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Infortunio muscolare ferma De Minaur: rischi per Shanghai

2026-10-06 · Tennis Trade
De Minaur costretto a ritirarsi da Pechino: il problema muscolare che spaventa l'australiano prima di Shanghai

Una conclusione amara per quella che avrebbe potuto essere una settimana memorabile nel tennis asiatico di Alex de Minaur. Il tennista australiano, reduce da una straordinaria corsa verso la finale del Masters 1000 di Pechino, è stato costretto ad abbandonare la sfida contro Novak Djokovic quando ancora il primo set era in corso. Un epilogo deludente che getta un'ombra di preoccupazione sulle prossime settimane della stagione, proprio nel momento in cui il giocatore di Sydney sembrava aver trovato un ritmo di gioco particolarmente convincente.

Il momento del problema: quando tutto è cambiato in campo

Secondo il racconto dello stesso de Minaur in conferenza stampa, il disagio fisico non era presente prima dell'incontro. L'australiano si presentava al match contro il campione serbo con una sensazione di benessere generale, una condizione ottimale dal punto di vista psicofisico. Tuttavia, durante lo svolgimento del primo set, attorno alla fase centrale della partita, qualcosa ha iniziato a non funzionare come dovrebbe. De Minaur ha percepito una sensazione anomala a livello dell'adduttore, quella muscolatura cruciale che stabilizza il movimento laterale e la spinta nelle gambe.

"Non sapevo di cosa si trattasse nel momento esatto", ha spiegato il giocatore con la franchezza che lo contraddistingue. "Il problema è iniziato gradualmente a peggiorare nel corso del set. Inizialmente era una sensazione di disagio, poi il fastidio è aumentato fino a rendere insostenibile la prosecuzione della gara". Una progressione sintomatica che non lasciava spazi a interpretazioni ottimiste: continuare a giocare avrebbe potuto trasformare un infortunio acuto in una lesione muscolare vera e propria, con tempi di recupero significativamente superiori.

Esami medici rinviati e incertezza per i prossimi impegni

De Minaur non ha fornito una diagnosi definiva durante la conferenza stampa, giustamente prudente nel non ipotizzare conclusioni mediche senza un'adeguata valutazione specialistica. Il giocatore ha invece annunciato che si sottoporà a ulteriori indagini mediche a Shanghai, dove la prossima tappa del circuito lo attenderà nei prossimi giorni. La decisione se scendere in campo al Masters 1000 cinese dipenderà direttamente dall'esito di questi esami e dalla valutazione clinica dello staff medico che lo segue.

È una situazione che crea inevitabilmente incertezza, sia per il giocatore che per gli organizzatori e gli appassionati. Shanghai rappresenta uno dei tornei più importanti della stagione, e l'assenza di un top-20 come de Minaur avrebbe delle implicazioni significative sui tabelloni. Tuttavia, la gestione conservativa è la scelta corretta: rischiare su un adduttore affaticato in uno dei tornei più esigenti dal punto di vista fisico potrebbe compromettere il resto della stagione.

L'australiano ha anche sottolineato il timing cruciale di questa situazione: proprio quando il suo gioco aveva raggiunto un livello elevato di solidità, proprio quando la fiducia era ai massimi storici, arriva questo contraccolpo. È una delle ingiustizie del tennis professionistico, dove il corpo deve sopportare sforzi extraordinari su superfici diverse, con calendari congestionati e pochi giorni per il recupero effettivo.

Il bilancio positivo nonostante il finale deludente

Ciò che colpisce, ascoltando le parole di de Minaur in conferenza stampa, è la capacità di mantenere una prospettiva equilibrata nonostante l'amarezza del momento. Al di là di come è terminata questa settimana, il giocatore riconosce che ha espresso un tennis di qualità superiore, con pattern tattici efficienti e una solidità tecnica che non sempre riesce a mettere in mostra in altri contesti. "A parte il finale, è stato tutto positivo", ha dichiarato, e non si tratta di una semplice frase di circostanza.

Guardando al percorso di de Minaur a Pechino, è effettivamente visibile una progressione importante. Ha dovuto superare avversari impegnativi, mantenere concentrazione attraverso i vari turni, e ha dimostrato di possedere quella resilienza mentale che distingue i giocatori destinati a competere stabilmente ai massimi livelli. Il fatto che sia riuscito a raggiungere una finale Masters 1000, uno dei traguardi più difficili da conseguire nel calendario annuale, parla da solo circa la qualità del lavoro svolto nel corso della settimana.

L'australiano ha inoltre sottolineato come questa esperienza asiatica iniziale gli abbia trasmesso fiducia preziosa per il proseguo della stagione. In una regione dove storicamente ha faticato a incidere significativamente, riuscire a raggiungere una finale rappresenta un salto qualitativo importante. "Mi sentivo benissimo in campo. Questa prima settimana in Asia mi ha dato molta fiducia", ha ribadito, riconoscendo quanto il contesto asiatico, con le sue peculiarità di condizioni climatiche e stile di gioco predominante, rappresenti un banco di prova importante per qualsiasi tennista che voglia competere globalmente.

Ora tutto dipenderà da come il suo corpo risponderà nei prossimi giorni, da cosa riveleranno gli esami medici a Shanghai, e da come de Minaur e il suo team decideranno di gestire questa fase delicata della stagione. Un'ombra incertezza si è calata su una settimana che avrebbe potuto essere celebrativa, ma il tennista australiano, con il suo atteggiamento maturo e consapevole, continua a guardare avanti con un realismo che caratterizza i professionisti navigati.

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