoperta della compagna ideale per il doppio. Dopo la conclusione della stagione su erba, la romagnola ha deciso di affiancarsi a Nicole Melichar, giocatrice statunitense con cui ha ottenuto risultati incoraggianti. Con Melichar, Errani ha raggiunto i quarti di finale a Washington, fermandosi però nel super tie-break contro Ninomiya e Klepac, e successivamente ha conquistato la finale del prestigioso torneo di Toronto, dove però è stata sconfitta dalla coppia Sinikova/Zhang.
Nonostante il buon andamento con Melichar, Errani ha deciso di cambiare ancora una volta compagna per la fase successive della stagione. Agli US Open, la tennista italiana scenderà in campo insieme all'austriaca Lilli Tagger, giovane promessa del doppio femminile attualmente posizionata al numero 507 della classifica mondiale di specialità. La coppia non è completamente nuova di zecca: le due avevano già giocato insieme al Roland Garros, torneo dal quale però erano state eliminate al secondo turno. La scelta di una giocatrice giovane e in via di sviluppo potrebbe rappresentare un tentativo di trovare quella freschezza e quella fame che a volte caratterizza gli atleti in ascesa.
Il continuo cambio di partner rappresenta un aspetto curioso della stagione di Errani. Prima la partnership con Paolini, poi l'associazione con la statunitense Melichar, successivamente la breve collaborazione con la canadese Lauren Fernandez a Cincinnati (dove è arrivata agli ottavi prima di essere eliminata da Joint e Chan), e infine il ritorno a Tagger. Questa instabilità potrebbe riflettere una situazione in cui nessuna coppia riesce a trovare quella sintonia perfetta che caratterizza i grandi sodalizi del doppio moderno, oppure rappresentare la normale fluida situazione di una giocatrice che cerca continuamente di massimizzare le proprie chance di successo con partner diverse.
Le scelte tattiche di Paolini e Errani evidenziano come il calendario tennistico contemporaneo richieda costanti valutazioni e rivalutazioni delle proprie priorità. Per Paolini, il rientro dal problema fisico costituisce evidentemente la priorità assoluta, mentre per Errani la continuità nel doppio rappresenta l'opportunità di mantenere vivo il proprio gioco e di accumulare punti classifica in una specialità che, diversamente dal singolare, offre meno occasioni di accumulo agonistico durante la stagione.
Agli US Open, quindi, assisteremo all'assenza della coppia Paolini/Errani dal doppio, una partnership che aveva rappresentato un'interessante combinazione di talento italiano nel corso della stagione. Intanto, Paolini affronterà il suo viaggio personale verso il pieno recupero fisico concentrandosi esclusivamente sul singolare, mentre Errani cercherà di trovare il giusto equilibrio con la giovane austriaca Tagger, sperando che il connubio possa rivelarsi più produttivo rispetto ai precedenti esperimenti di coppia.