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Vallejo travolge Berrettini a Tokyo 2026: il tennista italiano crolla

2026-10-03 · Tennis Trade
Tokyo 2026: il crollo mentale di Berrettini contro Vallejo, che avanza con autorità

La trasferta asiatica di Matteo Berrettini prende una piega tutt'altro che positiva sui campi del Ariake Coliseum di Tokyo. Il tennista romano, che puntava a risalire velocemente le gerarchie mondiali, si trova costretto a fare i conti con una sconfitta che lascerà l'amaro in bocca: il paraguaiano Adolfo Daniel Vallejo lo supera con il punteggio di 7-6(6) 6-1, un risultato che racconta di una partita persa più mentalmente che tecnicamente, almeno nella fase decisiva dello scontro.

Quella che avrebbe potuto essere una giornata di rilancio per il giocatore azzurro si trasforma in una vera e propria lezione di resilienza da parte di un avversario che, fino a pochi mesi fa, navigava in categorie decisamente inferiori rispetto al circuito ATP. Vallejo, però, ha dimostrato in questa manifestazione nipponica di possedere le qualità giuste per competere a questi livelli: già all'esordio aveva eliminato Rafael Jodar, un risultato che rappresentava il primo indizio di una crescita evidente. Contro Berrettini, il paraguaiano consolida ulteriormente questa impressione positiva, mettendo a segno una vittoria che avrà certamente il sapore di una pietra miliare nella sua giovane carriera.

Un primo set maledetto: l'occasione che non torna

La storia di questa partita si sintetizza efficacemente nel tie-break del primo parziale, uno di quei momenti che definiscono spesso l'esito di un intero match. Berrettini, infatti, parte già in salita: nel primissimo gioco è costretto a respingere una palla break, segnale che Vallejo non arriva a Tokyo senza intenzioni. Poco dopo, quando il romano matura un vantaggio di 2-1 sul proprio servizio, dispone addirittura di due chance di break per allargare il margine. È proprio in questo frangente che emerge la qualità tecnica di Vallejo: il sudamericano trova prima un dritto in contropiede di rara efficacia, quindi una prima di servizio posizionata alla perfezione sull'esterno della T. Due palle sprecate che avrebbero potuto riscrivere completamente l'andamento della contesa.

Nel nono gioco, Berrettini mostra comunque segnali incoraggianti di carattere: risale dallo 0-30 con due ace micidiali, una prima vincente e grazie a un errore avversario. Si arriva così al tie-break, dove il romano sembra inizialmente in totale controllo della situazione. Dal 4-3 in avanti, Matteo riesce a piazzarsi tre volte a un passo dalla vittoria del set. Tuttavia, il destino batte a colpo doppio: sui primi due set point, è Vallejo a commettere errori, ma quando il servizio rimane nelle mani di Berrettini, il romano spreca malamente il vantaggio, lasciando ulteriormente aperta la porta al paraguaiano. Vallejo non se lo fa ripetere, sfrutta l'occasione che gli viene offerta, e si aggiudica il tie-break 8-6.

Il crollo e la resa nel secondo set

È dalla conclusione del primo set che inizia il declino verticale di Berrettini. Gli errori si moltiplicano, la fiducia si dissolve come zucchero in acqua calda, mentre specularmente la sicurezza di Vallejo raggiunge picchi sempre più elevati. Nel secondo game del secondo parziale accade l'evento che suggella il destino della partita: il paraguaiano infila una serie di tre colpi vincenti—non consecutivi, ma distanziati strategicamente per massimizzare l'effetto psicologico—che procurano il primo break del match, e di fatto il primo vero strappo decisivo.

Da questo momento in poi, la partita assume i contorni di una marcia trionfale per Vallejo. Berrettini, ormai privo di energie mentali oltre che fisiche, non riesce a opporre praticamente alcuna resistenza. Il paraguaiano dilaga senza incontrare ostacoli significativi, e il parziale scivola rapidamente verso il 6-1. Non è la sconfitta in sé il fatto preoccupante per il romano—gli atleti di questo calibro sanno che il circuito regala serate no—bensì la modalità con cui quella sconfitta si è consumata, soprattutto l'incapacità di capitalizzare le chance più importanti quando ancora tutto era teoricamente in parità.

Berrettini avrà ora una settimana abbastanza breve per metabolizzare questo insuccesso e ripreparsi mentalmente in vista di Shanghai, dove il prossimo appuntamento del calendario lo attende. Non essendo testa di serie nella manifestazione cinese, il romano entrerà direttamente in gioco dal primo turno, il che rende ancora più pressante la necessità di ritrovare confidenza e brillantezza nei prossimi giorni.

Il torneo di Tokyo 2026, per quanto riguarda Berrettini, si chiude dunque con una lezione che probabilmente il tennista romano avrebbe preferito imparare in tutt'altro contesto. Vallejo, dal canto suo, prosegue la propria cavalcata e si conferma un avversario di cui non si può sottovalutare assolutamente il potenziale. Nel tennis, soprattutto a livello ATP 500 e nei grandi tornei, questi sono i momenti che costruiscono reputazioni, e il paraguaiano sta scrivendo senza dubbio la sua nel modo più convincente possibile.

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