Tokyo, Berrettini strapazza l'iberico: rimonta devastante dopo il crollo iniziale

Matteo Berrettini torna al successo e lo fa con una prestazione che racconta il carattere di un campione consapevole delle proprie risorse. All'esordio nell'ATP 500 di Tokyo, l'ex sesto del ranking mondiale ha orchestrato un capolavoro tattico contro Alejandro Davidovich Fokina, imponendosi con il punteggio di 1-6 7-6(1) 6-4 in due ore e ventidue minuti. Una vittoria che assume un significato particolarmente rilevante considerando il momento del tennista romano e il valore dell'avversario affrontato. Dopo un'estate deludente coronata da un insoddisfacente US Open, Berrettini ha dimostrato di saper ancora competere ad altissimi livelli, in particolare quando la situazione richiede capacità di reazione e mentalità da veterano.
Il contesto del match amplifica ulteriormente il pregio della performance italiana. Davidovich Fokina arrivava a Tokyo da vincitore del torneo di Chengdu, appena disputato una manciata di giorni prima, e rappresentava quindi un avversario privo di alcuna ruggine competitiva. Inoltre, il confronto diretto mancava dall'ormai lontano 2022, quando Berrettini aveva avuto la meglio allo US Open in una sfida estremamente combattuta. I due giocatori non si misuravano dunque da quasi tre anni, periodo durante il quale le carriere hanno seguito percorsi molto diversi, con lo spagnolo che ha consolidato il proprio posizionamento tra i migliori trenta al mondo.
Quando tutto sembra andare storto: il primo set
Le prime battute di gioco hanno dipinto un quadro completamente favorevole allo spagnolo andaluso. Berrettini ha subito il gioco aggressivo di Davidovich Fokina, incappando in una serie di errori non forzati che hanno vanificato i propri colpi migliori. Il primo set è scivolato via con una velocità impressionante, conclusosi 1-6 a favore dello spagnolo senza che il romano riuscisse a creare pressione significativa. In quel frangente, sembrava prendere forma uno di quei match in cui il tennis non concede tregua, dove una squadra prende il comando e l'altra fatica tremendamente a rientrare in partita.
Tuttavia, proprio quando le cose apparivano critiche, è arrivato il momento decisivo che avrebbe segnato l'intera traiettoria dell'incontro. Nel quinto game del secondo parziale, Davidovich Fokina si è trovato con una palla break a disposizione, un'occasione che avrebbe potuto cristallizzare ulteriormente il suo dominio e rendere la rimonta praticamente impossibile. Berrettini, con il fiuto di chi ha già giocato tante battaglie importanti, ha annullato quel breakpoint con una determinazione palpabile. Questo momento rappresenta spesso il crocevia di una partita: il tennista in svantaggio che sa sopravvivere nei momenti critici trova solitamente l'energia per tornare in partita, mentre l'avversario inizia a dubitare dei propri colpi.
La riscossa italiana: tiebreak e terzo set
La psicologia del match ha virato bruscamente a favore di Berrettini nel corso del secondo set. Lo spagnolo, dopo aver sfiorato il colpo del ko con quella palla break non sfruttata, ha iniziato a commettere errori che tradivano una leggera perdita di concentrazione. L'italiano ha colto al balzo questa opportunità, trascinando il set al tiebreak dove la superiorità è risultata cristallina. Il tiebreak ha visto prevalere nettamente Berrettini, che lo ha chiuso 7-1 in proprio favore, confermando il cambio di inerzia con una prestazione controllata e convincente. Questo parziale rappresentava il punto di non ritorno verso la rimonta definitiva.
Nel terzo set, Davidovich Fokina ha continuato a soffrire gli effetti dell'inversione psicologica. Berrettini ha scavato il solco decisivo con una certa agilità tattica, costruendo una doppia rottura di servizio che avrebbe dovuto chiudere definitivamente la contesa. Sebbene lo spagnolo abbia avuto il merito di recuperare uno dei due break subiti, il margine accumulato dal romano si è rivelato sufficiente per arrivare al traguardo. L'azzurro ha consolidato il dominio mantenendo saldo il servizio nei momenti conclusivi, chiudendo il match sul 6-4 con la consapevolezza di chi sa di aver completato un importante lavoro di rimonta.
I numeri della partita raccontano chiaramente come Berrettini abbia fatto valere le proprie armi caratteristiche nel corso della ripresa. L'italiano ha mantenuto una percentuale di prime palle superiore al settanta per cento e ha piazzato ben sedici ace nel corso della contesa, testimonianza della sua capacità di imporre il gioco dal servizio una volta che ha ritrovato confidenza e lucidità mentale. Questi dati statistici confermano come il tennis di Berrettini, quando funziona correttamente, continui a rappresentare un problema significativo per i suoi avversari.
Questa vittoria assume un valore terapeutico per il tennista romano, che potrà usarla come trampolino per i prossimi impegni nel torneo giapponese e nelle sfide che lo attendono nel resto della stagione. In un momento in cui molti avevano iniziato a dubitare delle capacità competitive dopo l'estate deludente, Berrettini ha offerto un segnale chiaro: le qualità sono ancora lì, la mentalità è ancora quella di un campione capace di rimettersi in piedi quando le cose vanno male. Tokyo, e in particolare questa rimonta spettacolare, potrebbe rappresentare il capitolo di una nuova rinascita.