Eliminazione nel doppio azzurro: l'Italia cede a Washington

Il torneo ATP di Washington ha riservato una delle sorprese più clamorose della stagione sul fronte del doppio italiano. La spedizione azzurra, che arrivava nella capitale americana con grandi ambizioni, ha subito un'eliminazione doppia nei quarti di finale che difficilmente sarà dimenticata dai tifosi del nostro tennis. Non è stata una giornata ordinaria di sconfitte, bensì l'occasione mancata di due coppie che sulla carta dominavano i rispettivi raggruppamenti e che si sono ritrovate a fare i conti con un tennis combattivo e spregiudicato degli avversari.
Il colpo di scena: Bolelli e Vavassori fermati dai debuttanti
La notizia più eclatante della giornata riguarda senza dubbio la sconfitta di Simone Bolelli e Andrea Vavassori, la coppia che giungeva a Washington da campioni in carica e che rappresentava il massimo favorito del tabellone. I due azzurri, specialisti riconosciuti del doppio e protagonisti di una stagione già di livello, si sono arresi ai quarti contro la coppia formata da Mariano Behar e Rohan Chandrasekar, giocatori che militano fuori dalla Top 100 mondiale e che partivano con il ruolo di assoluti outsider. Il risultato finale di 6-4, 5-7, 11-9 racconta una partita tirata, dove l'opportunità di vittoria era presente e addirittura tangibile per i nostri portacolori.
Ciò che rende ancora più dolorosa questa eliminazione è il dettaglio cruciale del match point sciupato da Bolelli e Vavassori nel corso del tiebreak del terzo set. Quando il momento della verità è arrivato, al servizio degli avversari, il duo italiano non è stato capace di capitalizzare l'occasione d'oro per chiudere il discorso e avanzare tra le semifinali. Invece, sono stati Behar e Chandrasekar a trovare le risorse mentali e tecniche necessarie per annullare la palla del match point e proseguire, trascinando la contesa fino all'11-9 conclusivo che ha deciso il verdetto. È uno di quei risultati che nella memoria rimane come un'opportunità persa, un momento che avrebbe potuto cambiare il corso di un intero torneo.
Anche Errani non riesce a sfondare: Klepac e Ninomiya riescono nell'impresa
Se la caduta di Bolelli-Vavassori era già sorprendente, la giornata si è dimostrata ancora più nera per il doppio femminile con l'eliminazione anche di Sara Errani. La stella del tennis italiano ha disputato il torneo con una coppia insolita, affiancandosi a Nicole Melichar Martinez degli Stati Uniti, in una soluzione di compromesso dovuta all'infortunio dell'originaria partner Jasmine Paolini. Malgrado questo cambio tattico e il palese favore del pronostico, Errani e Melichar Martinez sono incappate in una sconfitta che francamente pochi avevano previsto, cedendo il passo alla coppia composta da Katarzyna Klepac e Makoto Ninomiya con un netto 1-6, 7-6, 12-10.
La dinamica di questa partita evidenzia un aspetto particolare della competizione tennistica del doppio: anche quando il talento individuale e il curriculum della coppia favorita sono indiscutibili, nel gioco a due entrano in gioco variabili diverse rispetto al singolare. Errani, una giocatrice che ha vinto numerosi titoli in doppio nel corso della sua carriera, e Melichar Martinez, tennista di assoluto valore internazionale, sono scese in campo come grandi favorite. Tuttavia, Klepac e Ninomiya hanno saputo trovare una straordinaria coesione tattica, sfruttando anche la perdita di ritmo della coppia italiana dopo il primo set ampiamente perso per 1-6.
L'impatto della assenza di Paolini si è probabilmente fatto sentire, dal momento che Errani non ha potuto contare sulla complicità e sulla chimica che aveva sviluppato con la sua compagna ufficiale. Nel doppio, tali fattori si rivelano spesso decisivi. La risalita di Melichar Martinez nel secondo set ha portato al tiebreak, dove Klepac e Ninomiya hanno nuovamente dimostrato solidità mentale, prevalendo nel super tiebreak conclusivo per 12-10 e strappando il passaggio alle semifinali.
Un'analisi dei dati: quando la carta d'identità non basta
Quello che accade a Washington merita una riflessione più profonda sulla natura del doppio contemporaneo. In un'epoca dove il torneo è diventato meno centrale nella carriera dei singolaristi, il doppio di alto livello rimane comunque una competizione dove il talento puro non è sufficiente. Behar, Chandrasekar, Klepac e Ninomiya hanno giocato una giornata pressoché perfetta dal punto di vista della concentrazione e dell'esecuzione tattica. Hanno creduto nella possibilità di compiere imprese, hanno mantenuto il servizio nei momenti cruciali, hanno approfittato dei cali di tensione della coppia favorita.
Per l'Italia, il bilancio di Washington rimane comunque positivo considerando la stagione generale, ma questi risultati riflettono un aspetto della competizione internazionale che non può essere sottovalutato: la crescente competitività del doppio mondiale. Le coppie che un tempo avevano margini di superiorità netti rispetto ai ranghi minori ora trovano avversari sempre più preparati e combattivi. La speranza è che Bolelli e Vavassori, da campioni in carica, trovino riscatto nei prossimi tornei stagionali, così come Errani potrà contare sul ritorno di Paolini per ristabilire quella sinergia che è stata provvisoriamente interrotta.