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Wuhan, il crollo azzurro: Errani-Paolini sciupano sette opportunità di gloria

2026-10-17 · Tennis Trade
Il dramma di Errani e Paolini a Wuhan: dal trionfo al baratro, sette palle match sprecate nel doppio

La semifinale del WTA 1000 di Wuhan si trasforma in un incubo per Sara Errani e Jasmine Paolini. Le due campionesse azzurre del doppio, che avevano costruito una splendida rimonta nel primo set portandosi sul 5-2 di svantaggio, vedono sfumare tra le dita una finale prestigiosa contro il duo formato da Gabriela Dabrowski e Luisa Stefani. Il verdetto del match contro l'australiana Storm Hunter e la ceca Katerina Siniakova arriva con lo spietato conteggio di 5-7 7-5 12-10, un risultato che racconta di un'opportunità clamorosa mancata e di una rimonta avversaria quasi incredibile.

Una partita condotta e persa nel momento cruciale

Il primo set rappresenta già un primo capitolo della storia di questa semifinale tormentata. Errani e Paolini partono bene, conquistano rapidamente un break che le porta avanti, ma soprattutto conquistano ben tre palle break sul 0-40 a favore. Qui inizia il primo dei tanti nodi irrisolti della giornata cinese: le azzurre non riescono a concretizzare, gli errori di Hunter e Siniakova si alternano a difese esasperate, ma il punto cruciale della frazione iniziale arriva proprio sul deciding point dove Siniakova commette un'imprecisione fondamentale spedendo la volée direttamente in rete. Da quel momento in poi, le dinamiche cambiano radicalmente. Errani sale visibilmente di livello nel gioco, la sua qualità si impone sempre di più sullo scambio, mentre dall'altra parte la ceca continua a oscillare fra momenti di alto livello e scivoloni inaccettabili inframmezzati da doppi falli. La frazione si chiude con il secco 7-5 per le italiane, che sulla carta sembrerebbe aver tracciato la strada verso la finale.

Il risultato di primo set prometteva bene, ma il tennis insegna che il primo set vinto non garantisce nulla, specialmente nel doppio dove gli equilibri sono spesso precari e una serie di punti in successione può capovolgere completamente la situazione psicologica di una partita. Quello che accade nei due set successivi è una lezione magistrale di come il tennis possa essere crudele verso chi ha le occasioni e non sa sfruttarle.

La catastrofe del tiebreak decisivo: sette occasioni sprecate

Il secondo set è il teatro di una progressione inarrestabile di opportunità mancate dalle azzurre. Errani e Paolini entrano con il morale alto, la consapevolezza di aver vinto il primo set contro due avversarie che stavano attraversando una giornata tutt'altro che brillante. Tuttavia, il tennis dal vivo non funziona così semplicemente. Hunter e Siniakova trovano il modo di strapazzare per ben due volte la battuta delle italiane, costringendole a un momento delicato della partita dove il break è stato subito ma non rapidamente recuperato. Le italiane reagiscono, rientrano in partita, ma il secondo set procede in modo estremamente equilibrato, con entrambe le coppie che si ritrovano costantemente in situazioni di parità. Il set si allunga, i game si susseguono senza soluzione di continuità, e ci si avvia inevitabilmente verso il tiebreak decisivo al terzo set.

È nel tiebreak a 10 punti che il destino crudele della partita si materializza completamente. Errani e Paolini si trovano con addirittura sette palle per chiudere il match e accedere alla finale. Sette. Non una, non due, non tre, ma sette occasioni concrete per vincere la partita e proseguire nel torneo. Ognuna di queste occasioni rappresentava una possibilità concreta di violazione della linea di fondo o di commettere un errore da parte di Hunter e Siniakova. Invece, quello che accade è quasi surreale: le italiane non riescono a convertire alcuna di queste opportunità. Gli errori si accumulano, i nervi forse iniziano a tremare, la pressione psicologica di avere la partita in pugno e vederla sfuggire cresce esponenzialmente. Il tiebreak continua, il punteggio sale, e alla fine è il duo australo-ceco a prevalere con il definitivo 12-10.

Questo epilogo rappresenta uno dei momenti più frustranti del doppio femminile recente. Non è una sconfitta ordinaria, non è il risultato di una prestazione inferiore: è il frutto di un'incapacità di chiudere una partita che era ormai nelle vostre mani. Nella storia dello sport, questi sono i risultati che lasciano cicatrici, che si rivivono mentalmente per settimane, che diventano punti di riferimento di una stagione.

Il significato della sconfitta nel contesto della stagione

Per Errani e Paolini, questa eliminazione assume un significato particolare nel contesto di una stagione che li ha visti protagonisti nel circuito WTA. Il torneo di Wuhan è uno dei 1000 più importanti del calendario, e una finale in doppio rappresenterebbe il genere di risultato che definisce il valore di una stagione. La perdita di questa occasione, specialmente dato il modo in cui è arrivata, pesa molto più di un semplice ko che potrebbe giustificarsi con la superiorità dell'avversario.

Hunter e Siniakova, dal canto loro, accedono alla finale dove affronteranno il duo composto dalla canadese Gabriela Dabrowski e dalla brasiliana Luisa Stefani. Per loro si tratta di una rimonta impressionante, di una dimostrazione di carattere e di capacità di restare in partita anche quando il match sembrava praticamente deciso. Nel doppio, dove il margine tra vittoria e sconfitta è spesso sottile come una lama di rasoio, questo genere di capacità di risalire psicologicamente è un valore inestimabile.

La lezione di Wuhan rimane una: nel tennis, e specialmente nel doppio, ogni punto è decisivo, e le occasioni vanno sfruttate quando si presentano. Errani e Paolini avranno altre opportunità in questa stagione, altri tornei in cui competere, ma l'amarezza di questa semifinale contro Hunter e Siniakova resterà a lungo con loro.

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