Tre trionfhi azzurri contro la Cina: l'evoluzione della rivalità in Fed Cup

Quando Italia e Cina si affronteranno giovedì a Shenzhen nella Billie Jean King Cup, non sarà un incontro senza storia. Tre volte le due nazioni si sono già incrociate nel palcoscenico della più prestigiosa competizione tennistica internazionale per squadre femminili, e in ogni occasione il racconto della sfida ha portato con sé il segno dei tempi, le protagoniste del momento e le ambizioni diverse che caratterizzavano il tennis dei rispettivi paesi. Ripercorrere questi precedenti significa fare un viaggio nel tempo attraverso l'evoluzione del tennis mondiale, dai primi anni Ottanta fino agli anni Duemila, quando il quadro geopolitico dello sport subì trasformazioni radicali.
La prima sfida a Tokyo nel 1981: quando il format era ancora sperimentale
Il primo capitolo di questa storia risale al novembre 1981, quando la competizione si disputò a Tokyo con una formula oggi quasi dimenticata. Dalla nona all'undici novembre, un unico tabellone ospitò sia il main draw che il consolation bracket, creando una situazione particolare in cui sia l'Italia che la Cina vennero eliminate dal torneo principale già al secondo turno. Tuttavia, il loro percorso non terminò lì: entrambe le squadre si ritrovarono nel tabellone di consolazione, dove si incontrarono nei quarti. L'Italia prevalse in maniera convincente, mostrando una solidità che caratterizzava le azzurre di quel periodo. Sabina Simmonds aprì le danze del singolare battendo Li-Qiao Yu con il perentorio punteggio di 6-1 6-3, dimostrando una superiorità netta nel gioco. Successivamente Barbara Rossi si impose su Ping Wang, classificata come Ping Sr Wang nelle cronache ufficiali, con un match più combattuto che richiedette tre set: 6-7 6-0 6-2. A chiudere la pratica fu il doppio formato da Patrizia Murgo e dalla stessa Simmonds, che liquidò la coppia cinese composta da Xin-Yi Li e Hu Na con un secco 6-1 6-2. Fu una vittoria netta, che non lasciava dubbi sulla superiorità dell'Italia in quella specifica circostanza.
In quel periodo il tennis cinese stava ancora muovendo i primi passi sulla scena internazionale. Era un'epoca in cui il tennis europeo, e italiano in particolare, poteva ancora contare su una supremazia consolidata. Gli anni Ottanta rappresentavano il canto del cigno di una generazione azzurra che stava per lasciare il posto a una nuova fase della competizione mondiale.
L'era moderna: Castellaneta Marina 2007 e il tennis cinese che avanza
Se il 1981 rappresentava un tennis ancora agli albori per la Cina, il 2007 dipingeva un quadro completamente differente. Tra questi due incontri, la nazione asiatica aveva compiuto passi da gigante: il doppio femminile cinese aveva conquistato l'oro olimpico ad Atene nel 2004, segnale inequivocabile che le giocatrici del Dragone stavano emergendo come forza tennistica mondiale. Quando le due squadre si ritrovarono in Italia, a Castellaneta Marina, per un quarto di finale del World Group I a otto squadre, il contesto era completamente diverso. Questo borgo della Puglia era divenuto quasi una roccaforte del tennis italiano nel corso degli anni, un luogo dove la squadra azzurra aveva consolidato una certa tradizione di successi.
Nonostante l'assenza di Francesca Schiavone, una delle colonne portanti della squadra italiana di quegli anni, l'Italia riuscì comunque a imporsi grazie alla profondità del suo roster. Tathiana Garbin, oggi capitana della squadra azzurra e figura centrale nel tennis italiano contemporaneo, confermò la sua esperienza sconfiggendo Tian-Tian Sun con un punteggio di 6-4 2-6 6-3, match nel quale l'azzurra dovette ricorrere a tutte le sue capacità di gestione del gioco. Flavia Pennetta, invece, affrontò Shuai Peng, giocatrice di grande talento che sarebbe poi diventata una semifinalista in tornei del Grande Slam e che, molti anni più tardi, sarebbe finita sotto i riflettori internazionali per una drammatica vicenda personale della quale ancora oggi si sa ben poco, in un silenzio preoccupante che ha lasciato molti interrogativi. L'incontro tra Pennetta e Peng si concluse con il ritiro di quest'ultima, concedendo all'Italia un vantaggio decisivo. Ancora una volta, quindi, gli azzurri prevalevano, ma questa volta il divario competitivo appariva già meno scontato rispetto al 1981.
Il significato di questa vittoria del 2007 andava oltre il semplice risultato. Rappresentava il momento in cui l'Italia riuscì a mantenersi ai vertici della competizione internazionale nonostante l'ascesa inarrestabile del tennis cinese. Garbin e Pennetta incarnavano una continuità azzurra che riusciva ancora a reggere di fronte alle nuove potenze emergenti.
Il significato storico e quello che ci dice oggi
Tre incontri, tre epoche diverse, tre messaggi differenti per il tennis mondiale. Il bilancio storico vede l'Italia vittoriosa in tutti i precedenti, ma le tre sfide raccontano una storia di progressivo equilibrio e di una China che ha trasformato la propria posizione nel tennis globale in maniera radicale. Dal 1981 al 2007, il divario si è ridotto sensibilmente, e questo trend ribadisce come il tennis, come tutti gli sport, sia un fenomeno dinamico e in costante evoluzione.
Quando Italia e Cina si affronteranno nuovamente a Shenzhen, porteranno con loro tutta questa storia. Non sarà più il tennis dei precedenti, quella combinazione di giovani speranze e di affermate campionesse che si confrontavano in epoche diverse. Sarà il tennis attuale, con nuovi volti, nuove ambizioni, nuovi scenari competitivi. Eppure lo spettro di questi tre precedenti rimane sullo sfondo, a testimonianza di un percorso che non è lineare, di un confronto che nel corso dei decenni ha assunto significati sempre differenti, riflettendo le trasformazioni più ampie del movimento tennistico internazionale.