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Cornet critica il rinnovato formato del mixed doubles a New York

2026-08-25 · Tennis Trade
Cornet attacca duramente il nuovo doppio misto degli US Open: «Una trasformazione che tradisce lo spirito dello sport»

Mentre a New York si accendono i riflettori sul doppio misto degli US Open, risuona ancora forte la voce di protesta di Alizé Cornet, la veterana del tennis francese che ha scelto di esprimere pubblicamente il suo disappunto verso le scelte strategiche dell'evento più celebrato del tennis americano. La questione che anima il dibattito non è puramente tecnica, bensì tocca il cuore stesso di un'etica sportiva sempre più messa in discussione negli ultimi anni: il rapporto tra competizione autentica e commercialismo.

Una rivoluzione discutibile: il nuovo format del doppio misto

A partire dallo scorso anno, gli organizzatori degli US Open hanno deciso di stravolgerà completamente la struttura del doppio misto, trasformando una competizione che per decenni aveva mantenuto caratteri ben definiti in una manifestazione ibrida dove i campioni del singolare vengono catapultati in una dimensione diversa dalla loro specialità. Il nuovo format, concentrato su due sole giornate di gioco, rappresenta una compressione temporale e uno stravolgimento dell'equilibrio competitivo che aveva caratterizzato questa disciplina. Le conseguenze più immediate e dolorose si sono abbattute sugli specialisti del doppio, quegli atleti che hanno dedicato l'intera carriera al perfezionamento di una disciplina considerata da molti meno affascinante del singolare ma egualmente impegnativa dal punto di vista tecnico e tattico.

La riduzione drastica degli spazi per questi professionisti ha rappresentato un colpo significativo alle loro possibilità di guadagno e visibilità mediatica. Solo successivamente, dalle edizioni a partire dal 2026, gli organizzatori hanno deciso di offrire una consolazione: un mini-torneo di qualificazione che assegna appena due posti nel tabellone principale, una soluzione che appare più come una terapia del dolore che come una vera restituzione di dignità competitiva.

Le accuse di Cornet: quando il commercio eclissa lo sport

È in questo contesto che Alizé Cornet, intervenendo ai microfoni di Eurosport, ha deciso di non stare in silenzio. La leggenda del tennis transalpino, che ha accumulato decenni di esperienza nel circuito professionistico, ha formulato critiche molto dirette contro le scelte della dirigenza degli US Open. «Non si deve per forza mescolare tutto», ha affermato Cornet con il tono di chi conosce intimamente le dinamiche del tennis professionistico. «Perché non organizzano semplicemente un'esibizione? Non è giusto, vogliono solo fare soldi», ha aggiunto, tracciando una linea netta tra la ricerca legittima di profitti e lo stravolgimento dei principi competitivi.

Le parole di Cornet non rappresentano una critica astratta o moralisante, ma emergono da una consapevolezza concreta delle difficoltà che gli specialisti del doppio affrontano quotidianamente. «Per le coppie di doppio è il loro sostentamento per tutto l'anno, lavorano duramente per ottenere risultati», ha sottolineato l'ex tennista, evidenziando come questa categoria di atleti dipenda completamente da tornei e competizioni specifiche per garantirsi una vita dignitosa. Non si tratta di una questione di capriccio, ma di sopravvivenza economica in un'industria sempre più polarizzata attorno alle superstar del singolare.

La logica commerciale sottesa alle decisioni della direzione degli US Open appare cristallina: trasformare il doppio misto in uno spettacolo dove vedono competere i nomi più altisonanti del tennis mondiale, i campioni che attirano audience televisiva e affollano gli spalti, garantisce un ritorno economico incomparabilmente superiore rispetto a un torneo affidato ai soli specialisti. È una strategia di marketing che antepone l'appeal mediatico all'equità competitiva, sacrificando la purezza del format sull'altare del profitto.

Le ripercussioni sulla comunità degli specialisti

L'impatto di questa trasformazione non deve essere sottovalutato nel quadro più ampio dell'ecosistema tennistico. Gli specialisti del doppio rappresentano una categoria già fragile, con minori sponsorizzazioni e una visibilità televisiva complessivamente inferiore rispetto ai giocatori di singolare. La decisione di escluderli massicciamente dal torneo di doppio misto a Flushing Meadows rappresenta un ulteriore restringimento dello spazio disponibile per questi atleti. Anche considerando la soluzione del mini-torneo di qualificazione per il 2026, i due posti assegnati appare un'offerta insufficiente a compensare la perdita di opportunità. Si tratta di una ridefinizione dei priorità che lascia trasparire chiaramente quale sia il ruolo che le istituzioni tennistiche intendono assegnare ai doppiisti nel panorama contemporaneo dello sport.

La critica formulata da Cornet non emerge dal vuoto, ma rappresenta l'echo di un malcontento crescente all'interno della comunità tennistica riguardo alla tendenza a uniformare i formati secondo logiche prettamente commerciali. Il doppio, sia misto che non, è stato per decenni una componente essenziale della tradizione dei Grand Slam, con regole e strutture che riconoscevano il valore intrinseco di questa specialità. Modificare radicalmente questi equilibri sulla base di calcoli di profittabilità rappresenta un precedente preoccupante per il futuro dello sport.

Ciò che emerge dalla posizione assunta da Alizé Cornet è una domanda fondamentale che il tennis professionistico continua a rimandare: fino a che punto è legittimo sacrificare l'integrità competitiva sull'altare della redditività commerciale? Questa domanda non possiede una risposta semplice, ma continua a risuonare con intensità crescente mentre il tennis contemporaneo naviga tra la necessità di mantenersi economicamente sostenibile e il desiderio di preservare i valori di meritocrazie e equità che hanno sempre caratterizzato lo sport.

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