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Hurkacz si ritira: De Minaur conquista l'atto conclusivo a Pechino

2026-10-05 · Tennis Trade
De Minaur vola in finale a Pechino: Hurkacz costretto al ritiro nel secondo set

Un'altra notte trionfale per Alex de Minaur sulla strada verso l'ennesima finale della stagione. L'australiano si è assicurato un posto nell'atto conclusivo dell'ATP 500 di Pechino con una prestazione che, pur non dovendo completare, racconta di un giocatore in magnifiche condizioni fisiche e mentali. La semifinale contro Hubert Hurkacz si è risolta quasi prima di iniziare: il polacco, visibilmente compromesso da problemi muscolari già dalle prime battute, ha gettato la spugna nel corso del secondo set quando il punteggio recitava 6-4, 3-2 in favore dell'avversario.

Per comprendere appieno la portata di questa vittoria, occorre analizzare come si è sviluppato il match sin dalle sue fasi iniziali. De Minaur ha imposto il proprio gioco con una velocità quasi impressionante, costruendo un vantaggio di due break già nei primissimi turni di gioco. Il polacco si è trovato improvvisamente sotto 4-0, scenario che raramente consente ai giocatori di recuperare, soprattutto quando le condizioni fisiche sono precarie. Hurkacz ha tentato comunque una reazione d'orgoglio, riuscendo a recuperare un break e portandosi fino al 5-4, ma il margine acquisito da de Minaur si è rivelato sufficiente per conquistare il primo set con il punteggio di 6-4.

Il crollo fisico di Hurkacz e l'abbandono inevitabile

Se il primo set ha già messo in luce le difficoltà del numero uno polacco, il secondo parziale ha rappresentato un vero calvario. Hurkacz ha iniziato a concedere palle break con preoccupante regolarità ad ogni sua battuta, segnale inequivocabile che il corpo non rispondeva più ai comandi della mente. È bastato il terzo game per vedere de Minaur strappare il servizio all'avversario e mettersi in controllo della frazione. Nel quinto game, Hurkacz ha ancora tentato di opporsi e di non crollare definitivamente, spingendo con tutta l'energia residua, ma questi sforzi disperati non hanno fatto altro che accelerare il deterioramento delle sue condizioni.

La decisione di ritirarsi nel corso della partita rappresenta una scelta saggia da parte di Hurkacz. Continuare avrebbe significato non solo protrarre la sofferenza fisica, ma rischiare di aggiravare un infortunio che, seppur non ufficialmente comunicato, era evidente a chiunque seguisse il match. In questi casi, i giocatori professionisti devono fare i conti con una realtà spesso crudele: talvolta è meglio preservare il proprio corpo per le sfide future piuttosto che insistere in una battaglia già persa sul piano fisico.

De Minaur e il suo percorso straordinario verso una terza finale stagionale

Con questo successo, de Minaur raggiunge la sua terza finale dell'anno, un dato che sottolinea come l'australiano stia attraversando una fase straordinaria della propria carriera. La finale di Pechino rappresenta un'opportunità d'oro per aggiungere un nuovo titolo ATP al proprio palmarès e per continuare a consolidare la propria posizione tra i migliori giocatori del circuito. De Minaur ha dimostrato in questa semifinale di possedere gli strumenti tecnici e la continuità di gioco necessari per competere ai massimi livelli, anche quando l'avversario presenta insidie particolari.

L'attesa di de Minaur si concentra ora sul vincente della seconda semifinale, quella tra Novak Djokovic e Daniil Medvedev. Il serbo arriva a questo appuntamento con un curriculum impressionante a Pechino: rimane imbattuto da 39 match consecutivi nel torneo cinese, un dato che testimonia come Djokovic consideri questa arena come uno dei suoi giardini preferiti nel calendario ATP. D'altra parte, Medvedev arriva a Pechino fresco della vittoria al torneo di Hangzhou, il che significa che possiede momentum, fiducia e ritmo di gioco estremamente positivi.

La finale che si delinea promette di essere affascinante dal punto di vista tattico e tecnico. De Minaur dovrà affrontare uno scenario dove il suo avversario sarà con ogni probabilità uno dei giocatori più in forma del momento, indipendentemente da chi avrà la meglio nella semifinale dall'altra parte del tabellone. Contro Djokovic, dovrà contrastare l'esperienza sterminata e la capacità del serbo di leggere i ritmi di gioco; contro Medvedev, avrà a che fare con un giocatore che possiede un servizio potentissimo e una profondità di colpi che richiede una massima concentrazione e aggressività dal primo all'ultimo punto.

De Minaur ha comunque dimostrato ampiamente, nel corso di questa stagione e in particolare a Pechino, di possedere i mezzi per competere e vincere contro i migliori. La sua velocità di spostamento, la qualità del suo dritto e la costruzione metodica dei punti sono armi letali se utilizzate con il giusto timing e la giusta intensità. La strada verso il titolo è ancora lunga, ma con prestazioni come quella fornita in semifinale, l'australiano ha certamente buone ragioni per guardare con ottimismo all'appuntamento conclusivo.

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