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Masters 1000 di Shanghai, l'Italia a due velocità: trionfa il romano, escono gli altri

2026-10-07 · Tennis Trade
Shanghai 2026, il tennis italiano tra luci e ombre: Berrettini avanza, Cinà e Bellucci ko al primo turno

La giornata del tennis italiano sul cemento di Shanghai si è conclusa con un bilancio non particolarmente esaltante, sebbene non privo di spunti positivi. Nel primo turno del Masters 1000 cinese, il movimento azzurro ha ottenuto una sola vittoria a fronte di due sconfitte, un risultato che racconta di una squadra ancora in costruzione, dove l'esperienza dei veterani continua a fare la differenza rispetto all'entusiasmo dei giovani talenti in fase di affermazione.

Berrettini salva l'onore italiano con una rimonta convincente

A portare avanti la bandiera tricolore è stato Matteo Berrettini, numero 46 del ranking mondiale, che ha saputo reagire dopo un avvio difficile contro l'americano Aleksandar Kovacevic. La partita ha evidenziato le qualità di un giocatore che, pur attraversando un periodo di ricostruzione della propria carriera, conserva intatte le caratteristiche fondamentali che lo hanno reso pericoloso sui cemento più importanti del circuito. Il romano ha ceduto il primo set solamente al tie-break, dopo una lotta punto su punto che avrebbe potuto pendere da entrambi i lati, prima di prendere il controllo dell'incontro nei successivi due parziali, chiudendo con i parziali di 6-7(3) 6-1 6-4. La rimonta, secondo le coordinate del torneo, lo proietta verso una sfida molto più impegnativa al secondo turno: dovrà affrontare Brandon Nakashima, testa di serie numero 16, un americano che rappresenta una delle generazioni di talenti statunitensi emergenti nel panorama del tennis professionistico mondiale.

La qualità della prestazione di Berrettini non deve essere sottovalutata, perché il fatto di riprendere fiducia dopo una situazione di svantaggio rimane un elemento cruciale nel lungo percorso di chiunque ambisca a tornare ai massimi livelli. Shanghai, con la sua storia di grandi tornei, continua a rappresentare una vetrina importante per i giocatori che cercano di ritrovare ritmo e continuità.

I giovani azzurri si fermano al debutto: esperienza contro ambizione

Diversa è stata la storia per Federico Cinà e Mattia Bellucci, entrambi approdati al torneo principale attraverso le qualificazioni, una strada che di per sé rappresenta un'impresa e un segnale di potenziale. Il siciliano classe 2007, Cinà, ha affrontato lo slovacco Alex Molcan mantenendo il controllo solamente nella fase iniziale del match, quando ha conquistato il primo set per 6-4. Tuttavia, l'inesperienza nei confronti di un avversario che vanta numeri e un ranking superiori (Molcan è numero 84 ATP) si è manifestata nella gestione della partita. Il calo prestativo è stato progressivo: il secondo set è andato a Molcan per 6-1, e il terzo per 6-2. Si tratta di un copione purtroppo frequente quando il gap tecnico e mentale tra i contendenti è ancora significativo. Per un giovane talento come Cinà, tuttavia, l'esperienza raccolta rimane preziosa, anche in una sconfitta.

Simile, sebbene con sfumature diverse, è stato il percorso di Bellucci, il lombardo numero 86 del ranking che non ha saputo mantenere il controllo del match contro la wild card cinese Yi Zhou, una giocatrice sorprendentemente classificata solo numero 277 al mondo. Lo score finale di 6-4 3-6 7-6(4) non racconta completamente la partita, ma riflette una prestazione dell'azzurro sotto le aspettative, dove l'effetto sorpresa del padrone di casa ha giocato un ruolo determinante. Bellucci, promosso dal tabellone cadetto proprio come Cinà, non ha trovato le risorse necessarie per controllare una situazione che avrebbe dovuto gestire, cedendo al tie-break del terzo set in una circostanza dove l'esperienza e la lucidità avrebbero potuto fare la differenza.

Lo scenario dei prossimi turni e il contesto di Shanghai

Il calendario dei prossimi turni del torneo cinese presenta scenari interessanti. Molcan, vittorioso su Cinà, dovrà vedersela con Alex de Minaur, numero 9 del seeding, anche se sulle condizioni fisiche dell'australiano pesano ancora i dubbi legati al suo ritiro dalla finale di Pechino contro Novak Djokovic. Una situazione che complica le previsioni, dato che De Minaur rappresenta normalmente uno dei giocatori più solidi e consistenti del circuito, ma le incertezze legate ai problemi fisici possono alterare significativamente le dinamiche di una partita.

Per quanto concerne Musetti, testa di serie numero 24, la sua inclusione nel torneo e il suo ranking confermano il ruolo di giocatore di primo piano nel movimento italiano, seppur attualmente alle spalle di Jannik Sinner nel contesto nazionale. Musetti dovrà affrontare Yi Zhou al prossimo turno, un avversario che ha dimostrato di possedere le capacità per sorprendere anche giocatori di livello superiore.

Shanghai rimane uno dei Masters 1000 più affascinanti del calendario ATP: il cemento veloce della struttura cinese premia i servitori potenti e gli attaccanti aggressivi, un fattore che determina spesso esiti favorevoli ai veterani esperti. La giornata degli azzurri rispecchia questa dinamica, con Berrettini che, grazie alla sua esperienza e al servizio potente, riesce a emergere, mentre i più giovani faticano a gestire situazioni complesse contro avversari che, seppur non di altissimo ranking, possiedono un bagaglio di esperienza e di pragmatismo che i talenti in sviluppo non hanno ancora consolidato completamente.

Il capitolo italiano a Shanghai continuerà a svilupparsi nei prossimi giorni, con la speranza che i prossimi turni possano riservare ulteriori soddisfazioni e che i giovani talenti, Cinà e Bellucci in primis, possano trarre insegnamenti da questa esperienza per consolidare il loro percorso di crescita nel circuito professionistico.

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