Berrettini ko a Montreal: Navone lo batte in una battaglia sospesa per il maltempo

Quando si parla di tennis e condizioni meteorologiche avverse, la mente corre subito ai momenti più celebri della storia dello sport: i drami di Wimbledon, le tempeste estive dei campi americani, gli imprevisti che trasformano una partita in un'odissea. Ebbene, al Masters 1000 di Montreal 2026, il capitolo più recente di questa saga è stato scritto con protagonista Matteo Berrettini, il quale ha dovuto arrendersi a Mariano Navone dopo una sfida estenuante, prolungata da ben due sospensioni dovute alla pioggia e conclusasi dopo quasi un giorno e mezzo di gioco effettivo e interruzioni.
Il verdetto finale recita 6-3 6-7(5) 6-3 a favore dell'argentino, una sconfitta che brucia per il romano perché arrivata al termine di una partita dove il controllo doveva rimanere nelle sue mani. Berrettini, infatti, era il favorito sulla carta, forte della sua esperienza su superfici rapide e della sua capacità di imporsi nei match lunghi. Invece, la persistenza delle interruzioni, unite a errori che probabilmente in altre circostanze non avrebbe commesso, lo hanno spinto verso un'eliminazione al primo turno che suona come un campanello d'allarme nei piani della stagione italiana.
Una partita iniziata male, peggiorata dalla natura
La cronaca del primo set è sufficiente a raccontare quanto sia stato complicato trovare un ritmo naturale nel corso di questa sfida. Berrettini era partito con le idee chiare, procurandosi ben tre palle break nei primissimi scambi. La situazione sembrava destinata a prendere una piega favorevole al romano, ma dopo soli nove punti il cielo sopra il Québec ha deciso diversamente: la pioggia è scesa copiosa, costringendo arbitri e giocatori a dirigersi verso gli spogliatoi. Sono passate due ore intere in attesa, e quando il gioco è ripreso, lo scenario era profondamente mutato.
Navone, dopo questa lunga pausa, ha conquistato un game straordinariamente lungo, quasi fosse riuscito a trovare nell'intervallo le chiavi mentali necessarie per controbattere al servizio e alle soluzioni tattiche di Berrettini. Il romano ha cercato di riadattarsi, procurandosi ancora opportunità di allungare il parziale. Un errore di dritto dell'argentino gli ha permesso di conquistare il 3-2, uno scorcio che avrebbe potuto rappresentare il trampolino per prendere il controllo del set. Invece, è stato proprio da questo momento che gli svarioni hanno cominciato a cumularsi. Due errori non forzati hanno provocato il controbreak immediato, e sebbene Berrettini sia riuscito a toccare il 15-40, due colpi di rovescio sbagliati nei momenti cruciali gli hanno impedito di concretizzare. Un doppio fallo ha completato il quadro negativo, e Navone ha galoppato sino al 5-3, salvando una palla break nel servizio conclusivo e chiudendo il set 6-3.
Il secondo set, il tiebreak e il finale inevitabile
Nel secondo parziale, Berrettini ha dovuto ricominciare lo sforzo di risalire mentalmente, trovandosi subito in difficoltà sul 0-30 nel primo game. Il suo servizio e soprattutto il dritto, armi tradizionali del suo repertorio tattico, lo hanno salvato in quella circostanza. Ma la sfortuna ha bussato di nuovo alla porta durante il secondo game: una nuova sospensione per pioggia ha interrotto il flusso del match. I giocatori sono rimasti in campo un po' di tempo, incerti su cosa accadrebbe, prima di essere nuovamente invitati negli spogliatoi. Stavolta l'attesa è stata ancora più lunga, quasi un'ora e mezza, un lasso di tempo sufficiente a far calare ulteriormente la tensione e a permettere ai dubbi di penetrare la mente di un atleta già provato dalla sfortuna.
Quando il gioco è ripreso nuovamente, l'inerzia della partita non era più nelle mani di Berrettini. Navone, sebbene non fosse il favorito, stava imparando a gestire le interruzioni, a usarle come opportunità di reset mentale anziché come fattore negativo. Il secondo set è finito al tiebreak, dove il romano ha perso per 7-5, una frazione che rappresentava probabilmente l'ultima chance concreta di ribaltare l'esito complessivo della sfida. Nel terzo set, ormai con la fiducia compromessa e il tempo fisico e mentale della giornata e mezzo di gioco che pesava inevitabilmente sulle gambe, Berrettini non ha trovato le energie per opporsi. Navone ha conquistato il 6-3 finale con relativa tranquillità, accedendo al secondo turno di un Masters 1000 che vedeva nella partita d'apertura una possibilità di gloria italiana.
Quella che era stata prefigurata come una sfida dominante per il romano si è trasformata in una lezione sulla fragilità psicologica nei momenti sfortunati e sull'importanza di mantenere il controllo emozionale quando fattori esterni tentano di destabilizzarti. Berrettini dovrà ora riflettere su cosa è andato storto in questa maratona canadese, consapevole che il tennis, più di altri sport, richiede non solo capacità tecnica, ma anche una resilienza che talvolta dipende anche dalle condizioni che non si riescono a controllare.