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Alcaraz soffre ma vola in finale: Munar cede dopo battaglia epica

2026-10-05 · Tennis Trade
Tokyo 2025: Alcaraz fatica ma conquista l'atto conclusivo, Munar si arrende dopo una lotta serrata

Carlos Alcaraz continua il suo percorso a Tokyo, anche se il viaggio verso la finale è stato più tortuoso del previsto. Nella semifinale dell'ATP 500 giapponese, il talento murciano ha dovuto affrontare il connazionale Jaume Munar in un derby iberico che ha messo a dura prova la sua solidità mentale e tecnica. Dopo due ore e mezza di battaglia sul cemento nipponico, Alcaraz ha prevalso con il punteggio di 5-7 6-3 6-1, conquistando così un posto nella finale in programma nei prossimi giorni. Si tratterà della 36ª finale in carriera per l'ex numero uno mondiale, un traguardo che arriva a distanza di sei mesi dall'ultima volta che ha raggiunto un atto conclusivo di questo calibro.

Una prestazione frammentaria, lontana dalla perfezione

Ciò che emerge con chiarezza dalla semifinale di Tokyo è che Alcaraz non si trova ancora al culmine della sua forma fisica e mentale. Lo stesso campione aveva accennato nei giorni precedenti al torneo di non essere al 100% della condizione, e la partita di oggi ha fornito una conferma lampante di questa affermazione. Nel primo set, il numero uno della classifica ha costruito una posizione di vantaggio significativa, riuscendo anche a servire per il set quando era avanti di un break. Tuttavia, in quello che può essere definito un improvviso e inspiegabile calo di concentrazione, Alcaraz ha subito un crollo verticale di prestazioni: ha perso quattro game consecutivi, cedendo così il parziale a Munar con il punteggio di 7-5.

Particolarmente allarmante è stato il dato statistico dei 14 punti persi di fila, una sequenza che rivela quanto profondo sia stato il buco nero nelle sue percentuali di gioco durante quel passaggio cruciale. Il fenomeno spagnolo, tuttavia, ha dimostrato di possedere quella caratteristica che distingue i veri campioni: la capacità di rialzarsi dopo momenti di debolezza e di riprendere il controllo della partita. Nei due set successivi, la qualità del tennis di Alcaraz si è elevata sensibilmente, trascinando l'incontro verso un finale piuttosto scontato dove Munar non ha potuto fare granché.

La rimonta che conta: percorso verso la difesa del titolo

Nel secondo e nel terzo set, il divario qualitativo tra i due giocatori è diventato sempre più evidente. Alcaraz ha cominciato a giocare con maggiore aggressività, imponendo il suo ritmo e il suo gioco offensivo. Munar, nonostante la buona prestazione nel primo set, si è ritrovato con sempre meno risorse per contrastare il rendimento del campione in carica. Il terzo parziale è stato praticamente una formalità, con Alcaraz che ha concesso soltanto uno strappo nei game iniziali prima di dilagare definitivamente: 6-1 il risultato finale di una frazione dove il dominio è stato totale.

Quello che emerge dalla semifinale è un quadro sfumato: da un lato, Alcaraz non è ancora quello che possiamo considerare il migliore di sé stesso, almeno sotto il profilo della continuità di rendimento e della solidità mentale. Dall'altro, la sua capacità di adattamento e di rimonta dimostra che anche quando non è in condizioni ottimali, possiede i mezzi per superare avversari di buon livello e continuare a progredire nei tornei maggiori. La sua strada verso la finale a Tokyo rimane intatta, e la possibilità di difendere il titolo vinto dodici mesi fa rimane concretamente alla portata.

In attesa di conoscere il nome dell'avversario che emergerà dall'altra semifinale tra Jiri Lehecka e Valentin Vacherot, Alcaraz avrà l'opportunità di raccogliere il suo terzo trofeo della stagione 2025. Ha già vinto gli Australian Open, torneo del Grande Slam che rimane il suo più grande successo dell'anno, e il prestigioso ATP 500 di Doha. Una vittoria a Tokyo aggiungerebbe ulteriore lustro a una stagione che, nonostante gli alti e bassi, rimane decisamente positiva per lo spagnolo.

Lo stesso Alcaraz, nel commentare la sua prestazione, ha ammesso l'inspiegabilità di alcuni passaggi della partita, in particolare il tracollo del primo set dove aveva avuto il controllo della situazione. Questa autoconsapevolezza del campione rappresenta un elemento positivo: sa dove migliorare e sa che, nella fase conclusiva del torneo, avrà bisogno di una maggiore solidità emotiva e tattica, specialmente nel momento cruciale dell'incontro. La finale a Tokyo rappresenterà quindi non soltanto un'occasione per aggiungere un altro trofeo alla sua collezione, ma anche un'opportunità per verificare se la sua condizione generale è realmente in miglioramento rispetto a quanto mostrato oggi.

Il cammino del fenomeno iberico continua dunque, con la consapevolezza che il tennis di altissimo livello punisce severamente gli errori e i cali di concentrazione, ma premia allo stesso modo chi possiede la mentalità e i mezzi tecnici per recuperare situazioni compromesse. Questo è esattamente quello che Alcaraz ha fatto oggi a Tokyo, confermando per l'ennesima volta perché rimane uno dei favoriti in ogni competizione in cui scende in campo.

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