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Shelton domina al quinto: Alcaraz crolla agli US Open, ancora dolore per Berrettini

2026-09-09 · Tennis Trade
Shelton spezza il tabù del quinto set: dopo Berrettini, un altro gigante ferma Alcaraz a Flushing Meadows

La notte di New York ha registrato un evento che gli addetti ai lavori non avrebbero scommesso di vedere accadere così presto nella carriera di Carlos Alcaraz. Il campione in carica degli US Open, il giovane fuoriclasse spagnolo che ha dominato il tennis mondiale negli ultimi anni, è stato eliminato ai quarti di finale da Ben Shelton in una maratona che si è conclusa quando ormai il cielo sopra Flushing Meadows aveva assunto i toni scuri della notte più avanzata. Il punteggio, 6-7, 6-1, 6-3, 1-6, 7-6 (10-7), racconta una storia di alti e bassi, di opportunità colte e di una resistenza che alla fine non è bastata al giovane iberico per mantenere il trono.

Quello che rende questa vittoria ancora più notevole, però, non è soltanto il nome illustre del sconfitto o il palcoscenico prestigioso della competizione. È piuttosto una statistica che fino a questo momento aveva circondato Alcaraz di un'aura di quasi invincibilità nei momenti in cui il tennis diventa più crudele e più puro: i quinti set degli Slam. Prima della serata newyorkese, lo spagnolo vantava un record che raramente si vede nel panorama tennistico contemporaneo. Quindici vittorie e una sola sconfitta nei parziali decisivi di torneo maggiore. Una percentuale che sfiora l'88 per cento, una proporzione che testimonia una capacità straordinaria di gestire la tensione, di trovare le risorse fisiche e mentali quando ormai la stanchezza dovrebbe avere il sopravvento.

L'eredità di Berrettini e il club esclusivo dei vincitori

Quella macchia solitaria nel palmares di Alcaraz ai quinti set risale a poco più di quattro anni fa. Era stato Matteo Berrettini, il tennista romano che ha rappresentato uno dei punti più alti del tennis italiano nel primo quarto di questo decennio, a infliggere quella ferita memorabile agli Australian Open del 2022. Berrettini non solo aveva trascinato il giovane fenomeno sino alla quinta frazione, un risultato già notevole di per sé, ma aveva avuto il sangue freddo e la determinazione di portare a casa la vittoria quando il match era ormai pendente da entrambi i lati. Quella sconfitta aveva marchiato Alcaraz, proprio nel momento in cui il suo dominio sembrava consolidarsi, e aveva rappresentato un memento mori per chiunque riuscisse a strappargli un quinto set.

Oggi Ben Shelton entra in quello stesso esclusivo club. Non si tratta di una mera curiosità statistica, ma del raggiungimento di un traguardo che pone l'americano tra i pochissimi giocatori della contemporaneità capaci di sconfiggere Alcaraz quando la pressione raggiunge il suo apice. Shelton, che ha costruito la sua reputazione su uno stile di gioco aggressivo e su una forza fisica impressionante, ha dimostrato di possedere anche quella fredda lucidità che serve per vincere le battaglie più lunghe. Il tiebreak decisivo, chiuso 10-7, è stato il suggello perfetto su una prestazione che oscillava tra momenti di brillantezza assoluta—come il secondo set dominato 6-1—e fasi di incertezza, quando Alcaraz sembrava poter prendere il controllo della situazione.

Una statistica che resta straordinaria nonostante il cedimento

È importante sottolineare, tuttavia, che la sconfitta subita da Alcaraz non cancella affatto la straordinarietà delle sue prestazioni nei match decisivi. Con questa disfatta, il bilancio dello spagnolo nei quinti set degli Slam si aggiorna a 15 vittorie e 2 sconfitte. Una percentuale che si mantiene comunque straordinaria, vicinissima all'88 per cento, e che continua a fotografare in maniera cristallina la sua capacità di resistere alla pressione nei momenti in cui il tennis si riduce ai suoi elementi più essenziali. Pochi campioni nella storia hanno dimostrato una tale solidità quando il quinto set entra in gioco. Per dare una prospettiva, basti pensare a quanti giocatori abbiamo visto crollare dopo essere arrivati a quel punto, quante volte il quinto set ha frantumato le certezze di campioni apparentemente inarrestabili.

Quello che accade ora è che Shelton si guadagna il diritto di entrare nella storia di questo torneo e della rivalità contemporanea con Alcaraz. La vittoria ai quarti, consumata in quasi quattro ore e mezza di battaglia, rappresenta un punto di svolta nella carriera dell'americano. Non è soltanto questione di aver sconfitto il campione in carica, un risultato di per sé importante. È soprattutto aver dimostrato di possedere la mentalità e le qualità necessarie per competere ai massimi livelli, per non arrendersi quando il match prende piegate sfavorevoli, per trovare il modo di prevalere in situazioni che sembravano compromesse. Il rovescio inferto a Alcaraz in una notte newyorkese racconta la storia di come il tennis continui a riserbare sorprese, di come la grandezza di un campione possa essere misurata non solo dalle vittorie, ma anche dalla capacità di mantenere la rotta davanti alle avversità.

Per quanto riguarda Alcaraz, questa esperienza rappresenta piuttosto un'occasione di crescita. Perdere una partita, soprattutto al quinto set, è parte naturale della competizione ai massimi livelli. Quello che conterà davvero sarà come risponderà il campione spagnolo nelle prossime sfide, come integrerà questa sconfitta nella sua ricerca continua di miglioramento. La sua straordinaria percentuale nei quinti set rimane un testimone della sua forza mentale, e una sola sconfitta aggiuntiva non cancella le lezioni apprese dalle decine di vittorie conquistate in condizioni estreme.

L'impresa di Ben Shelton rimarrà comunque scolpita nei record degli US Open 2026, accanto al nome di Matteo Berrettini come uno dei rarissimi giocatori capaci di piegare Alcaraz quando la sfida raggiunge la sua dimensione più brutale. È il tennis che celebra se stesso, dove i record vengono infranti e le nuove storie vengono scritte sotto i riflettori di uno stadio che continua a produrre momenti indimenticabili.

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