Bolelli-Vavassori, debacle a Shanghai: Krajicek e Mektic ribaltano tutto

Amaro esordio per Simone Bolelli e Andrea Vavassori al Masters 1000 di Shanghai. La coppia italiana, seeded numero quattro del tabellone di doppio, esce di scena già al primo turno dopo una partita che avrebbe meritato diverso epilogo. Austin Krajicek e Nikola Mektic si impongono con il punteggio di 6-7 (2) 7-6 (2) [10-7] in un'autentica maratona di oltre due ore, dove i dettagli hanno fatto la differenza e le opportunità non sfruttate hanno pesato come macigni sulla bilancia del risultato.
La sconfitta arriva al termine di una sfida equilibrata e combattuta, dove entrambe le coppie hanno avuto l'opportunità di vincere. Quello che colpisce, analizzando l'andamento dell'incontro, è come Bolelli e Vavassori abbiano condotto per buona parte della prima frazione, per poi vedersi sfuggire di mano la vittoria nel momento cruciale. Una lezione che il tennis insegna spesso e volentieri: nei match di doppio, dove il ritmo è frenetico e i margini di errore ridotti al minimo, il prezioso costo delle occasioni non sfruttate si trasforma inevitabilmente in rimpianti.
Un primo set dominato ma non capitalizzato
Nel primo set, gli azzurri hanno messo in mostra buone trame di gioco e una solida tenuta mentale. Nel terzo game, infatti, si sono trovati sotto 15-40, un momento dove il match avrebbe potuto prendere una piega completamente diversa, ma hanno annullato tre palle break consecutive e si sono salvati al punto decisivo. Una dimostrazione di carattere che sembrava poter tracciare il solco della partita. Al sesto game, però, è arrivata la loro prima disattenzione: non hanno sfruttato l'occasione di strappare il servizio agli avversari, e questo errore di valutazione si è rivelato critico.
Nei game successivi, Bolelli e Vavassori hanno subito altri momenti di pressione, ritrovandosi sotto 30-40 sia al nono che all'undicesimo gioco, ma in entrambi i casi hanno saputo risalire dalla china e salvarsi. Tutto sembrava procedere verso un equilibrio che potesse portare al tiebreak, ma quando è arrivato il momento di capitalizzare con due set point nel dodicesimo gioco, gli azzurri non hanno trovato la lucidità necessaria per chiudere anticipatamente la frazione. Il tie-break è stato la conseguenza naturale di una gestione della partita non ottimale nelle fasi cruciali.
Una volta al tiebreak, però, la situazione è cambiata. Bolelli e Vavassori hanno trovato il giusto ritmo, scattando sul 2-0 e poi allungando progressivamente il vantaggio. Krajicek e Mektic hanno tentato di restare a contatto fino al 2-3, ma gli italiani hanno infilato quattro punti consecutivi e hanno chiuso il parziale sul 7-6 (2) dopo 59 minuti di battaglia. Era il momento giusto per costruire la vittoria: il set era stato faticoso, sì, ma finalmente dalla loro parte della bilancia.
La rimonta che spezza i sogni italiani
Il secondo set è iniziato con uno spiraglio di speranza per la coppia italiana. Subito un break subito al punto decisivo del secondo game, ma immediatamente è arrivato il controbreak a zero, segno che gli azzurri sapevano ancora di avere le risorse per competere. Hanno impattato sul 2-2, e da quel momento i servizi hanno dominato incontrastati il tavolo da gioco. Nessun'altra palla break concessa dalle coppie in campo: un'indicazione chiara di quanto il servizio stesse funzionando bene per entrambi i lati della rete.
Questo ha portato inevitabilmente a un ulteriore tiebreak. È proprio qui che la partita ha preso una piega definitiva e irreversibile. Krajicek e Mektic, che avevano subito una sconfitta nel primo set, sono entrati nel secondo tiebreak con una mentalità completamente diversa. Partendo dallo 0-1, hanno dominato la scena con una progressione impressionante, infilando sei punti consecutivi che hanno stravolto gli equilibri. Al secondo set point, hanno riequilibrato la contesa, pareggiando i conti e portando la sfida alla terza frazione al meglio dei tre punti.
È in questi ultimi dettagli che il doppio moderno rivela tutta la sua essenza: margini microscopici, break point concessi e non sfruttati, tiebreak gestiti con il coltello tra i denti. Bolelli e Vavassori, pur avendo giocato una buona tennis e avendo mostrato carattere, non hanno avuto l'eccellenza necessaria nei momenti topici della partita. Il super tiebreak decisivo, vinto 10-7 da Krajicek e Mektic, ha completato una rimonta che suggella l'eliminazione della coppia italiana.
L'esito negativo all'esordio rappresenta un'occasione mancata per Bolelli e Vavassori, che avevano le credenziali per fare un percorso profondo a Shanghai. Ora, per la coppia italiana, non rimane altro che voltare pagina e ricominciare, con la consapevolezza che il tennis a questi livelli non perdona le occasioni non sfruttate. Krajicek e Mektic, invece, proseguono il loro cammino e agli ottavi affronteranno gli austriaci Lucas Miedler e Neil Oberleitner.