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Infortuni azzurri: il presidente invita alla pazienza sul fronte salute

2026-10-17 · Tennis Trade
Binaghi traccia il bilancio dell'anno: gli infortuni frenano l'Italia, la speranza riposa sul recupero fisico

Una stagione che era partita con il sole splendente sulle spalle dell'Italia tennistica si è trasformata gradualmente in una marcia contrastata, dove gli infortuni hanno giocato il ruolo di antagonisti principali. Dopo il trionfo di Jannik Sinner a Wimbledon e la corsa di Flavio Cobolli fino alla finale del Roland Garros, i mesi estivi e autunnali hanno portato con sé un carico di problematiche fisiche che ha costretto il movimento azzurro a ripiegare su se stesso. Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis, ha scelto di fare il punto della situazione proprio in questi giorni cruciali, quando novembre si prepara a offrire due appuntamenti fondamentali: le ATP Finals a Torino e i Mondiali di Coppa Davis a Bologna.

Una seconda metà di stagione segnata dalle assenze forzate

Nel corso di una conferenza presso il Tennis Club Terranova di Olbia, durante il Challenger locale, Binaghi ha tracciato un quadro della situazione che non nasconde le difficoltà riscontrate negli ultimi due mesi. Il vertice della Federtennis ha sottolineato come la categoria dei nostri migliori giocatori sia stata colpita da una vera e propria ondata di problematiche muscolo-scheletriche. Sinner, il numero uno mondiale, è rimasto assente dalle competizioni da oltre due mesi, precisamente dal 12 agosto, a causa di un persistente problema al ginocchio che ha condizionato la sua capacità di competere ai massimi livelli. Ma il numero uno non è stato l'unico: Paolini, Cocciaretto e Musetti hanno tutti dovuto fare i conti con limitazioni fisiche che ne hanno compromesso le prestazioni.

Questa situazione ha prodotto un effetto domino all'interno dell'intero settore. Quando i grandi interpreti della racchetta italiana sono bloccati da problemi di salute, il movimento tutto ne risente, perdendo quella capacità di brillare che aveva caratterizzato la prima parte dell'annata. Il contrasto tra i titoli e le finali di giugno-luglio e il silenzio relativo degli ultimi sessanta giorni è evidente e difficile da negare. Le aspettative che si erano create dopo Wimbledon e Parigi hanno dovuto confrontarsi con la realtà biologica del corpo degli atleti, richiamando all'ordine chi pensava che il dominio italiano potesse proseguire senza ostacoli.

Le prossime sfide: dall'Arena di Torino al Mondiale bolognese

Nonostante le difficoltà affrontate, l'Italia si presenta ai prossimi impegni con responsabilità importanti. Le ATP Finals di Torino, in programma dal 15 al 22 novembre sulla superficie veloce della Inalpi Arena, rappresentano un'occasione fondamentale per misurare lo stato di forma dei nostri rappresentanti. Cobolli, in particolare, viene indicato da Binaghi come un giocatore dal quale ci si aspetta un recupero di brillantezza prima di questi appuntamenti conclusivi della stagione. La sua partecipazione al torneo dei maestri non è ancora sicura dal punto di vista matematico della classifica, ma il lavoro per rientrare in condizione ottimale costituisce una priorità dichiarata.

Poco dopo, dall'11 al 29 novembre, Bologna ospiterà le Finals della Coppa Davis sul cemento del capoluogo emiliano. L'Italia si presenta come detentrice del trofeo, avendo vinto l'Insalatiera nelle ultime tre edizioni consecutive. Difendere questo titolo rappresenterebbe un risultato straordinario, quasi surreale secondo le stesse parole del presidente Binaghi. La squadra guidata dal capitano Filippo Volandri dovrà affrontare un'impresa complessa: recuperare i propri migliori elementi, ricucire le piccole crepe create dagli infortuni e presentarsi competitiva nel contesto di una competizione dove le nazioni di ogni continente portano le proprie eccellenze. La missione è ardua, e chiunque conosce il tennis internazionale sa quanta strada debba essere percorsa per ottenere un risultato simile.

Lo sguardo verso il futuro: la ricarica fisica come priorità

Il messaggio di Binaghi ai microfoni di Olbianova suona come un'ammissione di realtà coniugata con una speranza costruttiva. Il presidente ha evidenziato come la conclusione della stagione 2024, che avverrà con la fine di novembre, apra la strada a un periodo di recupero fisico e mentale per tutti i giocatori azzurri. Questo lasso di tempo rappresenta un'opportunità preziosa per rigenerare i corpi, affrontare le terapie necessarie e tornare sulla scena nel 2025 in migliore stato di salute. Sinner in primis avrà modo di concentrarsi sul completo recupero dal problema al ginocchio, affrontando il problema con la cura e l'attenzione che merita un'articolazione così critica per un tennista.

L'auspicio formulato da Binaghi, per quanto semplice possa sembrare sulla carta, racchiude in realtà la speranza di tutti coloro che credono nel progetto di rinascita del tennis italiano. Avere giocatori sani, motivati e preparati rappresenta il presupposto essenziale per continuare a competere alle massime altezze. La domanda sulle possibilità di conquistare una quarta Coppa Davis consecutiva, affrontata dal presidente con una certa cautela e quasi con una punta di auto-ironia, mette in luce come il movimento italiano sia consapevole della difficoltà dell'impresa, pur senza rinunciare a credervi. In uno sport dove gli infortuni possono ribaltare gli equilibri dalla sera alla mattina, la salute rappresenta il vero tesoro su cui contare, ancor più che sulla tecnica o sul talento puro.

Il tennista azzurro che guarderà al 2025 avrà davanti l'occasione per rinascere, ripartendo da fondamenta più solide. Sinner, Cobolli, Paolini e gli altri dovranno sfruttare le settimane di pausa post-stagionale per ricaricarsi completamente, fisicamente e psicologicamente. Solo così potranno tornare in campo con quella determinazione e quell'energia che hanno caratterizzato i loro momenti migliori. Novembre sarà il punto finale di una storia complicata; dicembre e gennaio, invece, il momento per scriverne una nuova, più promettente e carica di prospettive.

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