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Djokovic domina sull'erba londinese: Safiullin battuto, record a 106

2026-07-05 · Tennis Trade
Djokovic scrive ancora storia a Wimbledon: Safiullin cede in quattro set e il serbo raggiunge il traguardo delle 106 vittorie sull'erba londinese

Novak Djokovic continua a scrivere le sue straordinarie pagine nella storia del tennis mondiale, e Wimbledon rimane ancora una volta la vetrina preferita per i suoi capolavori. Sul Centre Court, il serbo ha sconfitto il russo Roman Safiullin con un punteggio di 7-6, 6-3, 3-6, 6-3, conquistando una vittoria che ha il sapore di un'altra pietra miliare aggiunta al suo monumento agonistico. Con questo successo, Djokovic raggiunge la cifra di 106 vittorie sull'erba britannica, superando il precedente record di Roger Federer, fermo a quota 105. Un sorpasso storico che testimonia come, nonostante l'avanzare dell'età e le pressioni derivanti da una carriera lunghissima, il campione di Belgrado continui a dominare con una forza mentale che pochi riescono a comprendere pienamente.

Una battaglia più combattuta del punteggio finale

A una prima lettura della sequenza dei set, potrebbe sembrare una partita dominata con relativa agevolezza da Djokovic. In realtà, il match ha raccontato una storia ben diversa, dove Safiullin ha dimostrato di possedere il talento e la consapevolezza tattica per mettere seriamente in difficoltà uno dei più grandi campioni di tutti i tempi. Nel primo set, il russo si è addirittura portato avanti 5-2 con 40-30 sulla battuta dell'avversario, avendo perfino tre palle break da convertire che avrebbero potuto indirizzare decisamente il parziale dalla sua parte. In quel momento cruciale, il destino della partita ha tremato tra le mani di Safiullin, ma Djokovic ha manifestato quella straordinaria capacità di sollevare il proprio gioco proprio quando la pressione si fa più intensa. Il serbo ha ricucito lo strappo e, dopo aver azionato l'acceleratore soprattutto al servizio, si è imposto al tie-break con il punteggio di 8-6, un esito che avrebbe potuto essere completamente differente pochi minuti prima.

Nel secondo set, Safiullin ha accusato il colpo psicologico della mancata opportunità e la partita è parsa scivolare via con una velocità che ha sorpreso lo stesso avversario. Tuttavia, il russo non è certo uno che si lascia demoralizzare facilmente e, nel terzo parziale, ha trovato il modo di sorprendere ancora una volta il campione serbo. Per ben due occasioni Safiullin è riuscito a strappargli il servizio, portandosi in una posizione vantaggiosa: quando il break gli ha consegnato il 4-2, il pubblico del Centre Court si è reso conto che stava assistendo a una partita viva, dove nulla era scritto definitivamente. Ma Djokovic, una volta di più, ha dimostrato di possedere quel quid che differenzia i campioni dai semplici professionisti bravi. Ha reagito prontamente, recuperando uno dei break subiti nel primo caso e mantenendo la lucidità necessaria per non disperare.

Il ritorno alla supremazia e la marcia verso il 25° Grande Slam

Nel quarto set, Djokovic ha completamente preso il controllo della sfida, imponendo il suo ritmo e la sua precisione. Safiullin, dopo aver dato tutto quello che aveva nel terzo parziale, non ha più trovato le risorse per contrastare efficacemente il serbo, che ha chiuso con il punteggio di 6-3, portando così a casa una vittoria che rappresenta molto più di un semplice passaggio al turno successivo. Con 406 vittorie totali nei tornei del Grande Slam, Djokovic continua a inseguire il suo 25° titolo majore, un traguardo che ormai non appare più utopico nonostante la necessità di vincere ancora quattro incontri su un terreno dove la fortuna del sorteggio e le variabili legate al fisico assumono un peso sempre maggiore.

La strada verso i quarti di finale non era segnata da particolari rischi sulla carta, ma il match contro Safiullin ha messo in luce come i giovani talenti del circuito stiano sempre più affilando le proprie armi tattiche e tecniche. Il russo, che ha mosso i primi passi nel tennis professionistico con qualche risultato di rilievo, ha mostrato di avere le credenziali per competere al massimo livello: il suo servizio è stato un'arma talvolta devastante, la capacità di variare i ritmi ha sorpreso Djokovic in più circostanze, e la fermezza mentale nel terzo set ha testimoniato una personalità non comune per chi ancora non ha vinto un torneo ATP di rilievo.

Per Djokovic, tuttavia, il discorso rimane singolare. Nonostante le incertezze fisiche che hanno accompagnato la sua stagione, nonostante l'assenza dalla competizione per lunghi periodi, il serbo continua a dimostrare che quando arriva nei momenti cruciali dell'anno, quando il palcoscenico è quello dei grandi tornei, la sua fame di vittorie non si è minimamente affievolita. Wimbledon rimane il suo orto particolare, il luogo dove ha scritto alcuni dei capitoli più gloriosi della sua carriera, e dove la tradizione, l'erba veloce e la storia del torneo sembrano giocare a suo favore.

Il superamento del record di Federer a Wimbledon in particolare è un gesto che racchiude tutto il significato della rivalità che ha caratterizzato il tennis mondiale negli ultimi due decenni. Federer, lo svizzero che sembrava destinato a regnare per sempre su questi campi, ha lasciato il testimone a un giocatore che ha saputo elevare ulteriormente gli standard della competitività. Sebbene i due non abbiano sempre avuto il rapporto più caldo fuori dal campo, dentro al terreno di gioco hanno fornito al pubblico lezioni indimenticabili di tennis, e questo sorpasso rappresenta un passaggio del testimone storico che non deve sfuggire di importanza.

Guardando avanti, Djokovic avrà ora la possibilità di approfittare di un tabellone che per lui ancora non presenta particolari insidie imminenti. I quarti di finale rappresentano il primo vero test della sua corsa al 25° Grande Slam, ed è a quel punto che capiremo se la spinta che lo ha portato a superare Federer sarà sufficiente per andare oltre, o se la stanchezza accumulata nel corso degli anni e delle innumerevoli battaglie inizierà a farsi più pesante. Quello che è certo è che Djokovic, ancora una volta, ha dato un'altra lezione di tennis e di carattere al resto del mondo professionistico.

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