Djokovic stacca Federer e approda ai quarti di All England

Una pietra miliare importante nella già straordinaria carriera di Novak Djokovic è stata raggiunta a Wimbledon. Nel corso della sfida valida per gli ottavi di finale, il campione serbo ha conquistato la sua centesima sesta vittoria sull'erba londinese, staccando definitivamente Roger Federer nella speciale classifica dei giocatori con più successi nella storia del torneo. Si tratta di un traguardo significativo che testimonia la longevità e la continuità di rendimento del campione balcanico, anche se resta ancora lontana dal primato assoluto detenuto dalla leggendaria Martina Navratilova, ferma a quota 120 vittorie.
La partita che ha permesso a Djokovic di scrivere questa pagina di storia è stata quella contro il russo Roman Safiullin, numero 132 del ranking mondiale. Il match si è concluso con il punteggio di 7-6 6-3 3-6 6-3, con una durata complessiva di due ore e dieci minuti. Una vittoria che rappresenta il passaggio obbligato verso i quarti di finale di Wimbledon, mantenendo vive le speranze di Djokovic di conquistare quello che potrebbe rivelarsi un ulteriore titolo Slam nella sua collezione già straordinaria.
Un primo set combattutissimo deciso al tie-break
L'incontro ha avuto inizio con un certo equilibrio, con entrambi i giocatori che hanno faticato a trovare un break decisivo nei momenti cruciali. Nel gioco di apertura il serbo è riuscito a strappare subito il servizio al russo, ma la reazione di Safiullin è stata immediata con un controbreak nel gioco seguente che ha rimesso in parità la situazione. La partita è proseguita quindi con scambi di battute molto accesi, dove la qualità del tennis non è stata sempre al massimo, soprattutto da parte di Djokovic che ha commesso una serie di errori di dritto particolarmente clamorosi.
Nel sesto game della partita, il russo ha trovato l'occasione giusta per colpire il colpo decisivo, portandosi in avanti di 40-0 grazie a una serie di errori diretti di Djokovic. Safiullin ha sfruttato il momento e ha ottenuto il break a zero, guadagnando il 5-2 nel punteggio complessivo del set. Sembrava che il momentum fosse completamente dalla parte del tennista moscovita, ma è proprio in questi frangenti che emerge la qualità mentale e la capacità di reazione di un campione come Djokovic. Il serbo ha iniziato una rimonta caratteristica, annullando prima due set point nel successivo gioco di Safiullin, quindi procurandosi due opportunità di controbreak e convertendo subito la prima di queste.
L'equilibrio ritrovato ha portato inevitabilmente al tie-break nel dodicesimo game. Djokovic ha iniziato bene, allungando fino al 6-4 e poi ancora al 6-3, sembra avesse preso il controllo. Tuttavia Safiullin ha dimostrato carattere e è riuscito a rimontare, pareggiando il conto sul 6-6. Nel momento decisivo, però, il russo ha commesso un errore grave nel tredicesimo punto del tie-break, permettendo a Djokovic di chiudere 8-6 e conquistare il primo set.
Reazione decisa e contropartita nel terzo set
Costruito il vantaggio psicologico portato dal successo nel primo set dopo un tie-break combattuto, Djokovic ha accelerato il ritmo negli ultimi tre set. Il secondo è stato vinto 6-3 con una performance molto più solida e decisa del serbo, che ha trovato finalmente il giusto equilibrio tra aggressività e controllo. Safiullin, pur giocando una partita complessivamente discreta dal punto di vista della qualità tecnica, non è riuscito a ripetere i momenti positivi del primo set e ha subito il dominio di Djokovic.
Il terzo set ha rappresentato una piccola sorpresa nella progressione della partita. Contrariamente alle attese, il russo ha risollevato la testa e ha conquistato il set 6-3, mettendo in difficoltà il campione serbo e allungando così la partita a quattro set. È uno scenario che capita spesso nel tennis moderno: il giocatore che è in svantaggio tenta una sorta di reazione d'orgoglio per evitare la sconfitta netta. Nel caso di Safiullin, questo episodio ha rappresentato un'occasione per dimostrare che poteva ancora competere a buoni livelli, anche se la differenza di qualità complessiva era comunque evidente.
Nel quarto set conclusivo, Djokovic ha rapidamente riportato in campo il controllo della situazione, chiudendo con un più chiaro 6-3 e assicurandosi così l'accesso ai quarti di finale. I dati statistici della partita raccontano una storia interessante: il serbo ha messo a segno 10 ace contro gli 8 di Safiullin, ha vinto il 69% dei punti quando serviva il primo servizio rispetto al 67% del russo, e ha prodotto 43 vincenti contro i 45 dell'avversario. Dove Djokovic ha pagato maggiormente è stato negli errori non forzati, 37 contro 34, suggerendo che il serbo non è stato sempre nel pieno controllo dei movimenti nel corso della partita.
Nel prossimo turno dei quarti di finale, Djokovic affronterà il vincente della sfida tra il canadese Felix Auger-Aliassime e lo spagnolo Alejandro Davidovich Fokina. Entrambi gli avversari potenziali rappresentano sfide interessanti ma non impossibili per un giocatore della levatura del serbo, specialmente considerando che Djokovic è ancora in grado di giocare il suo migliore tennis negli stadi più importanti della stagione, nonostante l'avanzare dell'età e la competizione sempre più agguerrita nel circuito professionistico. Con questo trionfo e il nuovo record di vittorie a Wimbledon, Djokovic continua a scrivere la sua leggenda nel tennis mondiale.