Badminton, le azzurre del doppio escono a Nuova Delhi

La rassegna mondiale di badminton 2026, in corso presso l'Indra Gandhi Indoor Stadium di Nuova Delhi, ha riservato una doccia fredda alle speranze del tennis italiano nel doppio femminile. Martina Corsini ed Emma Piccinin hanno dovuto fare i conti con un primo turno estremamente impegnativo, dove si sono scontrate con la coppia di Hong Kong composta da Lui Lok Lok e Tsang Hiu Yan. Lo scontro, terminato dopo soli 36 minuti di gioco, ha visto prevalere nettamente le rappresentanti asiatiche con un secco 21-16 21-14, chiudendo prematuramente l'avventura delle azzurre nella competizione più prestigiosa del badminton mondiale.
Un debutto che non lascia scampo: l'analisi del primo set
La partita ha sin da subito evidenziato il divario tra le due coppie. Nel primo set, sebbene le italiane abbiano mostrato caparbietà e grinta, non sono mai riuscite a prendere il controllo dello scambio. L'inizio della contesa si mantiene sostanzialmente equilibrato fino al punteggio di 4-4, ma da quel momento in poi Lui e Tsang iniziano a macinare il gioco con una consistenza impressionante, allungando fino al 7-4. Le azzurre, non dimentiche dell'importanza della competizione, riescono in due circostanze diverse a ridurre lo svantaggio portandosi a -1, prima sul 7-6 e successivamente sul 10-9, mostrando di possedere le qualità tecniche necessarie per stare in partita. Tuttavia, la loro reazione rimane episodica. Il momento critico arriva attorno al 13-9, quando Hong Kong piazza un break micidiale portandosi a +4 con il punteggio di 13-9. Anche quando le italiane tentano ancora di accorciare sul 14-13, le asiatiche riprendono subito il controllo allungando fino al 17-13 e amministrando tranquillamente il vantaggio fino al definitivo 21-16.
Il secondo set: la partita sfugge subito di mano
Se il primo set era stato caratterizzato da una resistenza seppur insufficiente da parte dell'Italia, il secondo parziale racconta una storia ancora più sconfortante per Corsini e Piccinin. Le azzurre partono immediatamente in difficoltà, trovandosi sotto 1-4 dopo i primi scambi. Questo svantaggio iniziale si rivela essere un fardello troppo pesante da sopportare nel corso del set. Hong Kong non concede tregua, e anzi accelera ulteriormente il ritmo, volando rapidamente avanti fino al 8-2. Il margine di sei punti rappresenta un abisso nella dialettica del badminton, dove la pressione psicologica e il ritmo della partita giocano un ruolo fondamentale. Le italiane tentano comunque di limitare i danni, riuscendo a rientrare fino a -4 in tre differenti occasioni, prima sul 4-8, poi sull'8-12 e infine sul 12-16, ma nessuno di questi tentativi di riaggancio riesce a scalfire veramente l'inerzia della gara. Le asiatiche mantengono il controllo totale e chiudono agevolmente il match sul 21-14, suggellando una vittoria che appariva già scritta sin dalle prime battute del secondo parziale.
L'eliminazione delle due azzurre rappresenta un risultato amaro considerando il percorso che avevano realizzato nelle settimane precedenti. Corsini e Piccinin arrivavano a Nuova Delhi forte dei successi conquistati all'Algeria International, dove avevano dimostrato di possedere il livello tecnico e la capacità competitiva necessaria per competere ad alti livelli. Anche la prestazione all'Uganda International aveva confermato la tendenza positiva della coppia, generando fiducia e aspettative per il confronto mondiale. Tuttavia, il badminton è uno sport dove la variabilità dei risultati è alta, e il primo turno di un Mondiale rappresenta sempre un momento critico nel quale anche le coppie quotate possono trovare avversari di grande livello.
La sconfitta contro Lui e Tsang mette in luce come il badminton femminile mondiale goda di una profondità competitiva notevole, specialmente nel contesto asiatico dove il sport vanta tradizioni consolidate e investimenti importanti. Hong Kong, pur non rappresentando una delle superpotenze storiche come la Cina o l'Indonesia, continua a sfornare coppie tecnicamente raffinate e dotate di una solidità tattica impressionante. La velocità di esecuzione e la precisione nei colpi dimostrate da Lui e Tsang hanno letteralmente schiacciato gli sforzi delle italiane, che si sono trovate sempre un passo indietro nel controllo dello scambio.
Per quanto riguarda il prosieguo della delegazione italiana ai Mondiali 2026, rimangono ancora vive altre chance di riscatto. Nel singolare maschile, Giovanni Toti ha già superato il primo turno con una vittoria in tre set contro il brasiliano Donnians Oliveira (19-21 21-14 21-12), performance che rappresenta un esordio incoraggiante. Toti si troverà di fronte una sfida tutt'altro che banale nel secondo turno, dove affronterà il taiwanese Chou Tien Chen, sesto favorito del tabellone. Anche Fabio Caponio avrà l'opportunità di scendere in campo domani contro Jia Heng Teh di Singapore, mentre nel singolare femminile Yasmine Hamza ha iniziato il suo percorso contro la ceca Petra Maixnerova. Queste altre chance rappresentano l'occasione per la squadra italiana di lasciare comunque un segno positivo in questa competizione mondiale.
L'esperienza negativa di Corsini e Piccinin, sebbene deludente nel breve termine, non deve scoraggiare chi investe nel badminton italiano. Il movimento tennistico azzurro ha dimostrato negli ultimi anni di poter competere con formazioni internazionali, e una sconfitta al primo turno di un Mondiale non cancella il lavoro svolto. La strada verso i prossimi appuntamenti internazionali dovrà però necessariamente prevedere un'analisi attenta di questa prestazione, cercando di identificare gli aspetti tattico-tecnici su cui migliorare per quando le due azzurre avranno nuovamente l'opportunità di confrontarsi con il meglio del badminton mondiale.