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Volandri in bilico: quale azzurro escludere da Bologna?

2026-09-29 · Tennis Trade
Il dilemma di Volandri per Bologna: tre azzurri in lotta per due maglie, tra ranking e merito storico

A Bologna, dal 24 al 29 novembre, l'Italia avrà l'onore di ospitare le Finali di Coppa Davis. Una responsabilità che porta con sé anche l'opportunità di competere in casa, di fronte al proprio pubblico, per conquistare un titolo che rappresenta il massimo della gloria collettiva nel tennis mondiale. Ma prima di pensare ai match, il capitano Filippo Volandri dovrà affrontare una scelta tutt'altro che semplice: quella relativa ai nomi che vestiranno la maglia azzurra. Entro lunedì 26 ottobre, le pre-convocazioni dovranno essere comunicate. Una deadline che costringerà il selezionatore a decidere, probabilmente, se potrà contare su Jannik Sinner, l'assoluto protagonista della stagione italiana e mondiale. Da quella risposta, dipenderà l'intera strategia.

La struttura della squadra, almeno nei punti fermi, inizia a delinearsi con chiarezza. Flavio Cobolli è considerato ormai un titolare intoccabile, una certezza su cui Volandri costruisce la propria squadra indipendentemente da altre considerazioni. Nel doppio, poi, Simone Bolelli e Andrea Vavassori rappresentano una coppia consolidata e affidabile, quella che potrebbe essere decisiva qualora le sfide individuali andassero a parità e fosse necessario il match conclusivo. Ciò significa che, dei cinque slot disponibili per i singolari, uno è già assegnato a Cobolli, lasciando di fatto tre posizioni di contesa tra i vari candidati. Un numero che, però, cambia radicalmente a seconda che Sinner sia disponibile o meno.

Se il campione di Jannik fosse arruolabile – scenario tutt'altro che scontato, dato che dipenderà dai tempi di recupero e dalle priorità nel calendario autunnale – allora resterebbero due soli posti per una battaglia tra Lorenzo Musetti, Luciano Darderi e Matteo Berrettini. Se invece il tennista altoatesino non dovesse essere della partita, gli slot a disposizione sarebbero tre, probabilmente sufficiente da contenere le ambizioni di tutti e tre i candidati, anche se comunque non mancherebbero le difficoltà interpretative delle scelte.

Musetti, Darderi e Berrettini: tre percorsi, tre diverse istanze

La situazione si complica quando si cominciano a analizzare nel dettaglio le ragioni per cui ciascuno potrebbe meritare la convocazione. Lorenzo Musetti ha attraversato una stagione caratterizzata da alti e bassi, con momenti di grande tennis alternati a periodi di evidente sofferenza. Non è stata un'annata scintillante dal punto di vista dei grandi risultati, eppure la sua presenza nella lista rimane una questione di rilevanza collettiva. Matteo Berrettini, dal canto suo, non ha raggiunto quel picco prestazionale che molti osservatori si aspettavano da lui in questa fase dell'anno. Eppure, esattamente come nel torneo dello scorso anno, ha dimostrato di possedere una marcia supplementare quando si gioca per la maglia nazionale. Il fattore psicologico, la motivazione extra che la Coppa Davis genera, potrebbe essere il grande equalizzatore per il romano.

Luciano Darderi, invece, rappresenta un caso diverso e forse più delicato dal punto di vista psicologico. Il giovane tennista veneto ha già meritato, quantomeno sulla carta, una chiamata in azzurro nelle occasioni precedenti. Non è una questione di ranking attuale o di performance strettamente cronologiche, ma di un riconoscimento di valore che si protrae da tempo. Il fatto che non sia ancora stato inserito in una squadra di Coppa Davis è percepito da molti come un'ingiustizia, un debito che il movimento italiano ha nei suoi confronti. Volandri avrà il dovere di considerare questa dimensione emotiva e meritocratica, non soltanto i freddi numeri della classifica mondiale.

Il ranking, naturalmente, rimane un parametro oggettivo su cui basarsi. Berrettini, a differenza dei periodi più floridi della sua carriera, non occupa più le prime posizioni dell'elite mondiale e questo, indubitabilmente, peserà nella valutazione. Ma la Coppa Davis non è una competizione ordinaria: è un evento in cui la storia, la tradizione e la capacità di giocare per qualcosa di più grande assumono un peso specifico non riscontrabile in altri contesti. Volandri deve bilanciare questa consapevolezza con la necessità di selezionare i giocatori con le migliori carte in tavola per ottenere risultati concreti.

L'incognita Sinner e le conseguenze per il resto della squadra

Il vero elemento di incertezza che domina il tavolo su cui il capitano sta costruendo la sua composizione rimane Sinner. La sua disponibilità non è scontata e il calendario internazionale non aspetta nessuno. Se il numero uno italiano fosse dei convocati, l'Italia avrebbe immediatamente una coppia formidabile nel singolare maschile, col che i problemi di scelta si limiterebbero sostanzialmente a scegliere uno tra Musetti, Darderi e Berrettini per il terzo slot. Scenario che semplificherebbe almeno apparentemente le cose, anche se comporterebbe comunque di escludere due giocatori che legittimamente aspirano alla maglia. Diversamente, se Sinner non fosse disponibile, Volandri avrebbe maggior flessibilità ma anche maggior responsabilità nel selezionare tre giocatori su tre candidati, sapendo che almeno uno resterà fuori e avrà ragione di lamentarsi.

Il fatto che la competizione si disputi a casa aggiunge ulteriore pressione su tutte le scelte. Giocare a Bologna significa poter contare su un supporto straordinario da parte del pubblico italiano, ma anche sapere che ogni esclusione sarà più visibile, più discussa, più suscettibile di critiche. Volandri avrà bisogno di una lucidità particolare e di una comunicazione interna ben strutturata per spiegare ai giocatori esclusi i motivi razionali delle sue decisioni. Non sarà compito leggero, perché nel tennis professionistico la delusione è sempre acuta e l'orgoglio ferito si cura difficilmente.

Dunque, lunedì 26 ottobre rappresenta un appuntamento cruciale non soltanto per i cinque giorni di competizione che seguiranno a fine novembre, ma per l'intero racconto della Coppa Davis italiana. Volandri dovrà conjugare presente e passato, ranking e merito accumulato, disponibilità di Sinner e alternatives solide. La sua decisione non sarà mai perfetta, ma se sarà consapevole e motivata, avrà ottenuto l'unica cosa che conta davvero: una squadra pronta a competere al massimo livello per il tricolore.

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